PIEVE DI CORIANO – UNA MOC DI ULTIMA GENERAZIONE ALL’OSPEDALE DESTRA SECCHIA

Una nuova  apparecchiatura per la M.O.C. (mineralometria ossea computerizzata) all’ospedale Destra Secchia di Pieve di Coriano (Borgo Mantovano). Si tratta di un macchinario tecnologicamente avanzato, altamente indicata per lo studio della densità minerale dell’osso e pertanto indispensabile in caso di osteoporosi. I dati forniti contribuiscono in modo determinante alla diagnosi, alla prevenzione e al controllo della terapia dell’osteoporosi, malattia caratterizzata essenzialmente dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo. Queste alterazioni, assai più frequenti nell’età matura e anziana, causano una maggiore suscettibilità alle fratture.

Inaugurazione moc Pieve.jpegLa prestazione sarà erogabile dal 1° luglio ed è prenotabile da giovedì 13 giugno agli sportelli della Radiologia di Pieve di Coriano e in tutte le altre modalità alternative di prenotazione.

Con l’invecchiamento della popolazione – spiega il direttore del Dipartimento dei Servizi Luigi Miserocchiquesta patologia si diffonderà maggiormente. Con lo strumento appena acquisito, che sostituirà e supera dal punto di vista tecnologico quello in uso fino ad ora, possiamo monitorare le terapie dei clinici. Ringrazio tutti i colleghi che hanno collaborato all’installazione, alla messa in funzione e alla formazione dei professionisti, in particolare la Fisica Sanitaria, la struttura Tecnico-Patrimoniale, l’Ingegneria clinica, i Sistemi Informativi e i tecnici di radiologia”.

Anche il direttore medico di presidio Adriano Verzola ha ringraziato il personale sanitario e amministrativo, “perché la buona riuscita di questa iniziativa si deve alla collaborazione di tutti i settori”.

La strumentazione installata  a Pieve di Coriano è di ultima generazione.  Dotata di ben 256 detettori, possiede la più alta risoluzione tra le apparecchiature analoghe oggi presenti sul mercato e, grazie all’estrema sensibilità del suo rilevatore, acquisisce con elevata velocità i dati necessari alla diagnosi, accorciando significativamente i tempi dell’indagine.  L’esame può riguardare l’intero scheletro o distretti specifici, come il femore o la colonna vertebrale lombare.

Il direttore sanitario aziendale Riccardo Bertoletti ha sottolineato l’importanza dell’integrazione fra l’ospedale e la comunità locale, invitando le istituzioni del territorio a sollecitare con le loro istanze la pubblica amministrazione: “Sono questi i momenti di interazione in cui la sanità raggiunge i livelli più elevati”.

Il sindaco di Poggio Rusco Fabio Zacchi e il sindaco di Borgo Mantovano Alberto Borsari hanno confermato “l’importanza di fare squadra, di una comunione di intenti fra istituzioni e Azienda Socio Sanitaria Territoriale, per dare ai cittadini ciò che meritano”.

Come funziona una MOC?

Il termine tecnico è un acronimo anglosassone:  D.E.X.A., ovvero Dual Energy X-ray Absorptiometry.  In sostanza, i raggi X prodotti da una sorgente vengono inviati allo scheletro o a settori dello scheletro: in base all’assorbimento che ne deriva, l’apparecchio rileva la radiazione emergente dal distretto di interesse computando la densità dell’osso, sottratta all’attenuazione prodotta dai tessuti molli.

Soddisfazione anche da parte di Daniela Besutti, presidente del Comitato di difesa dell’ospedale di Pieve di Coriano: “Apprezziamo molto il dialogo in corso con ASST. Speriamo di risolvere insieme alcune criticità. Corre l’obbligo fare riferimento alla risonanza magnetica, che a Pieve sarebbe molto utile. Ci impegneremo per individuare possibili finanziamenti e per essere sempre attenti alle problematiche di questo ospedale”.

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