MANTOVA – L’ACCADEMIA CAMPOGALLIANI FESTEGGIA IL NUOVO ANNO CON “LE INTELLETTUALI” DI MOLIÈRE

le intellettuali.jpgDopo il grande successo riscosso da “Delitto e Castigo” di Doestoevskij con cui si è inaugurata la stagione teatrale 2016 – 2017,   l’Accademia Teatrale Campogalliani  festeggia l’arrivo del nuovo anno, a partire da sabato 31 dicembre, con il nuovo allestimento de “Le Intellettuali” di Molière nella divertente e moderna traduzione di Cesare Garboli, per la regia di Maria Grazia Bettini.“Les femmes savantes”, questo è il titolo originale, fu rappresentata per la prima volta a Parigi, al Palais Royal l’11 marzo 1672: Molière vi recitava la parte di Crisalo. La pièce piacque e fu replicata per dieci volte con ottimi incassi.

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Sergio Negri e Loredana Sartorello in Aristo e Filaminta

Filaminta, donna colta e raffinata, moglie dispotica del mite Crisalo, ha una sola aspirazione: dimostrare la superiorità intellettuale e mentale delle donne. Forte di questa convinzione, ha trasformato la propria casa in un “salotto filosofico e letterario” e, insieme alla cognata Belisa e alla figlia maggiore Armanda, la mette a disposizione di un poetastro affarista: Trissottani, il quale desidera solo arrivare a possedere le ricchezze della famiglia; a lui vuol dare in moglie la figlia minore Enrichetta, che però non ha aspirazioni intellettuali ed ama, riamata, il giovane Clitandro, come lei poco incline alle esagerazioni culturali.

Dopo varie vicissitudini, sarà il saggio Aristo a far ragionare il fratello Crisalo e ad escogitare un innocuo tranello che porterà la pace e l’ordine in famiglia.

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Roberta Bonfiglio e Daniele Pizzoli in Belisa e il notaio

Protagonista de “Le Intellettuali” è il teatro: il teatro che non sta mai fermo, dove ad ogni parola è concesso di litigare e di contraddirsi. La prima impressione è di movimento, una conversazione dove tutti non fanno che togliersi la parola di bocca lasciando parlare gli altri con molta civiltà. Il ritmo da saloon si accompagna ad uno scompiglio di ricchi, il reddito cospicuo ad una fiera di nevrosi privilegiate, esaltante e raffinato concerto finale dove Molière riassume tutti i connotati del suo teatro irriducibile avversario degli snobismi culturali e mode del momento. Molière non è forse mai stato così acuto scienziato della società come ne Le Intellettuali, una pièce che si alza come un polverone in attesa di una bufera che non scoppia o esplode solo per passare via ripristinando un nuovo ordine. Les femmes savantes è un girandola di idee, un fuoco d’artificio fatto di temi quali la condizione ed istruzione femminile, il problema della coppia e quello sessuale, l’antagonismo maschio-femmina, il rapporto tra cultura e stato, l’impegno e il disimpegno.

Commedia salace, svincolata da tematiche legate alla corte e al potere, ma segnata da riflessioni che l’autore sviluppò liberamente, indagando su situazioni che minavano dall’interno la società francese, specie di quella classe borghese che doveva costituire la struttura portante della società e tendeva invece a un disfacimento dettato da false ambizioni, malintese finalità culturali, degrado di rapporti parentali.

Il tipo di critica che Molière pone a segno la ritroviamo in parte oggi . Ma la materia è sempre quella, e la modernità del testo emerge nell’interpretazione registica di Maria Grazia Bettini che ha impresso nei ruoli la caratterizzazione dei vizi (tanti) e delle virtù (poche) che animano la drammaturgia molieriana. Si è lavorato con gli attori tenendo conto delle qualità di ognuno attingendo dalla loro fantasia e incanalando ogni interpretazione nel suo progetto espressivo, lavorando sulla traduzione di Cesare Garboli, dal linguaggio schietto, che a tratti lascia intravedere i versi dell’originale, ma privilegiando una parlata in prosa, nella quale far emergere poi i momenti di leziosa letteratura che costituiscono uno dei temi dell’opera. La caratterizzazione spinta dei personaggi “intellettuali” mette in risalto la critica dell’autore ad un falso mondo culturale, anche oggi rintracciabile nella società moderna.

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Valentina Durantini in Enrichetta

Gli interpreti dello spettacolo sono: Giancarlo Braglia (Crisalo), Loredana Sartorello (Filaminta), Roberta Bonfiglio (Belisa), Martina Ginelli (Armanda), Valentina Durantini (Enrichetta), Adolfo Vaini (Trissottani), Luca Genovesi (Clitandro), Annalaura Melotti (Martina), Sergio Negri (Aristo) e Daniele Pizzoli (il Notaio).

Le scenogradie  sono state ideate da Diego Fusari, i costumi da Francesca Campogalliani e Diego Fusari e realizzati dalla sartoria Costapereira, le musiche da Nicola Martinelli, le luci da Giorgio Codognola, il sonoro da Massimiliano Fiordaliso e Chiara Benazzi  mentre la direzione scenica compete a Lorenza Becchi, Alessandra Mattioli, Chiara Benazzi e Donata Bosco.

Le repliche dello spettacolo proseguiranno sino al 5 febbraio 2017 ogni venerdì e sabato sera alle ore 20,45 e le domeniche alle ore 16.

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Le prenotazioni per tutte le rappresentazioni si possono già effettuare presso la biglietteria del teatrino di Palazzo D’Arco dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 18,30 (tel. 0376 325363 o via mail a : biglietteria@teatro-campogalliani.it).

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