I dati aggiornati al terzo trimestre. Il 16 novembre, nella sede di Confcommercio Mantova, consegna simbolica di una maxi chiave simbolica al presidente della Provincia e ai sindaci per sensibilizzare sulla crisi dei negozi di vicinato
PORTO MANTOVANO (MN)- Il terziario mantovano continua a cambiare volto: diminuiscono ancora le imprese del commercio, crescono quelle dei servizi, mentre turismo e trasporti mostrano un andamento più stabile, seppure in lieve flessione. È quanto emerge dai dati InfoCamere aggiornati al terzo trimestre 2026 e pubblicati da Confcommercio Lombardia, che fotografano l’evoluzione del sistema imprenditoriale sul territorio.
Al 30 settembre 2026, in provincia di Mantova si contano 17.029 imprese del terziario, pari al 53,2% delle 31.982 imprese complessive. Un’incidenza sensibilmente inferiore alla media lombarda, dove il settore rappresenta il 67,1% delle attività economiche, con 548.798 imprese su un totale di 817.828.
Commercio in progressiva contrazione, servizi in crescita
Dal 2014 a oggi, il numero complessivo delle imprese del terziario mantovano è calato da circa 18.400 alle attuali 17.029 unità. Una flessione concentrata soprattutto nel periodo precedente al 2023, mentre negli ultimi anni il dato complessivo mostra segnali di stabilizzazione.
A incidere maggiormente è il progressivo ridimensionamento del commercio, che dalle oltre 8.500 imprese del 2014 è sceso a 5.885 nel terzo trimestre 2026. Una contrazione significativa e pressoché costante, che conferma le difficoltà strutturali del comparto e richiama l’attenzione sul fenomeno della desertificazione commerciale, con ricadute non soltanto economiche, ma anche sulla vitalità dei centri urbani e dei paesi.
Di segno opposto l’andamento dei servizi, cresciuti dalle circa 6.800 imprese del 2014 alle 8.510 attuali. Proprio i servizi rappresentano oggi la componente più numerosa del terziario mantovano, avendo superato il commercio, che nel 2014 occupava ancora la prima posizione.
Più contenute le variazioni degli altri comparti. Il turismo, che comprende le attività della ricettività e della ristorazione, registra una flessione nel periodo considerato, passando da circa 2.100 imprese a 1.856. Anche i trasporti evidenziano un graduale ridimensionamento, da circa 900 a meno di 700 attività.
Manzoli: “Non possiamo permetterci di perdere il commercio di prossimità. Il 16 novembre iniziativa con il presidente della Provincia e i sindaci mantovani”
“Da un lato – commenta Lamberto Manzoli, presidente di Confcommercio Mantova – assistiamo alla crescita dei servizi, che rappresentano una componente sempre più importante del sistema imprenditoriale provinciale; dall’altro continua la contrazione del commercio, un fenomeno che deve preoccuparci. Il commercio di vicinato svolge una funzione economica e sociale insostituibile e non possiamo permetterci di perderlo progressivamente”.
“Il 16 novembre, nell’ambito dell’iniziativa ‘Viviamo le città’ promossa da Confcommercio a livello nazionale – aggiunge Manzoli – consegneremo simbolicamente al presidente della Provincia e ai sindaci mantovani che accoglieremo nella nostra sede di Porto Mantovano una maxi chiave: un gesto simbolico – non un atto d’accusa delle politiche commerciali – per richiamare l’attenzione sul preoccupante impoverimento della rete, rappresentare la volontà di aprire nuove opportunità per i negozi che hanno chiuso e sostenere le attività che continuano a operare tra mille difficoltà”.
Dal Dosso: ”Accompagnare la trasformazione del terziario e sostenere la competitività delle imprese”
“L’evoluzione del terziario mantovano evidenzia un cambiamento strutturale che richiede risposte concrete e differenziate – sottolinea Nicola Dal Dosso, direttore generale di Confcommercio Mantova –. La crescita dei servizi dimostra come il mercato stia evolvendo e come si stiano sviluppando nuove esigenze e opportunità imprenditoriali. Al tempo stesso, il progressivo calo delle attività commerciali conferma la necessità di intervenire sui fattori che ne condizionano la sostenibilità: costi di gestione, pressione fiscale, difficoltà nel ricambio generazionale, trasformazione dei consumi e concorrenza dei nuovi canali distributivi. I dati del terzo trimestre 2026 confermano la necessità di una strategia capace di agire su due fronti: da una parte contrastare l’indebolimento della rete commerciale tradizionale, dall’altra accompagnare lo sviluppo delle attività di servizio, favorendo innovazione, competenze e nuova imprenditorialità”.
“Come Confcommercio siamo impegnati a supportare le imprese attraverso formazione, digitalizzazione, assistenza, accesso al credito e opportunità di finanziamento. Fondamentale la collaborazione con le amministrazioni locali, valorizzando strumenti come i Distretti del commercio e promuovendo interventi per la rigenerazione e l’attrattività dei centri urbani”, conclude Dal Dosso.
