Presentazione ufficiale della donazione Umberto Ballerini al Palazzo Ducale e al Museo Diocesano di Mantova

MANTOVA – Sabato 2 maggio, alle ore 17:00, nell’Atrio degli Arcieri, sarà presentata al pubblico la donazione a favore di due musei mantovani: Palazzo Ducale e Museo Diocesano.

L’acquisizione comprende alcune preziose mattonelle in maiolica del pavimento dello Studiolo di Isabella d’Este, che rientrano così nelle collezioni statali, e un gruppo di argenti destinato ad arricchire il patrimonio del Museo Diocesano.

Il dott. Umberto Ballerini dona, a nome suo e di sua sorella Taide, scomparsa nel 2023, nove elementi della pavimentazione originaria, in maiolica, dello Studiolo di Isabella d’Este in Corte Vecchia. Si tratta di piastrelle di grande rarità, di forma ottagonale, collegate l’una con l’altra da piccoli elementi quadrati; il perimetro della pavimentazione necessitava di elementi triangolari. Isabella d’Este ordinò questa pavimentazione a Pesaro o a Urbino, probabilmente intorno al 1520, quando decise di trasferire il suo appartamento dal castello di San Giorgio, anche se alcuni studiosi, come John Valentine Granville Mallet, non escludono una datazione anteriore e una collocazione del pavimento in un ambiente isabelliano in Castello, prima che la marchesa, rimasta vedova nel 1519, si trasferisse in Corte Vecchia, portando con sé le mattonelle. Isabella aveva ordinato pavimenti in maiolica per finalità pratiche ed estetiche. Le mattonelle permettevano di esibire decori, stemmi, emblemi e motti, come nel nostro caso: gli ottagoni mostrano la sigla YS di Isabella, la scritta isab[ela] este[nsis] mar[chionissa] man[tuae] e il motto nec spe nec metu (senza speranza e senza paura). Ed erano la soluzione migliore per evitare che i topi si annidassero sotto i pavimenti in assito ligneo.

Stefano L’Occaso, direttore di Palazzo Ducale: “Le maioliche pavimentali dello Studiolo di Isabella d’Este sono di raffinata bellezza. Esse riflettono il disegno geometrico del soffitto ligneo intagliato e dorato e ci lasciano immaginare la sontuosa ricchezza decorativa di ogni dettaglio di quello spazio, un tempo ornato dalle tele di MantegnaPerugino Costa, ora al Louvre. Sono opere la cui manifattura è contesa tra Pesaro Urbino e che furono disegnate appositamente per la marchesa di Mantova. Il generoso dono di Ballerini fa nascere il desiderio – coltivato e abbandonato negli anni trenta del Novecento – di tentare di riposizionare parte del pavimento nel sito originale e, di conseguenza, rivedere l’allestimento di quel delicato e preziosissimo spazio.”

Ballerini, inoltre, ha donato al Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” una collezione di argenti mantovani, con bolli di garanzia pubblica del territorio (il Sacro Vaso) e dell’arte (SIC) della seconda metà del XVIII secolo costituita da:

– coppia di saliere in argento e vetro realizzate da Giovanni Bellavite tra il 1780 e il 1788;

– saliera in argento di bottega mantovana (XVIII sec);

– vassoio in argento sbalzato e cesellato da Alessandro Gasoni (terzo quarto del XVIII secolo);

– servizio da scrittoio di anonimo argentiere mantovano (ultimo decennio del XVIII secolo)

– servizio da scrittoio punzonato da Francesco Bosio (terzo quarto del XVIII secolo).

Don Stefano Savoia, direttore del Museo Diocesano: “Il munifico gesto dell’antiquario Ballerini consentirà ai visitatori del Museo Diocesano di ammirare alcuni rari esemplari di argenteria mantovana ad uso profano, espressione del raffinato gusto aristocratico e della perizia tecnica raggiunta da due delle più importanti famiglie di argentieri del territorio, i Bellavite e i Bosio, attive per più generazioni in città. Il monumentale servizio da scrittura, sbalzato e cesellato da Francesco Bosio, in tutto simile a quello appartenuto a Giovanni Battista de Perghen, vescovo di Mantova negli ultimi trent’anni del Settecento, sarà collocato sulla scrivania in stile Luigi XV nella biblioteca del Museo, recentemente riallestita e aperta ai visitatori”.

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