SPREMUTA D’INCUBO di GIORGIA MASCITTI – INAUGURAZIONE 21 Gennaio 2023 allo SPAZIO SEI di PESCARA

SPAZIO SEI apre la programmazione del 2023 con la mostra SPREMUTA D’INCUBO di Giorgia Mascitti.

In questa sua prima personale, a cura di Marcella Russo, Giorgia Mascitti presenta opere site-specific, lavori che colpiscono lo spettatore per più di una ragione. Per i soggetti, innanzi tutto ma anche per il loro allestimento particolarmente scenografico, che vede le nove grandi carte verticali, scendere dal soffitto e occupare l’intero spazio della galleria. I grandi disegni di grafite invitano lo spettatore ad alzare la soglia di attenzione, stimolando ad un’attenta lettura dei dettagli, che l’artista ha sapientemente disegnato, creando una tensione tra allucinazione e realtà. La serie di opere danno come l’idea di un Dio dal potere assoluto e senza cognizione di causa, dove il caos e l’irrazionalità sono diventati all’improvviso le costanti del mondo.

“Queste grandi carte, che quasi creano una sorta di labirinto, sono popolate perlopiù da personaggi senza volto, strani animali, entità antropomorfe, mostri riconducibili a bestiari medievali anziché contemporanei. “super eroi? Robot? Rottami? Ibridi non meglio definiti, elementi fuoriusciti da videogiochi anni ’80, il tutto incastonato in paesaggi urbani o scorci di natura di mondi surreali ma del tutto verosimili. Sono mondi distopici, in rovina, allucinati, catastrofici, claustrofobici, come già detto, infine, apocalittici, dove la fine appare concretamente imminente.”  Così li definisce M. Letizia Paiato nel suo testo critico dedicato alla mostra.

Il titolo “SPREMUTA D’INCUBO” prende spunto dal saggio “La Pietra della Follia” del cileno Benjamín Labatut, a cui l’opera di Mascitti sembra guardare. Sono molte, infatti, le similitudini e le affinità di concetto fra gli scenari raccontati con le parole da Labatut e quelli descritti nelle immagini dell’artista. Afferma lo scrittore: “Oggi viviamo in un incubo collettivo e paranoico nel quale non possiamo mai essere sicuri di ciò che sentiamo, ascoltiamo, diciamo e addirittura pensiamo. Non abbiamo più accesso al reale. Non dovremmo mai abbandonare i nostri sogni ma anche far tesoro dei nostri incubi, impazzire risulterebbe una risposta adeguata alla realtà, verità e follia potrebbero essere sintomi della stessa malattia, e che il prezzo che paghiamo per la conoscenza è la perdita della nostra capacità.”

La mostra è accompagnata da un testo critico di Maria Letizia Paiato.

Giorgia Mascitti, è nata a San Benedetto del Tronto (Italia) nel 1995. Attualmente vive e lavora a Pescara. Dopo il conseguimento del diploma di Secondo Livello in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata, inizia a esporre in varie mostre collettive fra spazi pubblici e privati, oltre a partecipare a residenze e premi. Fra le collettive si segnalano: UPCYCLE, Ambasciata Italiana a Berna (CH) 2022, fase finale della Residenza delle arti a cura di Antonello Tolve e Silvio Mignano; Fantasie di avvicinamento, Museo Crocetti, Roma 2022; Giardini dell’arte IV ed., Yag Garage, Pescara 2021 (vincitrice nel 2020 della sezione Arti Grafiche); Ritratto a mano 6.0 (RAMO) residenza d’artista con Francesco Arena e a cura di Giuliana Benassi, Giuseppe Pietroniro e Angelo Bucciacchio, Giulianova (TE) 2021; Come se il tempo si fosse tutto rannicchiato, da dietro in avanti e da avanti all’indietro, Galleria Centometriquadri, Santa Maria Capua Vetere 2020; 69^ Premio G.B. Salvi, Sassoferrato, Ancona 2019. Dal 2022 fa parte del gruppo OMAR, un organismo che vive di imprevedibilità intervenendo in spazi non adibiti all’arte. Fra le iniziative di OMAR: Omar al Trullo, a cura di MIXTA, Francavilla Fontana, (BR); Omar da Mauro, a cura di Omar, Roma.

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