Tutto esaurito per il convegno “2021: la Pac cambia”, organizzato da Confagricoltura Mantova e andato in scena ieri sera nella sala convegni della Fiera Millenaria di Gonzaga.

Ospite dell’associazione di via Luca Fancelli è stato il professor Ermanno Comegna, economista agrario e uno tra i massimi esperti nazionali di politiche agrarie. «La scelta del tema – ha detto il presidente di Confagricoltura Mantova Matteo Lasagna, in apertura dei lavori – non è stata casuale. Tra poco più di un anno l’attuale riforma Pac scadrà e andremo incontro a profondi cambiamenti, non sempre migliorativi per le nostre aziende».
Cosa si intenda per “non migliorativi” l’ha spiegato con chiarezza il professor Comegna, nel corso del suo intervento: «A causa del regime di convergenza interna – ha spiegato al pubblico– il nuovo regime dei pagamenti diretti penalizzerà le aziende della pianura Padana, tra cui quelle mantovane. Il motivo? Si andrà incontro a un livellamento dei finanziamenti verso la media nazionale e le imprese mantovane, avendo contributi superiori, si vedranno tagliare temo di almeno il 20% i fondi nel periodo 2021-2026».
Secondo i dati previsionali raccolti da Confagricoltura Mantova e illustrati dal vicedirettore Massimo Battisti, ciò significherà per la provincia di Mantova una perdita di più di tre milioni di euro all’anno sugli aiuti diretti.

Altra complicazione con la quale si dovrà convivere sarà il principio del pagamento redistributivo obbligatorio: «Non è altro che un modo – ha spiegato Comegna – per togliere fondi alle aziende medio-grandi in favore di quelle di piccole dimensioni. Faccio un esempio pratico: l’importo per il pagamento redistributivo verrà prelevato da un determinato numero di ettari, e redistribuito poi sugli stessi ettari. È chiaro che un’azienda da 100 ettari, se il prelievo ad esempio sarà su 10 ettari, verrà fortemente penalizzata, mentre una piccola ne beneficerà, ma non sono le piccole aziende a creare il reddito principale del settore».
Quali soluzioni dunque all’orizzonte? «Questa riforma esige che fin da subito si attivi un negoziato politico a livello europeo, come si è d’altronde sempre fatto sin qui. Con esso, è prioritario che parta anche un confronto politico costruttivo a livello nazionale. Da qui a 14 mesi l’Italia dovrà presentare il piano strategico Pac, con decisioni chiare su ogni misura».

Ciò che preoccupa Comegna però è il momentaneo silenzio da parte di istituzioni ed autorità: «La partita è ancora tutta da giocare – ha concluso – ma non ho visto finora un impegno diretto da parte dei responsabili politici, a partire dal Ministero fino ad arrivare ai singoli assessori. Le organizzazioni, come Confagricoltura, si sono invece mosse, facendo sentire la loro voce».