TRASLAZIONE DEI RESTI DI MONS. GIULIO GHIDONI NELLA BASILICA MADONNA DELLA SALUTE DI GOITO

GOITO – Saranno tumulati nella Basilica della Madonna della salute di Goito i resti mortali di mons. Giulio Ghidoni (1876 – 1955), priore della “Città di Sordello” dal 1937 al 1955.

Per suggellare questo particolare momento, che aumenterà, senza ombra di dubbio, l’affetto e la stima che la comunità goitese rivolge ancora oggi a colui che con il suo agire ha testimoniato nei termini concreti e autentici la parola di Dio, sarà celebrata domenica 29 novembre alle 18:00 con la partecipazione del vescovo di Mantova, mons. Marco Busca, una Santa Messa in sua memoria.

Tornando indietro con la memoria, vale la pena ricordare, che in occasione delle sue solenni esequie fu collocata sulla facciata della basilica la seguente epigrafe: “Con unanime cordoglio, Goito, Porge l’estremo saluto al Priore Mons. Giulio Ghidoni, di questa Basilica genio e cuore”.

Per restare in piena sintonia con questo semplice gesto i promotori dell’iniziativa hanno deciso di annunciare l’evento in questione utilizzando un epigrafe che è stata posto in vari punti del capoluogo goitese

Il ministero di mons. Giulio Ghidoni viene ricordato per gli innumerevoli lavori artistici commissionati dal 1938 al 1945 per dare nuovo decoro alla parrocchiale, lavori artistici che in gran parte portavano la firma dello noto scultore casteldariese Giuseppe Menozzi.

Le opere realizzate, seppure nelle gravi difficoltà anche economiche di quegli anni, diventarono uno stimolo per l’intera Comunità goitese per affidarsi alle preghiere e alle suppliche, anche a pensare alla bellezza di Dio.

Uno stimolo perfino per i tanti soldati goitesi impegnati sul fronte dai quali provengono lettere di grande incoraggiamento e supplica.

L’elevazione a basilica con breve pontificio del 12 aprile 1946 corona uno sforzo ingente e raffinato e la dedicazione alla Madonna della Salute con l’incoronazione per mano del patriarca di Venezia conferma la particolare devozione popolare per il busto rinascimentale in terracotta tanto caro alla parrocchia, a cui, tra l’altro, è stata dedicata di recente l’Unità Pastorale di Goito.

Si ricordano ancora oggi le numerosissime attività pastorali di don Giulio Ghidoni.

Sono inoltre documentate le foltissime partecipazioni liturgiche, le attività di dottrina cristiana e la formazione dei giovani presso l’oratorio, l’interesse e la sistemazione delle suore in parrocchia con l’acquisto di un’adeguata dimora, il legame affettivo con i soldati come emerge dalla fittissima corrispondenza. Monsignor Ghidoni si fece promotore nondimeno dell’assistenza dei poveri e degli indigenti a causa della guerra. Pagò la formazione di un seminarista studente alla Gregoriana di Roma e fondò la San Vincenzo.

La consacrazione della parrocchia al cuore immacolato di Maria nel giorno dell’incoronazione della Madonna della Salute rimane il gesto più eloquente della pastorale di don Giulio Ghidoni.

Dai diari dell’epoca apprendiamo di una vera e propria spogliazione degli ingenti beni personali ad opera dello stesso monsignore per favorire i lavori parrocchiali fino ad arrivare ad una vera e propria indigenza.

La sepoltura descritta dall’allora curato come temporanea avveniva presso la tomba di famiglia del predecessore priore Rossi.

Portare le spoglie mortali di Mons. Ghidoni in Basilica a Goito, oltre ad essere un segno di gratitudine nei suoi confronti per la sua opera svolta nella parrocchia ed un adempimento delle sue volontà, per noi significa anche: Operare intensamente per l’Unità Pastorale “Madonna della salute” pur nella distinzione delle parrocchie, ma nella comunione ecclesiale e progettuale.

Curare il “bello” nelle celebrazioni, nell’edificio sacro e nell’armonia della vita cristiana.

Incrementare il servizio della carità nelle forme che lo Spirito oggi suggerisce alle nostre comunità. Avere a cuore la formazione dei ragazzi, dei giovani e delle famiglie. Innalzare incessantemente a Dio la preghiera per le vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata.

Paolo Biondo

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