RENATO ZERO – “ALT” IL NUOVO ATTESISSIMO ALBUM DI INEDITI

ALT - RENATO ZERO.jpg

1 e 2 GIUGNO il grande ritorno live all’ARENA di VERONA

 Unico, rivoluzionario, libero, in prima linea da cinque decenni contro tutte le ipocrisie, innovatore, precursore, provocatore, attento come nessuno ad ogni tipo di minoranza e alla nostra interiorità. A tre anni dal doppio progetto di “Amo”, incentrato su tematiche più intime e riflessive, RENATO ZERO torna, forte di rinnovata passione e spirito di denuncia, ai grandi temi sociali e alle battaglie civili con “ALT”, il nuovo disco in uscita domani, venerdì 8 aprile, nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming.

Quattordici brani inediti, dove trovano spazio i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi.

Tutti i brani del disco, prodotto da Renato Zero e Danilo Madonia, sono stati scritti dall’artista romano insieme ad autori e compositori come Vincenzo Incenzo, Danilo Madonia, Maurizio Fabrizio, Phil Palmer, Valentina Parisse, Luca Chiaravalli, Mario Fanizzi e Valentina Siga. La cover dell’album e le foto contenute nel booklet sono state realizzate dal fotografo Roberto Rocco.

Renato Zero_ph. Roberto Rocco 2_b.jpgQuesta la tracklist del disco “ALT”: “Chiedi”, “In questo misero show”, “La lista”, “In apparenza”, “Il cielo è degli angeli”, “Il tuo sorriso”, “Perché non mi porti con te”, “Gesù”, “La voce che ti do”, “Nemici miei”, “Vi assolverete mai”, “Alla tua festa”, “Rivoluzione”, “Gli anni miei raccontano”.

A due anni di distanza dall’ultimo tour, Renato Zero torna live! L’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, dove incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani contenuti nell’album “Alt”.

È possibile acquistare in prevendita i biglietti online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.

RTL 102.5 è la radio media partner ufficiale di “ALT, ARENA, ARRIVO!”

28 album in studio, 3 raccolte, più di cinquecento canzoni. 45 milioni di dischi venduti, ma Renato Zero ancora ai trofei preferisce la piazza, le sue accorate grida ed i suoi intimi sussurri. La fede, la violenza, i giovani, il lavoro, il destino dell’arte, l’amore nelle sue declinazioni, l’ecologia, le politiche d’accoglienza, i nuclei affettivi. Tanti temi trovano spazio in queste nuove sorprendenti canzoni, che ancora una volta non leggono il giornale di oggi ma quello di domani, guardando avanti e alle nuove generazioni con coraggio, spirito identitario e irriducibile speranza.

 

Renato Zero_ph. Roberto Rocco 3_b

Renato Zero è il nome d’arte di Renato Fiacchini nato a Roma il 30 settembre 1950 dall’unione tra il poliziotto Domenico Fiacchini e l’infermiera Ada Pica. Renato Fiacchini trascorrerà la sua infanzia in via Ripetta, 54 a due passi da piazza del Popolo, in una famiglia al femminile con la nonna Renata, le tre sorelle Enza, Fiorella e Maria Pia (il fratello Giampiero nascerà dieci anni più tardi), mentre vivrà la sua adolescenza in un casermone destinato ai dipendenti della pubblica sicurezza di via Fonte Buono, zona Montagnola. Subito dopo essere venuto al mondo rischiò di morire a causa di una incompatibilità materno-fetale del fattore Rh, tanto che necessitò di una trasfusione totale. La famiglia gli impartirà un’educazione di valori semplici e solidi.

A quattordici anni ottiene il suo primo contratto per 500 lire al giorno al Ciak di Roma, ma l’ingresso ufficiale di Renato nel mondo della musica è datato 1967 con un 45 giri prodotto da Gianni Boncompagni, anche autore dei testi con musiche di Jimmy Fontana. Il brano “Non basta sai” è una marcetta retorica fintamente rivoluzionaria, mentre “In mezzo ai guai” è la cover di beat 98.6 di Keith, alias James Barry Keefer, brano banale e moralistico che nella sua versione originale aveva venduto un milione di copie, mentre Zero ne venderà appena venti.

Renato Zero_ph. Roberto Rocco_m.jpg

Il Renato Zero degli esordi aveva intuito che per essere effettivamente diverso, innovativo e soprattutto durare nel tempo doveva giocare le sue carte su altri piani, infatti dal suo singolo d’esordio alla pubblicazione del suo primo album, deciderà di allontanarsi almeno parzialmente dall’ambiente musicale per compiere altre esperienze che risulteranno fondamentali per il suo bagaglio culturale e artistico. Comincerà a frequentare il noto locale romano Piper, che segnerà un’epoca divenendo un punto di riferimento per chiunque volesse entrare a far parte del mondo dello spettacolo. Qui incontrerà Mita Medici, Patty Pravo, Mia Martini e sua sorella Loredana Bertè, ma soprattutto verrà notato da Renzo Arbore, che lo recluterà fra il pubblico dei programmi Bandiera gialla e Per voi giovani e da Don Lurio che lo scritturerà tra i collettoni, corpo di ballo di Rita Pavone. Nello stesso periodo registrerà alcuni caroselli per una nota marca di gelato, parteciperà al raduno beat cantando per la prima volta coi The Spaectres Groups, con i quali parteciperà al film “Brucia ragazzo, brucia” di Ferdinando Di Leo, farà parte del coro del brano “Gingì” di Pippo Baudo, sigla della trasmissione televisiva “La freccia d’oro”, interpreterà Tancredi nell’opera teatrale di Ruzante l’Anconitana e farà parte del cast di “Ciao, Rudy” e della versione italiana di “Hair” insieme a Loredana Bertè e Teo Teocoli. Otterrà piccoli ruoli in alcuni film di Federico Fellini: “Satyricon”, “Roma”, “Amarcord” e “Casanova”, ma l’esperienza più significativa di questo primo periodo sarà il ruolo di “Venditore di felicità” nella versione discografica e cinematografica del musical “Orfeo 9” di Tito Schipa Jr.

Renato Zero tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta è ancora alla ricerca di un’identità, ma nel frattempo aveva lavorato duramente per mettere a punto il proprio stile, studiando artisti, specie stranieri, scrivendo nuove canzoni e sperimentando nuove formule di messinscena. Dopo tanta gavetta è pronto a debuttare con le sue preferenze stilistiche, il suo nome d’arte scelto per ripicca contro chi lo criticava (“Sei uno zero” è la frase che più si sentirà ripetere quando travestito e truccato cominciò ad esibirsi in piccoli locali romani), il suo repertorio, il suo spettacolo ed un contratto con la RCA alle sue condizioni. Il suo personaggio dapprima trasgressivo, provocatorio ed alternativo, che trucchi e costumi restituiranno solo in parte, negli anni si evolverà sostituendo le paillettes con una gestualità e una mimica che oggi sono il veicolo per esprimere le proprie emozioni, le utopie, i sogni (da Zerolandia a Fonòpoli), le speranze, le delusioni, le gioie e le amarezze. Le sue canzoni racconteranno se stesso come uomo e come artista, l’amore e il sesso in tutte le sue declinazioni e precorreranno i tempi affrontando temi come la pedofilia, l’identità di genere, la droga, l’incomunicabilità, l’omosessualità, l’emarginazione, la violenza e la spiritualità.

ZERO “LA MOSTRA” Dal 18 dicembre 2014 al 22 marzo 2015 si è tenuta a Roma presso il Centro di Produzione Culturale La Pelanda, in collaborazione con il Macro – Museo d’Arte Contemporanea, la mostra Zero dedicata interamente all’artista romano. Viene ripercorsa la sua parabola artistica tra musica e versi, in una retrospettiva suggestiva ed ispirata che fotografa un arco di tempo in cui ci sono stati enormi mutamenti. Nessun reliquiario dunque, piuttosto un percorso di senso e vita, una fotografia storica e sociale che mette in relazione Renato Zero e il flusso del suo tempo e dell’Italia. Una mostra urgente in un momento storico che tende a cancellare la memoria, a livellare le differenze a non esaltare la creatività individuale. La mostra riscuoterà un notevole successo con più di 50.000 presenze. L’Associazione Culturale Fonopoli, in contemporanea alla mostra, lancia un bando di concorso intitolato Zero in letteratura che si propone di promuovere e valorizzare i contenuti, le strutture e il valore sociale dei testi di alcuni brani del canzoniere del cantautore romano. La partecipazione è riservata alle scuole secondarie di secondo grado di Roma e prevede l’analisi testuale o grafica di una delle canzoni proposte. Alla Scuola dove risulterà iscritto il vincitore e allo stesso verrà erogato un premio di mille euro, che lo stesso Zero ha consegnato durante una premiazione tenutasi proprio alla Pelanda.

Il disco “Alt” è stato anticipato dal singolo “CHIEDI” (musica di Renato Zero e Maurizio Fabrizio; testo di Renato Zero), attualmente in rotazione radiofonica, il cui video, diretto da Sebastiano Bontempi con la fotografia di Timoty Aliprandi, è visibile al seguente link https://youtu.be/R8ZhC0ojYCI.

Renato Zero sul web e sui social media: www.renatozero.com

www.facebook.com/renatozero   https://twitter.com/renatozer0 

www.youtube.com/user/renatozeroofficial   www.instagram.com/renatozer0

Rispondi