
Il titolo è tutto un programma: “Tanto Vale ridere”, e a volte, aggiungiamo noi, si deve, dal momento che solo chi sa sorridere sulla propria condizione può davvero dire di aver accettato se stesso e la propria storia. Ancora oggi, molti giudicano inaccettabile che il tema della disabilità venga trattato in modo ironico. Dietro a questo atteggiamento spesso si nasconde un antico pregiudizio in base al quale comicità è sinonimo di derisione, e perciò guardare l’handicap con la lente dell’ironia significherebbe denigrarlo. Continua a leggere