Mostra dedicata all’artista RENZO FERRARINI al MUSEO DIOCESANO di MANTOVA

Dal 18 novembre al 4 dicembre 2022 nella Sala delle Colonne (piano terra – ingresso gratuito) del Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, mostra di Renzo Ferrarini (1928-2001). In esposizione circa 60 opere dipinte all’acquarello tra il 1970 e il 2001.   

Scorci della città di Mantova con le sue piazze e le sue chiese, il porto,  colti col variare delle stagioni, nelle varie luci diurne e notturne. Non mancano vedute di Venezia città amata e di varie capitali europee con immagini rapite durante i numerosi viaggi all’estero. La mostra comprende una nutrita serie di interni di case e qualche natura morta. Meno conosciuti, ma di grande fascino e sintesi formale i numerosi paesaggi. 

Circa trent’anni di pittura conquistata con metodo e continuità pur assolvendo in contemporanea ad una assidua attività di progettista di interni molto apprezzata nel territorio mantovano. 

La predilezione di Ferrarini per la tecnica dell’acquarello si deve da un lato alla bravura conseguita e favorita da un esercizio mai interrotto, dall’altro alla natura di una modalità pittorica rapida, emotiva e che non concede ripensamenti e correzioni, pienamente rispondente al carattere del pittore. 

Va detto inoltre che l’acquarello risulta particolarmente adatto per i pittori vedutisti che riescono a compendiare nella stessa opera verosimiglianza e interpretazione poetica. E di questo verrà data ampia prova nella grande mostra di Renzo Ferrarini ospitata dal Museo Diocesano e curata da Alberto Bernardelli.

Orari della mostra: dal mercoledì al venerdì 15-17:30. Sabato e domenica 9:30-12 e 15-17:30. Per visite di gruppo su appuntamento info 328 5727 480.

RENZO FERRARINI. Nasce il 13 febbraio 1928 a Mantova, dove muore il 10 settembre 2001.

Inizia giovanissimo a disegnare. Decisivi nella sua formazione artistica si rilevano gli stretti contatti di amicizia e stima con alcuni dei maggiori maestri mantovani: Giovanni Minuti, Giordano Scaravelli, Vindizio Nodari Pesenti, e soprattutto Giulio Falzoni. Gli anni ’40-’50 oltre ad essere caratterizzati da una ricca produzione di disegni, grafiche e tavole illustrate, sono quelli in cui Ferrarini impronta e perfeziona la sua tecnica e la sua vocazione vedutista.

Giunge a contatto con autori di livello nazionale quali Falzoni, Raimondi, Molino, e poi Alessandro Durini, Mosè Bianchi, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Paolo Sala e i vedutisti dell’ambito napoletano.
Fa parte dal 1947 al 1951 del gruppo “Artisti Indipendenti Mantovani” (GAM) e con essi espone.

Dagli anni ’60 è impegnato in una produzione varia caratterizzata dalla continua ricerca. Dal ’70 in poi si moltiplica sue mostre personali e la sua partecipazione a importanti rassegne collettive si estende ad altre città italiane: Merano, Bologna, Bari, Milano, Padova, Forlì, Vicenza, Siracusa…
Egli con i suoi acquerelli ha illustrato numerose pubblicazioni dedicate alla città di Mantova. Sue opere figurano in importanti collezioni d’arte e in cataloghi (tra gli altri BNL, Fondazione Banca Agricola Mantovana, Camera di Commercio di Mantova).

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