AL MUPRE DELLA VALLE CAMONICA IL 12 FEBBRAIO APRE LA MOSTRA “UNO SGUARDO OLTRE LE ALPI”

Dal 12 febbraio al 29 maggio, il MUPRE – Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica propone un eccezionale nucleo di reperti archeologici concessi in prestito dal Museo Nazionale di Zurigo, riuniti in una preziosa esposizione intitolata “Uno sguardo oltre le Alpi”.

Particolare della testa del toro in cui si può osservare la cura nella resta dei dettagli. Ticino, Giubiasco (?). Tomba 262. IV sec. a.C. (?)

I reperti selezionati dall’importante istituzione elvetica sono armi, utensili, vasellame e oggetti di ornamento, collocati lungo un arco temporale che dal Neolitico giunge sino all’età del Ferro. Le testimonianze, di straordinaria qualità, offrono al visitatore la possibilità di immergersi in un viaggio nel tempo che mette a fuoco affinità e differenze, reti di commerci e scambi di prodotti ma anche circolazione di idee e iconografie.

Particolare della doppia ascia in serpentino con l’immanicatura in legno di frassino rinvenuta nel villaggio palafitticolo di Egolzwil 3. Neolitico.
Le placche da cintura di forma fogliata erano un tipico ornamento dell’abbigliamento delle donne dei Leponti. Arbedo-Cerinasca, Tomba 93, V sec. a.C.

Da villaggi palafitticoli neolitici giungono al MUPRE utensili, che hanno rispondenze con quanto raffigurato nelle incisioni rupestri della Valle Camonica. Di grande suggestione le placche di cintura in lamina di bronzo provenienti da sepolture femminili di VI e V sec. a.C., decorate con raffigurazioni simboliche che alludono al viaggio. Rimane ancora indecifrata l’iscrizione che compare su uno straordinario elmo dell’età del Ferro.

MUPRE - TAZZA REALIZZATA IN LAMINA DI BRONZO
Tazza realizzata in lamina di bronzo con il manico modellato a testa di toro. Ticino, Giubiasco (?). Tomba 262. IV sec. a.C. (?)

“Leggere questi reperti provenienti da scavi in Svizzera accanto alle coeve testimonianze della nostra Valle Camonica custodite al MUPRE dimostra, una volta di più – afferma Emanuela Daffra, Direttore regionale Musei Lombardia, istituto del Ministero della Cultura – come la cerchia alpina, con le sue alte vette, non fosse di impedimento alla circolazione di modelli, e di popolazioni, tra i due versanti. Ma suggerisce anche confronti stimolanti, che aiutano a completare le nostre conoscenze di quei periodi tanto lontani”.

Elmo in bronzo di tipo Negau alpino. Originario del mondo etrusco (VI-V sec. a.C.), questo tipo di elmo fu ripreso dalle popolazioni centro-alpine e rimase in uso fino al I sec. a.C. Ticino, Giubiasco (?). Tomba 262

“La concessione di questi preziosissimi reperti da parte del Museo Nazionale di Zurigo – sottolinea la direttrice del MUPRE Maria Giuseppina Ruggiero – è il frutto delle collaborazioni che il nostro museo sta instaurando con diverse istituzioni museali europee. All’interno di questa rete di rapporti, tre nostre stele sono state protagoniste a Zurigo della recente mostra “Uomini scolpiti nella pietra” dedicata alla diffusione in Europa, a partire da sei mila anni fa, di statue, statue-stele e massi-menhir attraverso i quali sono raccontati i profondi cambiamenti economici e sociali avvenuti tra il IV e il III millennio a.C. Immagini di uomini e donne della nuova élite che, dopo la morte, sono venerati come antenati e considerati eroi o anche divinità”.

MUPRE. Il Piano Terra ospita la sezione “Manifestazioni del sacro. I santuari megalitici dell’età del Rame”. La prima sala è dedicata al santuario di Cemmo

Il MUPRE Museo Nazionale della Preistoria, ospitato nell’antico edificio di Villa Agostani nel centro storico di Capo di Ponte, integra, con l’esposizione dei reperti, il patrimonio di immagini incise sulle rocce e ricompone, in un insieme inscindibile, l’espressione identitaria della Valle Camonica.

MUPRE. L’ampio salone del secondo piano ospita la sezione “La Valle Camonica nella Preistoria e Protostoria”. È in questo spazio che troverà posto la mostra

La Valle Camonica è famosa in tutto il mondo per il suo straordinario complesso di raffigurazioni incise sulle rocce, in gran parte risalenti alla Preistoria. Se dunque è noto al vasto pubblico il patrimonio iconografico di queste antiche popolazioni, meno conosciuti sono gli aspetti del loro vivere quotidiano, emersi solo negli ultimi trenta anni grazie a numerosi interventi di archeologia preventiva e di ricerca condotti in Valle, da cui è sorto il Museo di Capo di Ponte.

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