GOITO FESTEGGIA SANT’ANTONIO ABATE: sfilata, offerta beni della terra, benedizione macchine agricole e piccoli animali e pranzo della fraternità

Se l’Epifania tutte le feste le porta via vi sono ricorrenze nel mese di gennaio che ribadiscono quanto sia forte il legame delle persone con le tradizioni popolari. Tradizioni che pongono l’accento sia su aspetti religioso spirituali sia sociali.

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FESTA DI SANT’ANTONIO ABATE, CULTURA E TRADIZIONE: CHISÖL, BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI, FALÒ

Il detto recita: “Sant’Antoni chisulèr, al vegn al darset da sner e sensa chisöl a da so al soler” – che significa – “Sant’Antonio chisuler arriva il 17 gennaio e senza chisöl ti cade il solaio in testa”.

Una tradizione molto sentita fino a pochi anni fa, ma che ritorna oggi in chiave moderna, mantenendo comunque l’attenzione sugli animali. Il Santo Abate fu scelto dagli abitanti delle campagne quale protettore delle loro bestie e fu allora che accanto alla figura del santo comparve il porcellino rosa, simbolo di salute e di prosperitàPresente in ogni stalla nell’atto di benedire il bestiame, la sua immagine proteggeva il benessere degli animali della corte. Continua a leggere

FESTA DI SANT’ANTONIO – LA TRADIZIONE CONTINUA…

SANT’ANTONI CHISULER

Par Sant’Antoni a ghé an fréd da demoni

Il 17 GENNAIO sui sagrati di molte chiese si benedicono gli animali domestici di cui sant’Antonio è il patrono. Cani, gatti, cavalli, asini, ma anche usignoli, cardellini, tartarughe, ecc. sono condotti dai loro padroni in un’atmosfera di comunione celestiale.

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Si racconta che il patronato di sant’Antonio sugli animali sia nato da una leggenda:

il beato Antonio si trovava un giorno nei pressi della città di Barcellona, di fronte alle porte del palazzo del preposito regio: una scrofa, trattenendolo con le fauci trascinò un porcellino zoppo e malato che aveva appena partorito. Lo depose dinanzi ai piedi del santo con lamenti e grugniti quasi a chiedere aiuto e guarigione. Tutti i presenti si meravigliarono che grazie al segno salutifero della croce l’abate guari l’animale malato. Per tale miracolo il santo padre fu da tutti riconosciuto e fu accompagnato presso il re  gravemente ammalato cui, secondo quanto è narrato, con l’aiuto di Dio restituì la salute, convertendo poi lui e la città al culto del vero Dio. Perciò gli abitanti di quella regione, intesero rappresentare per immagine il ricordo dell’impresa di quel santo padre e aggiunsero ai piedi di lui un maiale.

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IL 17 GENNAIO SI FESTEGGIA “SANT’ANTONI CHISOLÈR”, NEL MANTOVANO SI PREPARA AL “CHISÖL”

 

Il detto recita: “Sant’Antoni chisuler, al vegn al darset da sner e sensa chisöl a da so al soler” – che significa – “Sant’Antonio chisuler arriva il 17 gennaio e senza chisöl ti cade il solaio in testa”.

In passato a Mantova e soprattutto nei paesi della provincia era tradizione che in ogni casa il 17 di gennaio, festa di Sant’Antonio Abate si preparasse il “chisöl”, nella versione dolce chiamato anche “bisulan”, una ciambella secca fatta a Esse o in forma ovale spennellata con uovo (o latte) e ricoperta di granella di zucchero.

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