ECONOMIA MANTOVANA: IN FORTE RIPRESA L’IMPORT-EXPORT NEL 3° TRIMESTRE 2021

Nel terzo trimestre del 2021 prosegue la forte ripresa degli scambi internazionali, già emersa nella prima metà dell’anno. I mesi estivi vedono, infatti, un aumento delle esportazioni mantovane del +31,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fortemente influenzato dalla pandemia.

Dai dati di fonte Istat, elaborati dal Servizio Informazione e Promozione Economica della Camera di Commercio e dal Centro Studi di Confindustria Mantova, con la collaborazione del Consorzio Mantova Export, risulta che nel terzo trimestre 2021 le esportazioni ammontano a 5,8 MLD di euro, contro un valore di import di 4,6 MLD di euro, in aumento rispetto al 2020 del +48,8%. Il saldo commerciale si mantiene positivo, pari a quasi 1,2 MLD di euro. Le esportazioni in Lombardia e in Italia vedono anch’esse segno più, ma con variazioni più contenute e pari rispettivamente al +21,3% e al +20,1%. Nel panorama regionale tutte le province lombarde mostrano segno positivo; Mantova si colloca in seconda posizione, preceduta solo da Cremona, mentre in fondo troviamo Pavia, Sondrio e Como.

Considerando i principali comparti esportatori, si segnalano valori positivi per tutte le tipologie di prodotto, con la sola eccezione degli articoli di abbigliamento (-4%) e dei prodotti tessili (-0,1%). Le performance migliori riguardano i prodotti in metallo (+73,5%), i mezzi di trasporto (+44,4%), le sostanze e i prodotti chimici (+41,4%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+30,4%), gli apparecchi elettrici (+34%) e i prodotti in legno e carta (+42,5%). Segno più emerge anche per i macchinari (+12,5%), i prodotti alimentari (+11,4%) e gli articoli in pelle (+5,9%).

Anche sul fronte delle importazioni emergono variazioni positive per la quasi totalità dei prodotti ad esclusione degli articoli di abbigliamento (-9,2%). Le performance migliori riguardano i prodotti in metallo (+98,2%), i mezzi di trasporto (+116,6%), gli apparecchi elettrici (+80,5%) e gli apparecchi elettronici e ottici (+82,4%). Segno più emerge anche per le sostanze e prodotti chimici (+34,3%), i prodotti alimentari (+9,5%), gli articoli in gomma e materie plastiche (+31,5%), i prodotti petroliferi (+19,3%), i macchinari (+14,7%), i prodotti dell’agricoltura (+6,7%), i prodotti in legno e carta (+59%), i prodotti tessili (+4%) e gli articoli in pelle (+28,5%).

L’analisi dell’andamento delle esportazioni della provincia di Mantova per paesi di sbocco evidenzia una generale ripresa verso i principali partner europei: Germania (+35,6%), Francia (+35,2%), Spagna (+28,1%), Polonia (+64,8%), Regno Unito (+56%), Belgio (+38,5%), Austria (+49,5%), Paesi Bassi (+30,4%), Ungheria (+48,7%) e Repubblica Ceca (+50,5%). Aumenti si hanno anche per Stati Uniti (+29,7%), Turchia (+18,8%), Cina (+24,7%), Canada (+46,7%) e Russia (+22,5%). Contrazioni emergono, al contrario, per Croazia (-18,3%) e Serbia (-6,5%).

Anche le importazioni vedono complessivamente una ripresa: Germania (+25,8%), Arabia Saudita (+33,5%), Francia (+14%), Cina (+24,8%), Turchia (+0,1%), Spagna (+22,1%), Corea del Sud (+0,3%), Slovenia (+68,3%), Paesi Bassi (+33,5%), Belgio (+42,3%) e Austria (+50,2%). Da sottolineare anche una consistente crescita delle importazioni da India, Indonesia, Regno Unito, Vietnam, Egitto e Finlandia con variazioni a tre cifre. Segnali negativi emergono invece dalla Ucraina (-17,8%) e dalla Serbia (-17,7%).

I dati del terzo trimestre confermano i segnali di ripresa già emersi a inizio anno, anche se bisogna sempre ricordare che si tratta di un confronto sui mesi estivi del 2020 fortemente influenzati dalla situazione di emergenza sanitaria. Confrontando i dati con lo stesso periodo del 2019 si nota comunque una crescita sia sul fronte delle importazioni (+18,2%) sia su quello delle esportazioni (+15,8%), dando quindi ulteriore sostegno all’andamento di ripresa. A far sperare sul buon andamento delle esportazioni anche per i prossimi mesi sono le aspettative delle imprese e degli imprenditori, anche se occorre evidenziare come restino ancora molti fattori in sospeso dai quali dipenderanno le tendenze nei mesi a venire. In primis le difficoltà nella ripresa di alcuni anelli delle catene del valore così come le chiusure che stanno attuando di nuovo diversi Paesi, alcuni dei quali importanti partner commerciali italiani. Non va poi dimenticata la questione della politica di gestione del gas da parte della Russia, da cui molto dipenderà anche l’aumento dei prezzi, già avvertito dalle famiglie di consumatori.

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