Nel 550° anniversario della posa della prima pietra della basilica di Sant’Andrea in Mantova (12 giugno 1472) e della morte dell’architetto genovese Leon Battista Alberti che la progettò (25 aprile 1472), la Compagnia del Preziosissimo Sangue di Gesù allestisce, nel corso del 2022, nella sacrestia della Compagnia medesima, dietro la cappella dell’Immacolata, una esposizione di oggetti che rimandano alla preziosa Reliquia conservata nella cripta della basilica.
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LA QUERCIA DI DANTE. ROVIGO E POLESINE FINO AL 21 GENNAIO 2021
Anticipando le imminenti Celebrazioni Dantesche, la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune di Rovigo, l’Accademia dei Concordi, il Parco Regionale del Delta del Po Veneto (Riserva della Biosfera MAB Unesco), il Comune di Ariano nel Polesine, insieme ad altre istituzioni territoriali e nazionali, hanno dato vita ad un progetto del tutto originale dedicato a Dante e alla mitica “Quercia di Dante”, un albero possente che dominava il paesaggio del Delta del Po.

la grande QUERCIA Ariano nel Polesine (Ro)
Secondo la vulgata, che forse non ha alcuna radice storica ma che in Polesine è assunta a “dogma”, il Poeta dovrebbe la propria salvezza a questo gigante verde. Continua a leggere
ASOLA – FESTA DEL PATRONO SAN GIOVANNI CRISOSTOMO: LA TRADIZIONE CONTINUA

Il culto di san Giovanni Crisostomo, Padre e Protettore della Chiesa ancora oggi è vivissimo ad Asola. “San Giuan” -la cui ricorrenza segnava “en pas de caal” (un passo di cavallo) dall’inizio della primavera che da noi iniziava con le “alternationes” del “cioca mars“- si era insinuato nella cultura contadina e poiché tutto, anche a quei tempi, era regolato nel lavoro dei campi dall’alternarsi delle stagioni, veniva solitamente invocato come intermediario della grazia del sole e della pioggia.
In estate, durante la siccità si portava processionalmente il busto del santo per la campagna per tre giorni di seguito, propiziando la pioggia. Il quarto giorno accadeva spesso che piovesse. Si racconta che in un’annata particolare, durante la processione attraverso i campi, alcuni contadini derisero questo atto propiziatorio di devozione e l’immagine del Santo, che chiamarono “daquareul” (innaffiatore). Per quell’anno gli agricoltori non ebbero la pioggia tanto attesa. Continua a leggere
