OLFINO di MONZAMBANO – È TUTTO PRONTO PER LA 29^ EDIZIONE “SAGRA DEL POLASTREL”

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Sono le cose semplici, quelle di maggior effetto: qualche panca nell’erba, il piacere di stare in compagnia, la musica di sottofondo e il buon vino dei Colli Morenici. Da venerdì 14 a lunedì 17 luglio arriva ad Olfino, piccola contrada di Monzambano  la tradizionale e amatissima Sagra del Polastrel, vuol dire assaporare proprio questa semplicità. 

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Il “polastrel su la gradela” altro non è che il pollo ai ferri, che però in questo luogo viene cucinato e aromatizzato con una ricetta segreta e assaporato da tutti come una vera prelibatezza.

 

Sulle tavole imbandite non mancano anche altri piatti della tradizione come il riso alla pilota, i bigoli con le sarde, la grigliata mista o la scottata di cavallo. Il tutto accompagnato dagli eccellenti vini delle Colline Moreniche.

 

olfino chiesa della santissima trinità.jpgPer chi vuole visitare il piccolo borgo di Olfino, di particolare interesse è la chiesetta della Santissima Trinità, del XVI secolo.

Nonostante i molti interventi che si sono susseguiti nel tempo, la chiesa mantiene l’impronta romanico medievale, come testimoniano la facciata a capanna, decorata con archetti lungo gli spioventi del tetto, il tondo dell’occhio strombato, il portale lobato nella parte superiore, il piccolo campanile con le quattro aperture arcuate della cella campanaria, dove sono allocate cinque campane che fino al 1978 costituivano il “concerto di Olfino”.

Sopra l’ingresso il pannello in cotto del 1966 raffigurante le persone della Trinità. Sul retro della chiesa i resti di un piccolo chiostro, sede in antico di una comunità di Eremiti Agostiniani, passata dopo il 1580 ai monaci Olivetani dipendenti dall’abazia di santa Maria in Organis di Verona.

L’interno della chiesa è costituito da una navata unica con copertura a capriata e da un profondo presbiterio rettangolare, e presenta decorazioni pittoriche e a stucco che si sono sovrapposti nel tempo.

Si riconoscono almeno due cicli di affreschi del XVI secolo, eseguiti in tempi e da mano diverse: del primo sono rimasti lacerti sulle pareti delle cappelle, il fronte dell’arco trionfale e la volta del presbiterio; del secondo restano le raffigurazioni degli angeli dei lunotti del presbiterio e i tondi degli evangelisti, già collocati sulla volta del presbiterio e staccati e ricollocati sulla parete di controfacciata nel corso di restauri del 1987.

 

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