SAN BENEDETTO PO – ALLA GALLERIA ZANINI “METAFISICA VERITÀ DELL’INCONSCIO” DELL’ARTISTA RAIMONDO LORENZETTO

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Domenica 16 OTTOBRE alle ore 18.00 inaugurazione della mostra personale dell’artista Raimondo Lorenzetti dal titolo “METAFISICA VERITA’ DELL’INCONSCIO” a  cura di Caterina Berardi. L’esposizione è patrocinata dal Comune di San Benedetto Po. 

Lorenzetti e sua opera.2.jpgCome sottolinea nella sua analisi la professoressa Caterina Berardi: “Molto intensa e portatrice di un’inalienabile, sartriana, ansia di comunicazione, la produzione artistica del grandissimo artista casaleonese (e uomo altrettanto schivo)  perfeziona, tramite l’apporto di un’inesauribile fantasiosa metafora, un sondaggio lacerante sull’agire. Senza scelte di appartenenza se non a sé stesso e aprendo lo scenario sul tragico ingranaggio del destino umano, fitto di riferimenti archetipi (il più trattato, la Famiglia) che si impossessano dello spazio tramite un’ inconfondibile gestualità compositiva, dettata da quel sentire atavico, acuminato e dolente, affiorante dai moti più riposti dell’inconscio. È questo il capo d’accusa dell’inesauribile riproporsi del nostro procedere, dove le esperienze non affrontate appieno o le sensazioni così sovente taciute, riaffiorano ancor più prepotenti. 

Lorenzetti e sua opera.4.jpgLorenzetti, collocando nella nicchia della interiorizzazione i suoi personaggi immaginari – le sembianze statuarie, in pose avulse da qualsiasi logica gravitazionale (in balzare ottico rispondente ad un fraseggio di taglio provocante e personalissimo), e l’espressività attonita di sguardi disincantati ed immoti, ci consegna la sintesi di un’ossessione popolata di visioni e simboli, di quell’inganno di idòla crudeli ed indifferenti, contro cui si ritorce spasmodico il miraggio di una redenzione, forse non appieno perseguita. L’onirico e l’ingannevole trovano una loro dimensione di pregnante, metafisica verità – e si incarnano in personaggi e creature all’origine mostruose, ipnotizzanti – divenendo simboli-guida: quelle ombre fluttuanti e ‘diversamente’ scomode di un incerto quotidiano da cui distogliere lo sguardo.

Sortilegio, nevrosi inquietante, in una umanità perfettamente iconica della nostra mal vocata nevrosi esistenziale.

Lorenzetti e sua opera.1.jpgLo speculum veritatis – dal quale l’uomo forte e prevaricatore, dalla morale indifferente e sorda, schiacciato dai suoi stessi sensi di colpa mai estroflessi, continuerebbe a rifuggire – diviene anima riflettente di un contesto urbano dominato dagli stereotipi del consumismo oppure, bagliore ancor più accecante, di una possente, inconscia e inarrestabile riflessione offerta da uno squarcio paesistico che inneggia all’ onirico … Dalla terra al cielo, dove il giallo sfuma nell’azzurro, poi intriso di cobalto: nell’infinita ricerca di sé, dove il pessimismo apre al diritto di fantasia – levitazione che è moto propulsore verso una spiritualità nuova, l’anima incontaminata -, continua ad indagare la mente, catapultandosi lungo la parabola ininterrotta dell’esistenza.  E, al culmine, vaga, dopo aver infranto il suggello alla recondita furia della propria ansia di re-appartenenza, nonostante la tenue speranza di avvio”.

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Raimondo Lorenzetti è nato a Casaleone, grosso borgo tra Verona e Ostiglia immerso nelle campagne delle Grandi Valli Veronesi, il 25 Agosto 1948. Figlio di un muratore e di una sensibile casalinga amante della lettura, il suo curriculum scolastico non va oltre le scuole elementari passando presto all’apprendistato presso la bottega di un falegname.

Il suo passatempo preferito consiste nel disegnare, stimolato in ciò anche dalla madre, con la quale intrattiene – a seguito di una grave forma depressiva post-partum – un rapporto difficoltoso segnato da ansie protettive e da imprevedibili rifiuti. Divenuto un abile intagliatore del legno, nel 1970 intraprende l’attività in proprio di artigiano e da questo momento prende avvio, timidamente, l’avvicinamento alla pittura mediante la copia da riproduzioni, per necessità professionali, di quadri antichi famosi.

Nei primi anni ’80, tramite Antonio Zanchetta che opera per la diffusione della pittura dell’amico, incontra il famoso Aligi Sassu il quale intuisce l’originalità del mondo pittorico di Lorenzetti e lo apprezza tanto da proporgli un cambio d’opera. Dal 1984 la sua attività espositiva s’interrompe per un decennio a causa di una grave malattia della madre che egli deve accudire. Nel 1995, dopo la morte della madre, Lorenzetti riprende a dipingere intensamente tornando anche a esporre in varie gallerie in tutta Italia con una quindicina di mostre fino al 2001. Nel 2002 Lorenzetti espone nella mostra “Il Po in controluce” a Rovigo, curata da Vittorio Sgarbi e lo stesso anno nell’esposizione “Surrealismo Padano” a Piacenza (sempre a cura di Sgarbi) e “Pittura fantastica in Italia da De Chirico a Leonor Fini” al Museo Revoltella di Trieste. Nel 2007 le sue opere si trovano esposte a Budapest nella rassegna “Visionari”, nel 2009 la rassegna “Arte, genio e follia” a Siena (a cura di Sgarbi) e l’anno seguente espone al Festival dei due Mondi di Spoleto. Sempre nel 2010 l’artista partecipa a due Premi: Premio Arciere in Sardegna e Premio Sulmona nella città di Sulmona. E’ del 2011 la partecipazione di Lorenzetti alla Biennale di Venezia, nel 2012 espone al Museo della Follia a Matera e nel 2013 partecipa alla rassegna “L’acqua, la luce, la pietra” a Fiuggi. Hanno scritto di lui numerosi critici tra i quali Emilio Tadini, Renzo Biason, Vittorio Sgarbi, Paolo Rizzi, Luca Beatrice.

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In Galleria è in corso la mostra personale del Maestro Nunziante con una selezione di opere provenienti dalla mostra PICASSO  NUNZIANTE

 

 

 

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