MANTOVA – TEATRO BIBIENA: DALLE RADICI AL CUORE DELLA SHOAH

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IL CONSERVATORIO  PER LA SETTIMANA DELLA MEMORIA 2018. Dalle radici al cuore della Shoah Der Kaiser von Atlantis di Viktor Ullmann. Opera in un atto su testo di Peter Kien verrà rappresentata, domenica 28 gennaio alle ore 21.00  al Teatro Accademico del Bibiena di Mantova. Carla Delfrate, direttore – Giovanna Maresta, regia.
La lettura dei nomi dei deportati mantovani verranno letti da Francesca Campogalliani e da Diego Fusari. Kaddish da Ravel di Luca Buzzavi. Il Coro a cappella di Voci bianche verrà eseguito dal Coro del Liceo Musicale Isabella d’Este, diretto dal Prof. Romano Adami

Personaggi e interpreti

Kaiser Overall, Marco Galifi
Der Lautsprecher, Thomas Busch
Der Tod, Andrea Porta
Harlekin, Yang Sen (Classe di Canto Prof. Maurizio Comencini)
Ein Soldat, Fu Da (Classe di Canto Prof. Salvatore Ragonese)
Bubikopf, Cecilia Rizzetto (28/1), Bomin Song (27/1) (Classe di Canto Prof.ssa Ilaria Geroldi)
Der Trommler, Anna Ussardi (28/1), Viktoria Tkachuk (27/1) (Classe di Canto Prof.ssa Ilaria Geroldi)
Harlekin sulla scena negli Intermezzi musicali, Daniele Garuti
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“Feroce allegoria del tragico presente che i due autori stavano vivendo a Terezìn, perverso inferno di menzogna che voleva mascherare l’orrore del genocidio ingannando non solo le vittime con l’illusione della salvezza ma anche gli organismi internazionali, L’imperatore di Atlantide diventa per Ullmann, compositore dalle solide basi accademiche e spirito fantasioso e sensibile, un’occasione per svolgere un raffinato esercizio di stile. Numerosissime le ispirazioni che affluiscono nella partitura dai grandi maestri dell’area germanica (Bach, Schubert, Dvorak e il genero di lui Josef Suk, Brahms, Mahler, Prokof’ev, Schönberg, Hindemith, Berg e il suo Wozzeck così apprezzato da Ullmann) e importante è l’utilizzo dei registri stilistici classici (dalla polifonia alla dodecafonia) e delle avanguardie novecentesche. Ma, più di tutto, l’immersione totalizzante nel mondo “popolare” d’inizio secolo; quell’atmosfera sonora che ci porta nel cabaret di Weill-Brecht, nella musica da cafè-concerto e nella canzone americana (blues, shimmy, fox-trot, ragtime).

Nella frettolosa partenza per Auschwitz, il 16 ottobre 1944, dove troverà la morte insieme al librettista Peter Kien, Ullmann era intenzionato a portare con sé il manoscritto. L’incrollabile speranza, o forse il puro istinto di sopravvivenza, erano così forti da non volersene separare. Solo all’ultimo momento, convinto da amici meno ottimisti, lo lasciò nelle mani di Emil Utiz, bibliotecario del ghetto, con la preghiera di farlo avere a Hans Gunther Adler.”

Ingresso aperto a tutti, gratuito con prenotazione obbligatoria
Tel. 0376-368362 (da lun. a ven. 8.30-16.30)

oppure comunicazione@conservatoriomantova.com

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