“Gli sguardi che proteggono”: Presentato alla Caserma Trotti di Mantova il Calendario Storico dei Carabinieri 2027

Gruppo di carabinieri e rappresentanti istituzionali durante una presentazione con proiezione sullo sfondo.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Mantova ha presentato il nuovo Calendario Storico dell’Arma presso la Caserma “Trotti”, in via G. Chiassi; l’edizione 2027 è dedicata al tema “Gli sguardi che proteggono” con gli scatti di Franco Cappellari.

Presentazione del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri con militari riuniti in sala.

Alla conferenza stampa, tenutasi venerdì 6 novembre, hanno preso la parola:

Colonnello Pancrazio Dario VIGLIOTTA, Comandante Provinciale Carabinieri di Mantova;

Tenente Colonnello Giorgio FEOLA, Comandante Reparto Operativo di Mantova;

Tenente Colonnello Andrea OXILIA, Comandante Compagnia Carabinieri di Mantova;

Capitano Irene DIPOLLINA, Comandante Gruppo Carabinieri Forestali di Mantova.

Presentazione del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri con quattro ufficiali riuniti al tavolo e stemma proiettato sullo schermo.

    Erano altresì presenti:

    un Comandante di Stazione;

    un Carabiniere;

    un Carabiniere del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova,

    un Carabiniere del Nucleo Biodiversità di Bosco Fontana;

    un Carabiniere in congedo dell’ANC (associazione nazionale carabinieri in congedo).

    Conferenza stampa dell’Arma dei Carabinieri con ufficiali in uniforme e locandina proiettata sullo sfondo
    Copertina del calendario storico 2027 dell'Arma dei Carabinieri, con tre carabinieri in uniforme e bandiera italiana.
    Carabiniere in uniforme storica con pennacchio rosso e blu accanto a un testo introduttivo intitolato “Prefazione” di Aldo Cazzullo.

    PREFAZIONE

    In questi cinquant’anni i Carabinieri hanno sconfitto il terrorismo e hanno inflitto durissimi colpi alla mafia.

    Certo non l’hanno fatto da soli. Ma sono stati i protagonisti della lotta contro i due fenomeni criminali che più hanno segnato l’ultimo mezzo secolo di storia italiana, scandito e raccontato mirabilmente dalle varie edizioni di questo Calendario.


    I Carabinieri sono stati innanzitutto vittime. Era un Carabiniere il capo della scorta di Aldo Moro, Oreste Leonardi, ucciso mentre tentava di fare scudo con il suo corpo al presidente della Democrazia Cristiana (il 16 marzo 1978 in via Fani cade anche l’Appuntato Domenico Ricci, con il Vice Brigadiere Francesco Zizzi e le Guardie di Pubblica Sicurezza Giulio Rivera e Raffaele Iozzino).

    Erano Carabinieri trentasei dei caduti degli anni di piombo, compresi i tre assassinati nell’odiosa strage di Peteano.


    Ma i Carabinieri sono anche coloro che reagiscono, che difendono lo Stato, che fermano l’eversione, che arrestano i colpevoli.

    E l’artefice della riscossa dello Stato è il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il militare per eccellenza del dopoguerra italiano: resistente durante l’occupazione nazista, combattente contro il banditismo nella Sicilia scossa da tensioni separatiste, è l’uomo che sconfigge il terrorismo rosso e cade nella lotta alla mafia, assassinato a Palermo il 3 settembre 1982.


    Ma sono i Carabinieri che arrestano Totò Riina. Così come sono i Carabinieri ad arrestare Matteo Messina Denaro, chiudendo così il cerchio. La mafia non è debellata per sempre; ma se conta molto meno e uccide molto meno, è merito di tutti gli uomini dello Stato, e dei Carabinieri in particolare. Non a caso la mafia progettò una strage di Carabinieri allo Stadio Olimpico nel 1993. Perché colpire i Carabinieri significa colpire non soltanto lo Stato, ma un simbolo dell’identità italiana. I Carabinieri, come sappiamo, sono più antichi ancora dell’Italia.


    E per l’Italia hanno dato il sangue, anche all’estero: non possiamo non ricordare i caduti di Nassiriya, dove dodici tra le diciannove vittime furono Carabinieri. Ricordo l’omelia del compianto Cardinale Ruini ai funerali: “Non odieremo i terroristi, ma non fuggiremo davanti a loro, anzi li contrasteremo”. Non odiare, non fuggire, contrastare il male: Ruini aveva capito tutto.


    E se i nostri Carabinieri, come in genere i nostri militari, sono considerati i migliori del mondo nelle missioni di pace, è perché sono portatori di quell’umanesimo cristiano – il rispetto per gli altri, il dialogo, l’idea dell’uguaglianza tra gli esseri umani – che è il vero motivo per cui l’Italia è importante nella storia e nel mondo.

    Aldo Cazzullo

    GLI SGUARDI CHE PROTEGGONO

    Pagina del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri 2027 con testo introduttivo e immagine di una carabiniera in uniforme con alto copricapo rosso e blu.

    In un’epoca che non lascia tempo alla riflessione, in cui miliardi di immagini scorrono veloci sugli schermi senza lasciare traccia, quanto vale il fermarsi a osservare? Il 2027 si apre davanti a noi carico di attese e di sfide, ma la risposta più autentica alle nostre incertezze abita nei dettagli più minuti: negli occhi di chi ha scelto di vigilare ogni giorno sul nostro cammino. Sono gli occhi, stando ai poeti, a rivelare le verità più profonde, e a differenza della lingua non sanno mentire.


    Il Calendario Storico di quest’anno nasce da un’idea semplice, ma piena di significato: dodici mesi, dodici reparti, dodici sguardi. Perché ogni specialità dell’Arma dei Carabinieri detiene un modo unico di custodire i valori di una società. “Gli Sguardi che proteggono” è il filo rosso che unisce le nostre anime operative: non la forza, ma la cura portata sino in fondo, il farsi carico del destino degli altri con totale dedizione.


    Un racconto corale prende vita attraverso l’obiettivo sagace di Franco Cappellari: le sue fotografie catturano l’essenza dei nostri Reparti, scomponendoli nelle persone che li compongono. Persone dotate di mente e di cuore, che pongono nel proprio lavoro l’impegno che si deve a una vera e propria missione, tesa a offrire sicurezza, libertà e pace. L’artista ha saputo cogliere l’attimo in cui la professionalità si mescola all’empatia, svelando i volti di chi senza gloriarsi difende la nostra vita quotidiana. A dare voce a questi sguardi concorrono le penne più illustri del giornalismo e della cultura italiana. La prefazione è affidata ad Aldo Cazzullo, che con il consueto taglio storico ci ricorda da dove veniamo, ricollegando il presente ai sacrifici e ai grandi successi investigativi che hanno segnato l’ultimo mezzo secolo della Repubblica, rievocando figure come il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e ricordandoci che la difesa della democrazia è un pilastro e un dovere ineludibile. Alle dodici tavole riferite ai vari mesi si accompagnano poi i contributi di due straordinari testimoni della realtà italiana. Ferruccio De Bortoli ci guida a scoprire i presidi territoriali dell’Arma, i Nuclei Radiomobili, le unità Navali e quelle Forestali, il Reggimento a Cavallo, con riferimenti alla storia e alla letteratura. Bruno Vespa esalta la velocità dei motociclisti, la prontezza del GIS, la solennità dei Corazzieri, trattando i temi sensibili e attuali affidati alle specialità dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro e del Patrimonio Culturale, con un sigillo finale che celebra i Comandanti di Stazione. Per dialogare con il Paese, l’Arma sceglie ancora una volta la via della cultura e della bellezza. Perché proteggere una comunità non significa solo garantirne l’ordine pubblico, ma preservarne l’identità, il lavoro, le arti e la memoria sociale. Con questo spirito offriamo alle famiglie italiane il Calendario 2027, insieme ai nostri auguri più sinceri per un anno sereno e ricco di speranza. Ovunque vi troviate, sappiate che c’è uno sguardo attento a proteggervi, un volto familiare su cui poter contare.

    Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri,
    Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo

    Manifesto dei Carabinieri motociclisti in azione, con il testo «La strada è il nostro confine» e una descrizione del servizio di scorta e controllo del territorio.
    Calendario di gennaio con carabinieri e auto di servizio davanti a una fontana monumentale
    Due Carabinieri in alta uniforme davanti al Teatro di San Carlo, sotto la scritta “Il presidio che non dorme mai”.
    Tre carabinieri in uniforme consultano un documento in una strada affollata decorata con bandiere; accanto, calendario di febbraio 2026.
    Carabiniere a bordo di una motovedetta dei Carabinieri che naviga tra i canali di Venezia, con testo informativo sull’Arma in sovrimpressione.
    Calendario di marzo 2027 accanto a una gondola veneziana sull’acqua.
    Carabiniere del Gruppo Intervento Speciale in uniforme tattica davanti a un’esplosione, con testo informativo in italiano.
    Calendario di aprile con un soldato in uniforme mimetica e fucile in un ambiente boschivo.
    Poster italiano con agenti di polizia in tenuta antisommossa durante un’operazione, accompagnato dal titolo “La prontezza risolutiva” e da un testo sulla serie televisiva “Il maresciallo Rocca”.
    Calendario di maggio con un militare in tenuta tattica che impugna un fucile in montagna
    Tre cavalieri in uniforme cerimoniale su cavalli neri, con aquila imperiale sullo sfondo.
    Pagina di calendario di giugno con testo sulla solennità dei Corazzieri e immagine di una guardia in uniforme con spada.
    Parata militare con soldati in uniforme nera e copricapi piumati rossi e blu sotto una struttura metallica coperta.
    Gruppo di soldati in uniforme cerimoniale nera con copricapi piumati, schierati sotto una struttura coperta.
    Carabiniera in uniforme con un cucciolo in braccio e conduttore cinofilo accanto a un cane da ricerca; testo sulla fedeltà dei cani.
    Calendario di luglio con un militare in uniforme mimetica e basco rosso in un ambiente boschivo.
    Visiera di casco con riflesso di un elicottero dei Carabinieri su una pista, accompagnata da testo promozionale in italiano.
    Calendario di agosto con un carabiniere in uniforme che tiene un casco davanti a un elicottero dei Carabinieri e al Colosseo.
    Due carabinieri forestali a cavallo davanti a un edificio storico, con la bandiera italiana e uno stemma in pietra; testo informativo sulla tutela del territorio.
    Calendario di settembre con un mezzo dei Carabinieri, una donna in uniforme e una persona con tuta protettiva davanti al veicolo.
    Manifesto informativo con Carabinieri e tecnici al lavoro; una carabiniera in uniforme esamina un dispositivo, con il testo «Dove l’evidenza diventa realtà».
    Restauratori esaminano una statua religiosa con strumenti e guanti protettivi, accanto al calendario di ottobre 2027.
    Carabinieri a cavallo in uniforme storica durante una cerimonia, con testo sull’antica tradizione del Corpo.
    Cavalieri dell’Arma dei Carabinieri a cavallo durante una parata, accanto al calendario di novembre.
    Due Carabinieri in uniforme si stringono la mano sotto un pergolato fiorito; in alto la scritta «L’uniforme non si toglie mai. Sempre lo stesso impegno.»
    Calendario di dicembre con carabiniere adulto e giovane in uniforme davanti allo stemma dell'Arma dei Carabinieri.
    Due giovani carabinieri in uniforme ufficiale sorridono davanti a una formazione militare sfocata, con la scritta «Nei secoli fedele».
    Infografica in italiano sulle ricompense all’Arma dei Carabinieri e ai suoi militari, con medaglie, croci e onorificenze aggiornate al 5 giugno 2026.
    Copertina della rivista Arma con due carabinieri in uniforme e la scritta «Gli sguardi che proteggono».

    NOTE DI LINGUAGGIO

    GLI SGUARDI CHE PROTEGGONO

    I princìpi fondanti dell’Arma dei Carabinieri mantengono intatta la loro validità operativa. Fedeltà, responsabilità, coraggio, dedizione e spirito di servizio definiscono l’azione dei militari da oltre due secoli.

    Questi elementi consolidano l’Istituzione come punto di riferimento stabile per la collettività, affiancando i compiti strettamente legati all’ordine pubblico.

    Da questa base scaturisce il tema della comunicazione istituzionale per il 2027: Gli sguardi che proteggono. L’attenzione visiva costituisce il primo livello di intervento. Per un Carabiniere, osservare coincide con l’analisi delle necessità e l’assunzione di responsabilità verso i cittadini. Il sistema di tutela si fonda sulla prevenzione strutturata. Richiede un pattugliamento continuo, l’identificazione tempestiva delle criticità e una conoscenza esatta delle dinamiche di quartiere.

    Questo monitoraggio sistematico consente alla cittadinanza di condurre le proprie attività in condizioni di normalità e sicurezza. Il tema scelto per il 2027 orienterà l’intera produzione comunicativa dell’anno.

    CALENDARIO – SCELTA FOTOGRAFICA

    Questa visione trova oggi una espressione significativa nel Calendario Storico 2027, un oggetto che da decenni entra nelle case e nei luoghi della vita quotidiana degli italiani e che diventa il primo capitolo di una narrazione più ampia.

    Il nostro calendario è un appuntamento che si rinnova nel tempo, una testimonianza della storia dell’Istituzione e al tempo stesso uno specchio del legame profondo che unisce i Carabinieri alla società italiana. Nel corso degli anni questo legame è stato raccontato attraverso linguaggi artistici diversi, capaci di interpretare i valori dell’arma con sensibilità e profondità.

    Per il 2027 abbiamo scelto di affidarci alla fotografia per raccontare gli sguardi che proteggono, non come rinuncia alla dimensione artistica, ma come una diversa interpretazione della sua vocazione narrativa. Viviamo in un tempo complesso, attraversato da trasformazioni rapide e profonde, in cui il bisogno di sicurezza si accompagna sempre più spesso al bisogno di riferimenti riconoscibili e presenze affidabili. Non si tratta di rappresentare una società dominata dalla paura, ma di raccontare il valore della fiducia che nasce dalla consapevolezza che qualcuno è presente, ascolta, osserva, comprende e si assume la responsabilità di intervenire.

    La fotografia permette di dare forma a questa presenza attraverso un linguaggio diretto, capace di rendere visibile ciò che spesso rimane silenzioso: un volto, uno sguardo, un gesto o un incontro possono raccontare l’attenzione, la disponibilità e il senso di responsabilità più di quanto non faccia la rappresentazione di un momento straordinario. È proprio questa quotidianità a rappresentare il cuore del nuovo calendario, una scelta che riduce la distanza tra il valore rappresentato e la sua manifestazione concreta. Per raccontare gli sguardi che proteggono abbiamo scelto uno strumento che dello sguardo fa la propria essenza, la fotografia, capace di fermare un istante e trasformarlo in una storia e in un sentimento di fiducia. Questa aderenza alla realtà visiva risponde anche a una precisa necessità di reclutamento. Ci rivolgiamo ai giovani che stanno valutando la carriera nell’Arma: chi sceglie di arruolarsi deve avere chiara la concretezza fisica del servizio.

    MESE PER MESE: LE TAVOLE E I TESTI DEL CALENDARIO

    Le prefazioni – La memoria e l’identità dell’Istituzione

    Il Calendario Storico 2027 si apre con due contributi che offrono chiavi di lettura complementari della storia e dell’identità dell’Arma. La prefazione del giornalista Aldo Cazzullo ripercorre alcuni dei momenti più significativi dell’ultimo mezzo secolo di storia italiana, soffermandosi sul contributo dei Carabinieri nella lotta al terrorismo e alla criminalità mafiosa. Attraverso il ricordo dei caduti, delle vittime degli anni di piombo e di figure simbolo come il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il testo restituisce il valore del sacrificio e della determinazione con cui l’Arma ha difeso lo Stato e le sue istituzioni democratiche. Il riferimento alle missioni internazionali e ai caduti di Nassiriya amplia la riflessione alla dimensione universale del servizio, fondato sul rispetto, sul dialogo e sulla tutela della dignità umana.

    La prefazione del Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, introduce invece il tema portante dell’edizione 2027: «Gli sguardi che proteggono». Una narrazione corale che mette al centro le donne e gli uomini dell’Arma e le diverse modalità attraverso cui ciascuna specialità contribuisce alla sicurezza della collettività. Le fotografie di Franco Cappellari restituiscono la dimensione umana e professionale dei reparti, valorizzando la capacità di coniugare competenza, sensibilità e spirito di servizio. Il racconto si sviluppa attraverso i contributi dei giornalisti Bruno Vespa e Ferruccio de Bortoli, che accompagnano il lettore alla scoperta delle molteplici articolazioni operative dell’Istituzione. Ne emerge una concezione della sicurezza che supera la sola tutela dell’ordine pubblico e comprende la salvaguardia del territorio, del lavoro, del patrimonio culturale e dell’identità nazionale.

    Gennaio – I motociclisti: la velocità al servizio della sicurezza

    La prima tavola è dedicata ai motociclisti del Nucleo Radiomobile, la cui attività rappresenta una componente essenziale del controllo del territorio. Il racconto di Bruno Vespa evidenzia l’agilità e la rapidità d’intervento delle pattuglie su due ruote, impiegate nei servizi di prevenzione, nel contrasto alla criminalità e nelle scorte alle autorità. La velocità, tuttavia, non prescinde mai dalla precisione e dal rispetto delle regole: richiede padronanza del mezzo, resistenza e capacità di affrontare gli imprevisti con lucidità. Lo sguardo del motociclista diventa così espressione di attenzione costante e controllo, anche nelle situazioni di maggiore complessità.

    Febbraio – L’Organizzazione Territoriale: una presenza costante e rassicurante

    La seconda tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, valorizza il ruolo dei reparti dell’Organizzazione Territoriale, presidio quotidiano di sicurezza e riferimento per le comunità. L’attività delle pattuglie si caratterizza per una presenza discreta, capace di garantire normalità attraverso il controllo del territorio e il dialogo con i cittadini, intervenendo con tempestività quando necessario. Il racconto richiama anche la storia delle «gazzelle», simbolo dei Nuclei Radiomobili, sottolineando come la presenza dell’Arma sia parte integrante della vita quotidiana del Paese. La sicurezza si manifesta anche attraverso ciò che non accade, grazie a un’attività preventiva continua e spesso silenziosa.

    Marzo – Il Servizio Navale: la tutela della sicurezza e dell’ambiente in mare

    La terza tavola, ancora a firma di Ferruccio de Bortoli, porta l’attenzione sul contributo dell’Arma alla sicurezza degli spazi marittimi. Il Servizio Navale, attraverso le proprie unità e il personale specializzato, assicura una presenza costante lungo le coste e nelle acque nazionali, contribuendo alla tutela della legalità e dell’ambiente. Il testo ripercorre le origini dei primi Nuclei, costituiti nel 1953 a Genova e Napoli, e ricorda alcuni interventi significativi, dalle emergenze alluvionali al recupero di importanti reperti archeologici. Tra questi, il rinvenimento dei Bronzi di Riace, riportati alla luce nel 1972 dai sommozzatori del Nucleo di Messina. Una testimonianza della professionalità e della competenza con cui l’Arma opera anche in un contesto complesso come quello marittimo.

    Aprile – Il Gruppo di Intervento Speciale: la risposta alle emergenze più complesse

    La quarta tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata al Gruppo di Intervento Speciale (GIS), unità d’élite istituita nel 1978 durante l’emergenza terroristica. Il racconto ne ripercorre l’evoluzione e la duplice natura di reparto speciale dell’Arma e Forza Speciale, impegnato in attività antiterrorismo, liberazione di ostaggi e operazioni ad alto rischio, anche in ambito internazionale. L’addestramento particolarmente selettivo e la pluralità delle competenze richieste ai suoi componenti testimoniano il livello di preparazione necessario per affrontare scenari operativi estremamente delicati. Il GIS rappresenta una capacità d’intervento altamente specializzata, che opera con riservatezza e determinazione, anche quando la sua presenza rimane lontana dai riflettori.

    Maggio – La prontezza operativa: intervenire con lucidità e senso del dovere

    La quinta tavola, a firma di Ferruccio de Bortoli, approfondisce il valore della prontezza operativa, richiamando il rapporto tra esperienza investigativa e narrazione letteraria. Attraverso il riferimento ai «Racconti del Maresciallo» di Mario Soldati, il testo evidenzia come la figura del Carabiniere sia entrata anche nell’immaginario culturale italiano. La capacità di intervenire non appartiene esclusivamente al servizio in uniforme: numerosi sono gli episodi in cui militari fuori servizio hanno contribuito a sventare reati e situazioni di pericolo. Il racconto sottolinea come la tempestività debba sempre accompagnarsi alla lucidità di analisi e alla consapevolezza delle conseguenze di ogni azione, qualità che caratterizzano l’attività di polizia giudiziaria.

    Giugno – I Corazzieri: la solennità al servizio delle Istituzioni

    La sesta tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata al Reggimento Corazzieri, custode della sicurezza del Presidente della Repubblica e simbolo della continuità delle istituzioni nazionali. Il contributo ripercorre le origini storiche del servizio di protezione del Capo dello Stato e descrive le caratteristiche che contraddistinguono questo reparto: preparazione fisica, riservatezza, spirito di sacrificio e rigorosa disciplina. L’uniforme di rappresentanza, la corazza e l’elmo costituiscono elementi di una tradizione che si accompagna a competenze operative e specialistiche. La compostezza e l’imperturbabilità dei Corazzieri esprimono, attraverso un gesto e una postura, il rispetto e la dignità delle istituzioni che sono chiamati a proteggere.

    Luglio – Le Unità Cinofile: una collaborazione fondata sulla fiducia

    La settima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, racconta il contributo delle Unità Cinofile dell’Arma, nelle quali il rapporto tra il militare e il cane costituisce un elemento fondamentale dell’attività operativa. Il testo richiama la storia del servizio cinofilo, avviato nel 1956, e descrive le molteplici attività svolte dagli animali: dalla ricerca di sostanze stupefacenti all’individuazione di persone scomparse, fino agli interventi in occasione di terremoti, alluvioni e valanghe. La preparazione e l’affiatamento tra conduttore e cane rappresentano un valore aggiunto nelle attività di prevenzione e soccorso. Una collaborazione che trova nella fiducia reciproca e nella dedizione quotidiana la propria forza.

    Agosto – Il Servizio Aereo: uno sguardo che anticipa il pericolo

    L’ottava tavola, a firma di Bruno Vespa, è dedicata ai Carabinieri del Servizio Aereo e alla capacità di osservare e intervenire dall’alto. L’impiego degli elicotteri, affiancato dalle più recenti tecnologie e dai droni, consente di supportare le pattuglie sul territorio, collaborare con i reparti specializzati e affrontare situazioni di emergenza in contesti difficilmente accessibili. Dal controllo dell’ordine pubblico alla prevenzione dei reati ambientali, fino alle operazioni di soccorso in montagna e in mare, la componente aerea rappresenta uno strumento determinante per anticipare i rischi e individuare tempestivamente le criticità. Una prospettiva privilegiata che amplia le capacità di intervento dell’Arma e rafforza la tutela della collettività.

    Settembre – I Carabinieri Forestali e la tutela dell’ambiente

    La nona tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, pone al centro l’impegno dei Carabinieri Forestali nella protezione dell’ambiente e nella tutela del patrimonio naturale nazionale. Il racconto evidenzia le attività di prevenzione degli incendi, contrasto all’inquinamento, salvaguardia della biodiversità e gestione sostenibile del patrimonio boschivo. Particolare attenzione viene riservata alla cura dei boschi, alla manutenzione del territorio e alla prevenzione dei dissesti idrogeologici, sottolineando il valore di un’attività che richiede continuità e competenza. I Carabinieri Forestali rappresentano un presidio essenziale anche nelle aree interne del Paese, dove la presenza dello Stato contribuisce alla tutela del territorio e al contrasto dei fenomeni di abbandono.

    Ottobre – Specialità a tutela della legalità: scienza, lavoro e patrimonio culturale

    La decima tavola, a firma di Bruno Vespa, riunisce tre ambiti specialistici dell’Arma: il Reparto Investigazioni Scientifiche, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Attraverso competenze differenti, questi reparti concorrono alla difesa della legalità e alla protezione di interessi fondamentali per la collettività. Il RIS trasforma le tracce in elementi probatori attraverso metodologie scientifiche e tecnologie avanzate; i Carabinieri per la Tutela del Lavoro contrastano lo sfruttamento, le irregolarità e le violazioni delle norme sulla sicurezza, salvaguardando la dignità dei lavoratori; il Comando Tutela Patrimonio Culturale protegge i beni artistici e archeologici, contrastandone il traffico illecito anche attraverso strumenti tecnologici e sistemi di analisi delle immagini. La tavola restituisce così una visione articolata della sicurezza, che comprende la tutela delle persone, dei diritti e della memoria culturale del Paese.

    Novembre – I Carabinieri a Cavallo: una tradizione che attraversa la storia

    L’undicesima tavola, firmata da Ferruccio de Bortoli, ripercorre il legame storico tra l’Arma e il cavallo, elemento che accompagna l’Istituzione sin dalle sue origini. Il Reggimento Carabinieri a Cavallo rappresenta oggi una realtà di eccellenza, impegnata nei servizi di rappresentanza, nelle cerimonie istituzionali e nelle attività di vigilanza e controllo del territorio. Il racconto richiama la celebre carica di Pastrengo del 30 aprile 1848, episodio emblematico del valore e del coraggio dei Carabinieri. La cura degli animali, la preparazione equestre e la continuità delle tradizioni testimoniano una dimensione dell’identità dell’Arma che unisce storia, professionalità e servizio. Una presenza che conserva intatto il proprio significato simbolico e operativo.

    Dicembre – I Comandanti di Stazione: il volto dell’Arma vicino ai cittadini

    L’ultima tavola, firmata da Bruno Vespa, è dedicata ai Comandanti di Stazione, figure centrali dell’Organizzazione Territoriale e punto di riferimento per le comunità locali. Il racconto evidenzia il valore della presenza capillare dell’Arma, con oltre 4.500 Stazioni distribuite sull’intero territorio nazionale, dai piccoli centri alle grandi città. Il Comandante di Stazione rappresenta un interlocutore quotidiano per i cittadini, grazie alla conoscenza del territorio, alla capacità di ascolto e alla vicinanza alle esigenze della popolazione. Il suo ruolo si estende dalla prevenzione dei reati alla gestione delle emergenze, dalla collaborazione con le istituzioni locali alla rassicurazione sociale. La tavola conclude il percorso del Calendario valorizzando una figura che incarna concretamente i principi di fedeltà, responsabilità e spirito di servizio. Un impegno che prosegue anche dopo il servizio attivo, attraverso l’attività dell’Associazione Nazionale Carabinieri e il contributo dei suoi appartenenti al volontariato e alla protezione civile.

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