SAN MAURO DI SALINE – Cimbri in festa

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di G.Baratti

Organizzata dalla locale Pro Loco, quest’anno la FESTA DEI CIMBRI si svolgerà sul Monte di San Moro il 16 agosto in prossimità del grande e stupendo eremo dedicato al patrono della comunità dei Cimbri, San Leonardo a San Mauro di Saline (Vr).

San-Moro-San-Mauro-di-Saline-Foto-106Programma della giornata:

ore 10.00 visita guidata all’abbazia di San Moro

ore 10.30 Santa Messa celebrata da mons. Carlo Vinco

ore 11.30 Sparo dei trombini di San Bortolo

ore 11.45 Conferimento del titolo di Gran Massaro dei Cimbri

alla memoria di Gianni Bussinelli

e a Sergio Tebaldi de La Grafica, casa editrice della Lessinia

ore 12.30 Pranzo rustico

ore 14.30 Concerto del gruppo “Der gibiener musikanten”

ore 15.30 Sparo dei Pistonieri dell’Abbazia di Badia Calavena

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I XIII Comuni oggi  

Il territorio, che a ricordo della dominazione veneziana è ancor oggi definito “XIII Comuni Veronesi” , per differenziarli dai “VII Comuni Vicentini” che con essi hanno in comune il fenomeno cimbro’ non corrisponde più a 13 amministrazioni comunali fin dall’ epoca napoleonica. Lo stesso territorio oggi è stato inglobato ai seguenti 8 municipi: Erbezzo, territorialmente rimasto uguale; ha una superficie di quasi 32 km2 e circa 750 abitanti; è l’area più occidentale interessata dai Cimbri.

Bosco Chiesanuova, l’antica Frizzolana, ha inglobato Valdiporro; ha una superficie di oltre 64 km2 e una popolazione di circa 3.000 abitanti. Data la sua posizione centrale per la Lessinia e da quando ospita la sede della Comunità Montana e del Parco, si avvia a diventarne l’effettiva capitale.

Cerro Veronese, l’antica Alferia, territorialmente immutato; ha una superficie di circa 10 km2 e una popolazione di oltre 1500 abitanti, a seguito di un massiccio sviluppo edilizio negli anni ’70-’80.

Roveré Veronese, non più Roveré di Velo; ha una superficie di 36,5 km2 e una popolazione di circa 1900 abitanti. Da taluni è considerara la sede del primo insediamento di Cimbri, perché nella canonica del capoluogo è conservato il documento secondo cui il Vescovo Bartolomeo della Scala nel 1287 concesse ad Olderico de Altissimo, ad Olderico de episcopato vicentino e ai loro compagni il diritto di stabilirsi sul luogo per disboscare e coltivare.

Velo Veronese, ha inglobato Azzarino e Camposilvano; ha una superficie di 19 km2 e circa 800 abitanti. Lo stemma comunale (castelliere su un monte contornato di 13 stelle, la più grande alla sommità) ricorda che per secoli è stato la capitale dei 13 Comuni.

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San Mauro di Saline, ha inglobato Tavernole; ha una superficie di 11 km2 e circa 500 abitanti. Sul vicino Monte S. Moro sorge una romanica pieve medievale dedicata a S. Leonardo, molto venerato dai Cimbri.

Selva di Progno, ha inglobato S. Bartolomeo delle Montagne; ha una superficie di 41 km2  e meno di 1000 abitanti. La sua frazione più a nord, Giazza ai piedi del Carega, è l’ultimo paese dove ancora qualcuno parla il Taucias gareida, l’antica lingua cimbra.

Badia Calavena, l’antica Sprea con Progno; ha una superficie di 23,5 km2 e oltre 2000 abitanti. Il nome deriva dal fatto che già nell’XI secolo sul vicino Colle di S. Pietro sorgeva un castello e in seguito un’abazia. In totale quindi l’area interessata degli antichi XIII Comuni Veronesi dai Cimbri è di circa 240 kmq e risulta oggi abitata da circa 11.500 persone, meno di 50 abitanti per kmq.

(foto di repertorio web)

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