Torna la bella stagione e tornano anche i droni “guardoni” in riva al Mincio. Nulla di straordinario se i “piloti” si limitassero ad osservare, tramite la telecamera installata sui droni, le bellezze che offrono le Valli del Mincio.
Invece, non soddisfatti, spostano l’obiettivo soprattutto sui giardini privati, arrivando fino a bassa quota e davanti alle finestre delle case, ledendo in questo modo, la privacy dei residenti.
I residenti che si avvicinano ai “piloti” dei droni chiedendo se hanno il patentino specifico e se sono autorizzati dal Parco del Mincio, rispondono tutti nello stesso modo: è solo un giocattolo, e poi, si allontanano dal luogo.
A tale proposito va ricordato che in base al Regolamento UE, il trattamento dei dati personali da parte di soggetti privati che utilizzano i droni con fini ludico-ricreativi o da parte di Enti pubblici che li utilizzano per scopi professionali, è ammesso solo previo consenso dei soggetti interessati.
Il drone in volo non deve invadere gli spazi personali altrui: più nel dettaglio, non deve riprendere – e diffondere – immagini che contengono dati personali come targhe di macchine e indirizzi di casa. Le riprese che violano gli spazi privati altrui (riprendendo, ad esempio l’interno delle abitazioni oppure il giardino) sono da evitare, per non incorrere in pesanti sanzioni penali.
