La comunità ebraica di Mantova agli inizi del Novecento: le “Storie vecie” di Annibale Gallico. LA TRADIZIONE EBRAICA spiegata dal Presidente EMANUELE COLORNI

MANTOVA – “Ebraismo al sesto giorno”: quarto incontro promosso dall’Associazione di cultura ebraica “Man Tovà – La città della manna buona”.

L’Associazione di cultura ebraica “Man Tovà – La città della manna buona”, grazie al patrocinio del Comune di Mantova e alla collaborazione della Fondazione “Franchetti”, promuove il quindicesimo ciclo di incontri relativo alla conoscenza e alla diffusione della cultura ebraica declinata nelle diverse espressioni del suo patrimonio storico, culturale e sociale.

Il quarto incontro – che avrà luogo venerdì 11 novembre alle ore 21:00 presso l’Aula Magna del liceo “Isabella d’este”, in via Giulio Romano 13 a Mantova—sarà tenuto dal Presidente della Comunità Ebraica di Mantova, Emanuele Colorni, che diletterà il pubblico illustrando uno spaccato della tradizione ebraica nella conferenza dal titolo “La comunità ebraica di Mantova agli inizi del Novecento: le Storie vecie di Annibale Gallico”.

La lettura delle poesie “dialettali” del medico mantovano Annibale Gallico, ebreo vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, porta a conoscere la parlata ebraico-mantovana che, al pari di quella d’ogni altra piccola comunità ebraica in Italia, è già uscita da tempo dalla realtà viva della pratica di ogni giorno e che, ad oggi, nessuno parla più. Si tratta di un dialetto che, chiuso nel “recinto degli ebrei” (come veniva chiamato, in modo poco lusinghiero, il ghetto) per quasi tre secoli, ripropone accenti e sonorità della lingua parlata dalla frazione italiana della comunità ebraica di Mantova. Annibale Gallico (1876-1935), nelle sue rime intitolate nostalgicamente “Storie vecie”, ridona voce, in modo acuto e garbatamente ironico, a quella folla brulicante che nella Mantova del tardo Ottocento e del primissimo Novecento ancora caratterizzava la vita sociale dell’ex ghetto in cui gli ebrei parlavano di quotidianità locale, di eventi di cronaca italiani ed europei, di vita, di religione, di storia e di molto altro.

L’ingresso è come sempre libero e aperto a tutti; è caldamente consigliato e raccomandato l’uso della mascherina anti-Covid. Ai docenti che ne faranno richiesta verrà consegnato un attestato di partecipazione alla conferenza.

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