LA DINAMICA DELLE IMPRESE MANTOVANE – Anno 2016

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I dati relativi alla natimortalità delle imprese in provincia di Mantova per l’anno 2016, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio di Mantova, evidenziano una leggera flessione del sistema imprenditoriale mantovano. Nel 2016, infatti, le imprese virgiliane registrano una diminuzione dello 0,3%, in contro tendenza rispetto sia al dato regionale (+0,7%) sia a quello nazionale (+0,7%).

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A livello regionale le uniche performance negative sono registrate  da Mantova,  Cremona, Bergamo e Lodi. Tutte le rimanenti province mostrano valori positivi con Milano che ha avuto la crescita più brillante con un +1,5%.

Nel panorama mantovano, il saldo tra iscrizioni e cessazioni vede le uscite in vantaggio di 131 unità, portando così lo stock delle imprese a 41.472 unità.

Dal punto di vista della natura giuridica, prosegue la crescita delle società di capitali (+2%) e delle “altre forme” (+1%) che costituiscono rispettivamente il 18,7% e il 2,2% del totale delle imprese, mentre in calo risultano le società di persone (-1,2%) e le ditte individuali (-0,8%).

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L’analisi delle attività economiche della nostra provincia mette in evidenza, come già avviene da alcuni anni, la contrazione dei settori più tradizionali: l’agricoltura (-0,6%), la manifattura (-1,1%), le costruzioni (-2,2%), il commercio (-0,3%) e il trasporto e magazzinaggio (-3,8%); da segnalare nei servizi un calo delle attività finanziarie e assicurative (-1,7%) e delle attività immobiliari (-0,1%).

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Al contrario, ad accrescere il loro peso nella struttura economica provinciale sono le rimanenti attività del terziario, in particolare: i servizi di supporto alle imprese (+4,6%), i servizi alla persona (+3,7%), le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+3,3%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,6%), i servizi di informazione e comunicazione (+1,8%) e gli alberghi e ristoranti (+0,4%).

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Si evidenzia anche un aumento delle aziende che si occupano della fornitura di energia elettrica, gas, aria condizionata (+4,9%) e di acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti (+1,6%), anche se la loro incidenza sul totale delle imprese è minima.

Tav5.jpgIl saldo delle imprese artigiane nel 2016, si conferma negativo (-1,5%), peggiore rispetto al dato nazionale (-1,2%) e a quello lombardo (-0,7%). Anche per l’artigianato calano le attività più tradizionali, come il manifatturiero (-2,1%), le costruzioni (-2,8%), il trasporto e magazzinaggio (-5,0%) e le riparazioni (-0,3%); di segno negativo anche le attività tecniche come fotografi, grafici e collaudatori (-2%) e le attività legate alla trasformazione alimentare (gelaterie, gastronomie, pizzerie, ecc.) (-1,5%). In crescita, al contrario, sono i servizi di informazione e comunicazione (+1,6%), i servizi di supporto alle imprese (+10,3%) e l’agricoltura (+2,1%).

 

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