I preziosi appunti di viaggio di un ignoto artista a Mantova tra il 1815 e il 1842 arricchiscono le collezioni della reggia dei Gonzaga
Già nel Settecento si usava chiamarlo “Grand tour”: era il viaggio che i giovani dei ceti benestanti conducevano attraverso l’Europa per perfezionare la loro educazione. Poteva durare diversi mesi, a volte anche anni, durante i quali non mancavano soste prolungate in città dove studiare i capolavori dell’antichità, imparare la storia e – perché no? – acquistare qualche opera d’arte. Tra le tappe imprescindibili c’erano naturalmente le città d’arte italiane: Roma su tutte ma anche Venezia, Firenze, Napoli e poi la Sicilia.
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