SANT’ANSELMO PATRONO DI MANTOVA

Il 18 marzo, la città di Mantova festeggia il suo Patrono, Sant’Anselmo. Ogni anno nella ricorrenza dalla morte, viene tolta la copertura esterna dell’altare ed il corpo del santo è reso visibile ai fedeli.

(foto di repertorio)

Nel Settecento e nell’Ottocento la fama del Santo si espanse ulteriormente al di fuori dell’ambito cittadino e l’ininterrotta tradizione popolare della visita alle sue spoglie, esposte in Duomo nel giorno della festa, contribuì a richiamare dal contado folle di fedeli e di curiosi, attratti anche dai pubblici divertimenti profani organizzati in piazza per quella stessa occasione.

La presenza del suo corpo incorrotto fu attribuita dal popolo ad un miracolo e l’arca dove riposano le sue spoglie divenne méta di preghiere e di richieste di grazie.

Ogni anno nel giorno della ricorrenza della morte, viene tolta la copertura esterna dell’altare maggiore, dove si trova, ed il corpo del santo è reso visibile per la venerazione dei fedeli.

Nipote di Alessandro II (Anselmo I da Baggio, già vescovo di Lucca e papa dal 1061 al 1073), fu nominato vescovo di Lucca dallo zio pontefice, ma ottenne l’investitura anche da parte dell’imperatore, Enrico IV.

Per questo egli fu aspramente rimproverato da Gregorio VII, costretto alla penitenza, ritirandosi nell’abbazia di  San Benedetto in Polirone, e riconsacrato vescovo di Lucca il 2 ottobre 1074. Scacciato da Lucca, si vide costretto a rifugiarsi sotto  la protezione dalla contessa Matilde di Canossa, della quale divenne consigliere spirituale.

Anselmo si spense a Mantova il 18 marzo 1086: la contessa Matilde, a furor di popolo, ordinò che venisse sepolto nella cattedrale cittadina di San Pietro apostolo (Duomo) . Il suo corpo, esumato alcuni secoli dopo, fu trovato integro, e tale rimane ancora oggi.

Nelle chiese mantovane (sia del capoluogo che della provincia) numerose sono le pale d’altare che raffigurano Sant’Anselmo in atto di offrire alla Madonna la città di Mantova. Nel 1640 Maria Gonzaga, reggente del Ducato, volle consacrare la città alla cosiddetta “Madonna di Sant’Anselmo” e promosse il culto mariano dell’Incoronata (già santa Maria dei Voti) alla quale legò indissolubilmente la figura del vescovo-patrono.

Questo tema iconografico fu ripetutamente ripreso anche nei secoli successivi tramite la diffusione popolare di stampe e di immaginette devozionali.

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