FESTIVALETTERATURA Mantova: DEGENERI, il nuovo podcast da lunedì 14 novembre

Dopo Era grande il fiume a cura di Marco Belpoliti dedicato al più grande fiume d’Italia e agli scrittori e fotografi che ne hanno raccontato il paesaggio, e Tecnofemminismo. Emancipazione e oppressione nella società digitale a cura di Giorgia Tolfo dedicato a quanto la tecnologia si intrecci ancora a ingiustizie di matrice patriarcale e capitalista, Radio Festivaletteratura trasformata da semplice emittente radiofonica a casa di produzione presenta Degeneri. I generi musicali sono morti. E nemmeno noi stiamo tanto bene a cura di Dario Falcini, il terzo di cinque podcast realizzati con l’intenzione di affrontare temi ambientali, sociali e culturali di stringente attualità.

Da lunedì 14 novembre sul sito di Festivaletteratura e su tutte le piattaforme, Degeneri ci accompagna in un viaggio nella musica contemporanea italiana partendo dal “rifiuto” dei generi musicali tipico di una nuova generazione di musicisti. “Ogni giorno nascono nuovi progetti impossibili da etichettare, fedeli solo ai propri gusti, liberi al 100% – dice l’autore Dario Falcini – Artisti ibridi, fluidi, del tutto nuovi per approccio e sensibilità. Così, almeno, si descrivono molti di loro. Ma sarà vero?”

Partendo da questa avversione nei confronti di categorie con cui conviviamo da decenni, il podcast prova, in sei episodi, a cercare una spiegazione, provando a individuare verso quale orizzonte si stia spingendo la discografia italiana. Assieme ad artisti, addetti ai lavori e giornalisti Degeneri prova a vedere cosa rimanga del rock, dove sia oggi il vero rap, se abbia ancora senso parlare di pop, e se l’indie sia esistito davvero.

I prossimi Podcast di Radio Festivaletteratura saranno: lunedì 28 novembre con Oasi a cura di Annalisa Metta e lunedì 12 dicembre con L’altro animale a cura di Paolo Pecere.

LE PUNTATE:

Il genere, in genere

Con Emma Nolde (artista) – b.estye, Ermete Diara, Kazu (collettivo Pseudospettri, artisti) – Carlo Corbellini (Post Nebbia, artista) – Carlo Pastore (direttore artistico MI AMI Festival) – Beatrice Cristalli (linguista e formatrice)

Cosa sono i generi? Com’è possibile che un solo termine possa funzionare in ambiti così disparati? Possa indicare identità sessuali, parole, tipi di animali o di piante, identificare film, libri, opere d’arte. E poi c’è la musica: i generi sono sempre stati un criterio di classificazione fondamentale, ma ora paiono caduti in disgrazia, soprattutto tra i giovani. Da cosa deriva questo cambio di marcia? E c’entra qualcosa con le altre battaglie attorno al genere che si combattono nella nostra società?

Come nasce e come (non) muore un genere

Con Giovanni Ansaldo (giornalista Internazionale) – Annarita Masullo (fondatrice The Goodness Factory) – Carlo Corbellini (Post Nebbia, artista) – Auroro Borealo (artista)

Cosa sono esattamente i generi? Chi li ha inventati, e quando? Dove sono i loro limiti?

Attraverso una serie di domande entriamo nel vivo dell’argomento, provando a capire come e perché questa forma di classificazione negli anni si sia rivelata tanto utile per capire e raccontare la musica. Perché nel mondo digitalizzato queste forme di tassonomia si ritrovino sotto attacco, e in che modo possano rivendicare il loro ruolo nel mondo e rompere l’assedio.

Se tutto è pop, niente è pop

Con Vittorio Ondedei (Camillas, artista) – Simone Stefanini (giornalista Rockit) – Laila Al Habash (artista) – Giacomo De Poli (direttore artistico Life Gate Radio) – Marco Villa (Editorial Content Lead Chora Media)

C’era un tempo in cui era semplice stabilire cosa fosse pop: tutto quello che non era qualcos’altro. A ogni genere o sottogenere corrispondevano una cultura o sottocultura, un suono più o meno canonizzato, un’estetica ufficiale. Chi non rientrava in nessuna di queste categorie, adattandosi alla produzione artistica pensata per le masse era pop. Oggi quel mondo non esiste più: il mainstream ha cooptato tutto quanto, ogni cosa è scivolata nel nazionalpopolare. E quelle tre lettere, P O P, sono costrette a ripensare a loro stesse.

La mia band non suona il rock

Con Carlo Corbellini (Post Nebbia, artista) – Alberto Tessariol (fondatore Dischi Sotterranei) – Lucia Santarelli (About Entertainment comunicazione) – Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti, La Tempesta Dischi) – Franz Barcella (Wild Honey Records) – Michele Montagano (V4V Records) – Francesco Vanni (Throw Down Bones, artista)

Il genere che ha segnato un’epoca vive una lunga fase di sonnolenza. vera o presunta? Ok, i Måneskin, ma poi? Un viaggio tra club di provincia, band mai del tutto uscite dai propri garage, piccole etichette e realtà storiche, per capire se chitarre e batterie suscitino ancora il fascino di un tempo. O se quello della rockstar sia definitivamente diventato nulla più di una posa, se è vero che il rock alla fine lo hanno salvato i rapper.

La grande truffa del rap

Con Damir Ivic (giornalista) – Oliver Dawson (fondatore Pluggers) – Bigmama (artista) – Egreen (artista) – Studio Murena (artisti)

Il genere più urgente di tutti, quello nato per strada da chi non aveva mezzi a disposizione, riprendendo un’atavica necessità di esprimersi. Un genere che oggi è egemone su una generazione, quella più giovane, che ha occupato ogni spazio sul mercato, che impone ogni giorno un nuovo record. Rischiando, così, di perdere la propria assenza, di dimenticarsi perché e come è nato. Andiamo dunque a caccia del nucleo incandescente del rap, con i suoi protagonisti.

Itpop History X

Con Giulia Cavaliere (giornalista e scrittrice) – Matteo Zanobini (A & R Picicca) – Matteo Romagnoli (fondatore Garrincha Dischi) – Alberto “Albi” Cazzola (Lo Stato Sociale, artista) – Vittorio Ondedei (Camillas, artista) – Antonio “Gno” Sarubbi (fondatore Maciste Dischi)

Un genere che, forse, non lo è mai stato. Una grande ondata che ha coinvolto, e per molti versi travolto, il nostro Paese per tre o quattro anni, portando sul proscenio artisti, attitudini e istanze un tempo estromesse dal giro che conta. Cosa è stato l’itpop e che peso ha avuto da un punto di vista culturale? In cosa si è evoluto ora? Un caso di studio molto vicino a noi nel tempo e nello spazio, per vedere come ogni genere musicale faccia storia a sé.

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