“FESTEN. IL GIOCO DELLA VERITÀ” il dramma famigliare tratto dal film del premio Oscar Vinterberg – TEATRO AL PARCO DI PARMA

Nel giugno dello scorso anno era stato molto applaudito dal pubblico parmigiano. Ora, dopo che il regista Marco Lorenzi e il suo Mulino di Amleto sono stati nel frattempo insigniti del Premio della Critica Anct 2021 per il percorso della Compagnia, torna al Teatro al Parco, sabato 2 aprile alle 21 e domenica 3 aprile alle 16.30, «Festen. Il gioco della verità», uno spettacolo prodotto dal Tpe – Teatro Piemonte Europa, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con Il Mulino di Amleto.

Lo spettacolo, che arriva a Parma, unica data emiliana, nel corso di una tournée 2022 iniziata nelle Marche e in Trentino e che dopo la Toscana e l’Emilia toccherà Piemonte e Liguria, è il primo adattamento teatrale italiano della sceneggiatura dell’omonimo film danese del 1998, prima opera aderente al manifesto Dogma95, scritto da Mogens Rukov e Bo Hr. Hansen, diretto da Thomas Vinterberg, regista vincitore dell’Oscar 2021 con il film «Un altro giro».

Gli interpreti sono Danilo Nigrelli, Irene Ivaldi, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Elio D’Alessandro, Roberta Lanave, Barbara Mazzi, Raffaele Musella, Angelo Tronca. La pièce racconta di una grande famiglia dell’alta borghesia danese, i Klingenfeld, che si riunisce per festeggiare il sessantesimo compleanno del patriarca Helge. Alla festa sono presenti anche i tre figli: Christian, Michael e Helene. Il momento di svolta sarà il discorso di auguri del figlio maggiore Christian che, una volta pronunciato, cambierà per sempre gli equilibri della famiglia, svelando ipocrisie e strappando via maschere. La festa si trasforma così in un gioco al massacro volto a mettere in discussione, in un crescendo di tensione, il precario equilibrio familiare fondato su rapporti ipocriti, indicibili segreti, relazioni di potere malsane.

Spiega il regista Marco Lorenzi, che ha anche curato con Lorenzo De Iacovo la traduzione italiana e la riscrittura: “Festen sembra, apparentemente, raccontare una festa di famiglia per celebrare i 60 anni del patriarca, ma ha a che vedere con il nostro rapporto con la verità, con il potere e con l’ordine costituito. Sono sempre più sicuro che il nostro Festen sia una comunità di esseri umani che recitano una commedia mentre uno di loro combatte come un pazzo per mostrare che in realtà sono tutti in una tragedia. Per questo Festen è politico, radicalmente politico”.

E aggiunge il regista: “Sento che in questa tensione tra due forze, così opposte e profonde, stia la forza del nostro spettacolo che ci porterà a mostrare quanto sia necessario strappare quel velo, quel diaframma che ci impedisce di vedere realmente le cose come stanno”. L’opera scava all’interno dei tabù più scomodi, affrontando la relazione con la figura paterna, la verità, il rapporto con il potere e l’autorità imposta. Impossibile non pensare ad Amleto, alla tragedia greca, ma anche all’universo favolistico dei Fratelli Grimm.

Biglietti da 6 a 12 euro, in vendita sul Circuito Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro al Parco da un’ora prima dello spettacolo. Informazioni e prenotazioni: tel. 0521992044, biglietteriabriciole@solaresdellearti.itwww.solaresdellearti.it.

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