MANTOVA EXPORT: I DATI IMPORT-EXPORT del PRIMO TRIMESTRE 2017

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L’anno 2017 si è aperto con un deciso aumento, +13,4%, delle esportazioni mantovane, proseguendo in modo sostenuto il trend di crescita dello scorso anno. Dai dati di fonte Istat, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio e dal Centro Studi di Confindustria Mantova, con la collaborazione del Consorzio Mantova Export, risulta che a inizio 2017 le esportazioni ammontano a 1,7 MLD di euro, contro  un valore di import pari a 1,1 MDL di euro, in leggera diminuzione rispetto al 2016 (-1,2%).

Il saldo commerciale si conferma quindi positivo, ammontando a circa 602 MLN di euro. Migliori i risultati delle esportazioni nella provincia virgiliana rispetto alla Lombardia e all’Italia dove la variazione risulta rispettivamente pari al +8,6% e al +9,9%.

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Considerando i principali comparti esportatori, si segnalano valori decisamente positivi per: metalli e prodotti in metallo (+31,6%), mezzi di trasporto (+9,4%),  macchinari (+9,8%), prodotti chimici (+28%), prodotti alimentari (+16,9%), articoli in gomma e materie plastiche (+15,1%), apparecchi elettrici (8,3%) e prodotti in legno e carta (+16,4%). Al contrario, nel primo trimestre 2017 hanno registrato un calo i gli articoli d’abbigliamento (-3,3%), i prodotti delle altre attività manifatturiere (-10%), gli articoli in pelle (-3,2%), i prodotti tessili (-5,9%), gli articoli farmaceutici (-9,7%) e gli apparecchi elettrici (-32,4%).

Nel caso dell’import variazioni negative riguardano i prodotti in metallo (-21,6%), i mezzi di trasporto (-1%), gli articoli d’abbigliamento (-2,2%), i prodotti tessili (-12%), i prodotti delle altre attività manifatturiere (-0,7%) e gli apparecchi elettrici (-3,7%).

Tutti gli altri settori economici vedono delle variazioni di import positivi con i risultati maggiori che riguardano gli apparecchi elettrici (+36,7%), i macchinari (+19,4%), i prodotti in legno (+9,9%), i prodotti dell’agricoltura (+6,2%), le sostanze e prodotti chimici (+5,3%), i prodotti alimentari (+5,2%) e gli articoli in gomma e plastica (+4,8%).  I prodotti petroliferi aumentano di un terzo il loro valore.

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L’analisi dell’andamento delle esportazioni della provincia di Mantova per paesi di sbocco evidenzia una ripresa verso Germania (+13,7%),  Francia (4,6%), Spagna (18,2%), Regno Unito (3,3%), Austria (+22,2%), Romania (+0,9%), Svizzera (+29,7%), Ungheria (+18,7%), Belgio (+20,1%), Polonia (+36,9%), Repubblica Ceca (30,2%), Danimarca (+11,4%) e Slovenia (31,6%) tra i principali partners commerciali europei. Segnali di crescita anche per gli Stati Uniti (+4,2%), la Cina (+5,9%), il Giappone (+18,6%) e la Tunisia (+30,7%) ; Da evidenziare la performance di Mantova verso il Russia e Arabia Saudita che, rispetto allo stesso periodo del 2016, aumenta di un terzo il valore dell’export.

Al contrario, calano le esportazioni, a livello europeo, verso i Paesi Bassi (-4,1%), la Grecia (-0,2%), la Croazia (-1,5%) e la Svezia (-9,6%). Registrano una contrazione anche le esportazioni verso la Turchia (-6,6%) e Israele (-25%).

Le importazioni vedono aumenti  con valori superiori da parte della Turchia e della Russia (rispettivamente 30,8% e 27,7%). Le contrazioni riguardano gli Stati Uniti (-13%), Tunisia (-14,5%) Giappone (-10,7%) e India (-13,9%). Da segnalare, invece l’Iran che riduce notevolmente il volume di import e l’Egitto che invece lo aumenta in maniera esponenziale. In questo trimestre non ci sono state importazioni dalla Siria.

Carlo Zanetti

Secondo il Presidente della Camera di Commercio, Carlo Zanetti – i segnali positivi sul fronte degli scambi commerciali che hanno caratterizzato tutto il 2016 vengono confermati, in modo deciso, nel primo trimestre 2017. Gli scambi con l’estero sono un punto fondamentale per la nostra economia sul quale dobbiamo puntare. Nelle ultime settimane l’incertezza degli scenari politici e la volatilità sui mercati finanziari ha messo in secondo piano l’andamento degli indicatori congiunturali che hanno registrato un piccolo miglioramento. La speranza è che le politiche europee possano supportare questa crescita e ne portino ad un futuro irrobustimento”.

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