“ANIMALI COME NOI”- CONFAGRICOLTURA CHIEDE INCONTRO CON I VERTICI RAI. LASAGNA: «VISIONE PENALIZZANTE E DISTORTA AD ARTE»

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Ormai ci siamo, nei primi giorni di febbraio andrà in onda su Rai 2 il documentario “Animali come noi”, nel quale l’autrice Giulia Innocenzi denuncia presunti maltrattamenti all’interno degli allevamenti intensivi. Confagricoltura, tramite la sua task force contro la disinformazione mediatica su carta stampata e televisione, ha deciso di passare al contrattacco e, assieme ad altre sei organizzazioni (vale a dire Cooperative italiane agroalimentare, Assalzoo, Cia, Copagri, Fiesa Confesercenti e Uniceb), ha predisposto una lettera da inviare al presidente Rai Monica Maggioni, tramite la quale organizzare un confronto ed esporre la propria visione dei fatti, a difesa del comparto zootecnico.Ecco il testo integrale della lettera.

«Gentile presidente, abbiamo appreso dell’imminente messa in onda, sulle Vostre reti televisive (Rai 2), della trasmissione dal titolo “Animali come noi”, a cura della giornalista dottoressa Giulia Innocenzi. L’inchiesta viene pubblicizzata come il risultato di “blitz notturni” negli allevamenti intensivi, realizzati “di nascosto” da soggetti “infiltrati” (i termini tra virgolette sono stati utilizzati dalla stessa dott.ssa Innocenzi per pubblicizzare il programma nella sua pagina Facebook con un post del 3/10/2016 e ripresi da alcuni siti).

Stante la delicatezza dei temi che saranno presumibilmente trattati nel corso del servizio, e vista l’importanza di un comparto economico come quello da noi rappresentato e delle filiere zootecniche in generale, considerata la situazione di grave crisi dovuta anche alle differenti condizioni produttive nei confronti dei paesi del Nord Europa che sta comportando la chiusura di decine di aziende e la perdita di centinaia di posti di lavoro, con la presente siamo a chiederLe un incontro.

Vorremmo avere la possibilità di esporre la nostra posizione, che vuole essere di confronto e collaborazione, e valutare l’opportunità di poter usufruire, nel rispetto del principio della pluralità e delle pari condizioni per tutte le parti interessate, di adeguati spazi televisivi nell’ambito dei quali consentire di fornire agli spettatori una versione dei fatti e delle comuni condizioni in cui vengono allevati gli animali nel nostro paese che rispecchi anche gli interessi della categoria da noi tutelata».

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Ferma la posizione del presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna: «La messa in onda di questo documentario ci preoccupa molto – ha detto – perché la visione del mondo allevatoriale che ne emerge è fortemente penalizzante, oltre che distorta ad arte. È prioritario che ci venga data la possibilità di esprimere il nostro punto di vista ed è a mio parere scandaloso che un servizio pubblico trasmetta materiale così dannoso per un settore fondamentale dell’economia nazionale. Mi auguro dunque che l’incontro chiesto con i vertici Rai possa avvenire quanto prima, e che si possa raggiungere un accordo che ci permetta di rimediare a quella che io ritengo essere una vera e propria campagna denigratoria nei nostri confronti».

 

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