Dopo il restauro, un concerto per dar voce, dopo secoli di silenzio, alla MUSICA SCRITTA SU CINQUE CODICI LITURGICI MINIATI

BOLOGNA – Un concerto per dar voce, dopo secoli, alla musica scritta su cinque corali liturgici miniati medievali e celebrare la loro rinnovata integrità dopo il restauro. Ultima tappa di un progetto di recupero, e digitalizzazione di un antico fondo di 22 manoscritti liturgici.

Si intitola “Gaudete et Exultate” l’evento di presentazione al pubblico del progetto di restauro, attraverso un video che ne ripercorrerà tutte le tappe e un concerto del coro femminile gregoriano Mediæ Ætatis Sodalicium, che si terrà venerdì 8 aprile, alle ore 17.30, al Museo internazionale della musica di Bologna (Strada Maggiore 34).

L’importante intervento di studio, restauro, digitalizzazione e valorizzazione dei cinque codici liturgici miniati nasce dalla collaborazione fra settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna e Istituzione Bologna Musei.

I cinque codici appartengono al prezioso fondo di 22 manoscritti liturgici risalenti al periodo che va dal XI al XVI, tutti ricchi di miniature, in parte cartacei e in parte pergamenacei, eredità di Padre Giovanni Battista Martini. Il lavoro, sostenuto dalla Regione con un contributo complessivo, negli anni, di oltre 150 mila euro, ha riguardato in prima istanza la catalogazione analitica di tutti i 22 esemplari e a seguire con una progressione a lotti, il restauro e la digitalizzazione per potenziarne fruizione e valorizzazione locale e globale.

“L’impegno e l’azione della Regione a favore di questo straordinario fondo è di lunga data– spiega l’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori-. Le operazioni per la catalogazione e  l’accurato restauro di tutto il fondo di 22 esemplari si sono articolate nel corso dell’ultimo decennio su più piani di intervento, finanziati dalla legge regionale 18 del 2000, mettendo in campo un investimento di risorse regionali e un notevole insieme di competenze per il coordinamento delle delicate fasi operative e per il raggiungimento del recupero conservativo di questo straordinario patrimonio, che ha portato anche alla loro catalogazione e fruizione sul Catalogo regionale”.

Nella collezione documentaria del Museo internazionale e Biblioteca della Musica – che con i suoi circa 100.000 volumi ospita la biblioteca di settore più importante al mondo per la storiografia musicale– il fondo dei corali liturgici è la parte di maggior rilevanza, non ultimo per l’eterogeneità degli esemplari: messali, innari, graduali, cantorini, vesperali, rituali e processionali di diversa provenienza e datazione per lo più decorati con capilettera o con i tipici caratteri gotici rosso-neri. I codici sono consultabili sul Catalogo regionale PatER .

All’evento di venerdì 8 aprile saranno presenti i referenti delle istituzioni che hanno collaborato in partnership e il team di competenze specialistiche che ha operato sul campo: il laboratorio di restauro ‘Massimiliano Pandolfi’ di Firenze, Maria Letizia Sebastiani, già direttrice del ICPAL (Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario), Rita Capitani, conservatore della Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna.

Il programma completo della serata e la prenotazione obbligatoria sul sito del Museo e biblioteca internazionale della musica .

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