La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital torna nelle sale italiane nel 2022 con quattro nuovi titoli che hanno come filo conduttore le leggende che da sempre circondano i grandi artisti e i capolavori dell’arte. Con le loro vite bizzarre, trasgressive e imprevedibili, con i destini avventurosi dei quadri legati al loro nome, seppure di incerta attribuzione, spesso le vite dei protagonisti della storia dell’arte sfociano nella leggenda, la stessa in cui si racchiude e cristallizza “il mistero di quella particolarissima forma di magia che è la creazione d’immagini”.
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LA SERA E I NOTTURNI DAGLI EGIZI AL NOVECENTO alla Basilica Palladiana di Vicenza
di Mendes Biondo (giornalista)
Considerare la mostra di Goldin come se fosse un saggio accademico è l’errore che non permette l’accesso alla sua bellezza.La poetica di Tutankhamon, Caravaggio, Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento è la stessa che potremmo trovare nei testi di Bataille o negli scritti di Artaud (passeggiare per le quelle stanze sembra quasi come leggere dei passi da Eliogabalo o l’Anarchico incoronato). Ci si sposta dalla leziosità dei parrucconi per sentire l’arte in tutte le sue fibre, così come lo stesso curatore ammette quando scrive: “L’idea di questa mostra si feconda nell’approfondimento della Fenomenologia della percezione di Maurice Merleau-Ponty, libro epocale per gli studi nel XX secolo, uscito nel 1945 da Gallimard a Parigi. C’è un passo, in modo particolare, attorno a cui si è sviluppata la mia riflessione circa il tema della notte, e dal quale parte il progetto di questa esposizione: “Quando, per esempio, il mondo degli oggetti chiari e articolati si trova abolito, il nostro essere percettivo amputato del suo mondo delinea una spazialità senza cose. E’ ciò che accade nella notte. Essa non è un oggetto di fronte a me, ma mi avvolge, penetra attraverso tutti i miei sensi, soffoca i miei ricordi, cancella quasi la mia identità personale […].” Continua a leggere
