LA PINACOTECA DI FAENZA RIAPRE SABATO 11 DICEMBRE, DOPO LA CHIUSURA DOVUTA ALLA PANDEMIA

Con un nuovo allestimento, maggiormente funzionale alla visione delle opere e che valorizza quelle più rappresentative, realizzato con anche un contributo della Regione Emilia-Romagna, inaugura domani – sabato 11 dicembre – alle ore 17:00, dopo la chiusura nei mesi di pandemia, la Pinacoteca comunale di Faenza (Ra).

La chiusura è di fatto diventata un’occasione per procedere a un rinnovamento degli allestimenti e del percorso espositivo, in un’ottica di ripresa delle attività che parte dalla valorizzazione del patrimonio culturale. 

Sono quasi duecento le opere esposte che narrano la storia della Pinacoteca faentina, tra gli Istituti più importanti e antichi della regione, con testimonianze che dall’alto Medio Evo arrivano ai giorni nostri.

Situata negli spazi di via S. Maria dell’Angelola Pinacoteca viene restituita alla cittadinanza in veste nuova, rientrando nel panorama dell’offerta artistico-culturale della città.

Intervengono alla cerimonia di apertura, l’assessore alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia-Romagna Mauro Felicori, il sindaco del Comune di Faenza Massimo Isola, il direttore della direzione Regionale Musei Emilia Romagna Giorgio Cozzolino, il direttore Gallerie degli Uffizi Firenze Eike Schmidt e la dirigente del settore Cultura Turismo Promozione Economica e Servizi Educativi del Comune di Faenza, Benedetta Diamanti.

Il taglio del nastro, con successiva visita alle collezioni, è previsto alle ore 17,45.

A partire dal 12 dicembre la Pinacoteca sarà aperta al pubblicodal martedì alla domenica, per un numero totale di 24 ore settimanali.

Dalla data della riapertura e fino al 6 gennaio 2022 la visita sarà gratuita per i residenti nel Comune di Faenza. 

La storia della Pinacoteca

La Pinacoteca comunale di Faenza è l’istituto culturale più antico della città. Al suo interno rivivono nell’arte oltre mille anni di storia della città. Fu ufficialmente aperta al pubblico nel 1879, sebbene la sua istituzione si possa far risalire a quasi un secolo prima quando, nel 1797, la Municipalità acquistò da Giuseppe Zauli, fondatore della Scuola comunale di Disegno, una consistente raccolta di stampe, disegni, gessi e quadri. Da quello stesso anno si ebbero incrementi delle raccolte a seguito soppressioni degli ordini religiosi (da parte di Napoleone): cospicuo corpus di grandi pale d’altare e, più in generale, di opere a carattere religioso.

Grazie ad oculate campagne di acquisto sul mercato antiquario, acquisizioni e donazioni, le raccolte museali si sono via via arricchite di capolavori che ancora oggi ne definiscono la stessa identità.

Fulcro del percorso espositivo è la sezione di arte antica, che conserva, tra gli altri, reper della storia cittadina, a documentare oltre sette secoli di produzione artistica locale, dal X alla fine del XVIII secolo. A ciò si aggiungono le sezioni dedicate all’arte moderna e contemporanea, con fondi di pittura e scultura dell’Ottocento e Novecento italiani.

Al Maestro dei Crocifissi francescani, a Giovanni da Rimini, a Donatello, ed alle opere delle epoche rinascimentale e moderna, fanno da contraltare gli artisti del Cenacolo Baccariniano, ideale introduzione alla ricca e fulgida stagione del Novecento italiano, testimoniato dalla donazione Bianchedi Bettoli Vallunga.

“In questa Pinacoteca- afferma Antonio Paolucci storico dell’arte e già direttore, tra gli altri incarichi, dei Musei Vaticani-, c’è la storia di una città che è stata una capitale artistica, che ha dialogato con altre capitali; che è arrivata a costruire attraverso una catena di opere e di autori una sua identità ancora oggi riconoscibile”.

Il nuovo allestimento e percorso museale

Il progetto di allestimento, a cura dello Studio Lucchi e Biserni di Forlì, pone al centro il visitatore e i canoni espositivi odierni, che prevedono una grande attenzione alle opere, offrendo più ampia visibilità e valorizzazione a quelle maggiormente rappresentative. L’obiettivo è quello di restituire alla visita la sua magica qualità esperienziale. Una visita che da oggi può essere approfondita anche attraverso la consultazione di QRcode affiancati ad ogni opera, la cui esposizione segue un ordine cronologico. Un punto di partenza per futuri interventi del percorso espositivo e di implementazione di tecnologie digitali.

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