QUANDO LA CIA RAPÌ MORO di Amedeo Lanucara. Un noir con un reportage introduttivo sull’affaire, dal 19 aprile in libreria

A via Fani operarono forze speciali formate in scuole militari d’eccellenza, solo due erano a quel livello, l’ebraico Mossad e il sovietico Spetsnaz. A via Fani, soprattutto, Aldo Moro non c’era!

Prima della strage l’avevano rapito in eliambulanza. L’unica cosa certa è che poi venne ucciso. Ma non da chi siamo abituati a credere. 

QUANDO LA CIA RAPÌ MORO, scritto da Amedeo Lanucara, lo troviamo in libreria il 19 aprile/Fefè editore; un noir di fantapolitica, appassionante e iperrealistico, risponde a molti interrogativi ancora senza risposta. E ne propone altri inquietanti anche dopo mezzo secolo. Scritto da

«A qualcuno parrà forse esagerato o provocatorio il titolo di questo libro: QUANDO LA CIA RAPÌ MORO, un concetto che ne implica un secondo: che la Cia prelevò Moro prima della strage. Eppure ciò si evince dalle sue lettere dalla prigionia, oltre che da un’analisi logica dei fatti e dalla storia “furfantella” del nostro Paese, ricca di menzogne e depistaggi. Amici e Nemici han sempre riconosciuto in Moro un maestro nel dissimulare il proprio pensiero. […] Non capirò mai perché gli “Ermeneuti”, sempre a sgomitarsi su chi l’interpretasse meglio, solo nei 55 giorni si siano imposti la museruola, lasciando disco verde a una falange di “Psicologi” fuor di senno (o fuor di scrupoli) che han dichiarato pazzo lui, proprio mentre usava al meglio le sue meningi, impostando contro tutti una “trattativa fantasma”, che per poco non lo salvò. Ordini di scuderia? Il “consigliere” americano Steve Pieczenik si vanterà d’aver imposto lui al nostro Governo la “linea della pazzia”. Conseguenze. Dal 16 marzo in poi ci mancherà il lavoro degli Ermeneuti, nel decrittarci le prose e i silenzi morotei. Eppure nei “55 giorni” il loro lavoro sarebbe stato ancora più prezioso, per le restrizioni e le inevitabili censure della cattività. Bisognava trovare le rare “perle” in una marea di scritti dalla prigionia (saran raccolte da Eugenio Tassini, per un libro di 215 pagine, edito da Piemme). Cominciamo dalla iniziale lettera a Cossiga, la più importante e genuina, prima che i giochi s’ingarbugliassero. Che dice (o non dice), a chi voglia interpretarla correttamente? Esaminiamola. Singolare, ad esempio, che egli non nomini mai le Br, neanche di sfuggita. Come se non esistessero. Le nominerà solo negli ultimi giorni e nel Memoriale, come se soltanto allora esse avessero assunto un peso nella terribile vicenda. Non meno singolare è che egli taccia sempre sulla tragica sorte della sua Scorta, come se non ne sapesse nulla. Eppure è quel che egli afferma con esemplare chiarezza nella iniziale lettera, con una frase buttata là per caso, secondo il suo stile: “Benché non sappia nulla, né del modo, né di quanto accaduto, dopo il mio prelevamento”. Che significa? Significa che egli fu prima prelevato, e poi. Accadde quel che non sa. Attenzione ai vocaboli, nel cui uso (lo ribadiamo) fu maestro. Egli non scrive che fu “rapito” o “sequestrato”, lemmi in cui c’è il concetto di non consensualità e di uso della forza. No. Egli scrive che ci fu il suo “prelevamento”, che si fa consensualmente, magari di malavoglia; e comunque senza uso della forza. V’è di più. Egli non scrive il più semplice: “Sono nelle mani”. No. Egli scrive il più complesso: “Sono sotto un dominio pieno e incontrollato”, una frase inusuale, le cui implicazioni un Professore di Giurisprudenza come lui conosce fin troppo bene. Ricordo le sue lezioni di “Filosofia del Diritto”, ateneo di Bari, aula magna, anno accademico 1954-55, cui io assistevo da matricola universitaria. “Neanche lo Stato”, egli sentenziava, “ha un potere assoluto, perché limitato dalle leggi”. L’unico caso, aggiungeva, “di dominio pieno e incontrollato, riguarda l’esercito d’occupazione d’un Paese vincitore sul Paese vinto”. Egli inoltre non si dichiara “in balia”, o “sequestrato”, o “rapito”, ma “prigioniero politico”, una dizione cara ai Br, ben sapendo però che in diritto internazionale “lo scambio di prigionieri” è solo quello tra due Stati. E tra Stati sono gli esempi che lui apporta: ”scambi Breznev-Pinochet”, “scambi di spie”, “espulsione di dissenzienti dal territorio sovietico”

AMEDEO LANUCARA Giornalista pugliese di lungo corso, con un piede professionale a Roma ed uno a Milano, vive a Roma. Grande viaggiatore, esperto di Vicino Oriente. Già inviato e/o capo-servizio al Globo di Antonio Ghirelli e Mario Pirani, a Il Sole-24 Ore, ad Avvenire e ai settimanali ex-Rusconi con Pietro Zullino. Free-lance alla Rai tv. Già direttore di periodici istituzionali e de La Voce del Cittadino. Suo il libro Berlinguer segreto. Autore di Belzebù Pezzént/un senatore corrotto, una bimba scomparsa l’assedio musùlml’Europa egoista (Fefè Editore, 2017).

“PIANO MANTOVA” INIZIATO IL PRIMO INCONTRO DI SBUROCRATIZZAZIONE E SNELLIMENTO PROCEDURE LANCIATO DAL SINDACO PALAZZI

Mantova, 17 aprileSi è tenuto venerdì 17 aprile il primo di una serie di tavoli previsti dall’Amministrazione di via Roma volti a realizzare entro maggio “il Piano Mantova”. Il Piano, annunciato dal sindaco Mattia Palazzi con una lettera aperta ai mantovani, ha come fine quello di creare un programma di interventi, condivisi con le realtà economiche e sociali del territorio, allo scopo di affrontare e superare la crisi conseguente all’emergenza Coronavirus.

MATTIA PALAZZO, SINDACO DI MANTOVA Continua a leggere

CORONAVIRUS, RIUNITO IL TAVOLO PER L’IMPRENDITORIA BASSA ROMAGNA. La presidente Proni: “Un dialogo continuo con le forze economiche per studiare la ripartenza”

Bassa Romagna, 6 aprile – Lunedì 6 aprile, si è riunito in modalità telematica il Tavolo per l’imprenditoria della Bassa Romagna, per discutere l’emergenza economica creatasi a causa dell’emergenza Covid-19 e per tracciare possibili strategie di ripartenza e ripresa.

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La riunione è stata coordinata dalla sala giunta della Rocca di Lugo, dove erano presenti la presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna Eleonora Proni, il vicepresidente Daniele Bassi, il segretario generale Marco Mordenti e la dirigente del Settore Governance e Comunicazione, Sviluppo e Progetti strategici Nadia Carboni. Continua a leggere

CORONAVIRUS: IL SINDACO BASSI: “PER LE IMPRESE STRUMENTI A INTEGRAZIONE DEL DPCM CURA ITALIA”

“Tavolo per l’imprenditoria e Patto strategico ci permetteranno di agire in maniera tempestiva e puntuale”

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Bassa Romagna, 19 marzo – Le misure varate dal Governo rappresentano un primo importante intervento a sostegno al mondo dell’impresa complessivamente inteso e del lavoro, a cui in Bassa Romagna si aggiungono alcuni importanti strumenti.

Il sindaco Daniele Bassi, delegato allo Sviluppo economico dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, interviene in merito alla situazione delle imprese del territorio, con l’entrata in vigore del Decreto Cura Italia lo scorso 17 marzo. Continua a leggere

GONZAGA – FIERA MILLENARIA 2019: Eccellenze enogastronomiche sempre più protagoniste. Convegni su agricoltura e zootecnia, spettacoli ogni sera e intrattenimento

Una Fiera Millenaria sempre più moderna e aperta alle contaminazioni, quella che attende operatori e visitatori, come sempre a Gonzaga di Mantova, da sabato 31 agosto a domenica 8 settembre. Inaugurazione Ufficiale Domenica 1° Settembre, ore 10.00 alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Fabio Rolfi.

FIERA MILLENARIA SETTEMBRE 2019

Lo storico appuntamento legato alla cultura del buon cibo e al valore della produzione agroalimentare, prosegue il suo percorso di innovazione che ne ha fatto, negli ultimi anni, un punto di riferimento sempre più seguito non solo dagli operatori del comparto agricolo e alimentare, ma da tutto il mondo degli appassionati del food nelle sue sfumature: dagli aspetti più gourmand e ricercati alla conservazione delle tecniche e delle ricette delle nostre nonne, dalla presentazione delle esperienze imprenditoriali più coraggiose e innovative alle agricolture di nicchia di maggiore interesse. Continua a leggere

MANTOVA – CONTINUITÀ DEL MERCATO DEL LUNGORIO PER IL CONSORZIO AGRITURISTICO MANTOVANO

Marco Boschetti direttore Consorzio agrituristico mantovanoAll’udienza che si è tenuta in data odierna presso il T.A.R. (Tribunale Amministrativo Regionale) di Brescia, in merito al  ricorso presentato dal Consorzio agrituristico mantovano, sostenuto da Cia e  Confagricoltura, relativo  all’impugnazione dell’aggiudicazione della gestione del mercato contadino del Lungorio, è intervenuto  un accordo che prevede: la rinuncia da parte del Consorzio Agrituristico alla discussione dell’istanza cautelare di sospensione e dall’altra l’impegno del Comune di Mantova, a non dare corso agli atti di assegnazione della gestione del mercato del Lungorio all’Agrimercato,  sino alla definizione del giudizio di merito (del TAR), la cui udienza è stata fissata per il 19 dicembre 2018. Continua a leggere

“ANIMALI COME NOI”- CONFAGRICOLTURA CHIEDE INCONTRO CON I VERTICI RAI. LASAGNA: «VISIONE PENALIZZANTE E DISTORTA AD ARTE»

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Ormai ci siamo, nei primi giorni di febbraio andrà in onda su Rai 2 il documentario “Animali come noi”, nel quale l’autrice Giulia Innocenzi denuncia presunti maltrattamenti all’interno degli allevamenti intensivi. Confagricoltura, tramite la sua task force contro la disinformazione mediatica su carta stampata e televisione, ha deciso di passare al contrattacco e, assieme ad altre sei organizzazioni (vale a dire Cooperative italiane agroalimentare, Assalzoo, Cia, Copagri, Fiesa Confesercenti e Uniceb), ha predisposto una lettera da inviare al presidente Rai Monica Maggioni, tramite la quale organizzare un confronto ed esporre la propria visione dei fatti, a difesa del comparto zootecnico. Continua a leggere