Se l’arte ha tra le sue prerogative la “condivisione degli spazi”, il restauro di Palazzo Guarienti a Valeggio sul Mincio non ha solo riportato il piano nobile al suo originario splendore, ha anche riaperto le sue porte per innescare delle feconde relazioni tra le discipline artistiche.
Partendo da questo sunto, l’amministrazione comunale e l’associazione Pro Loco di Valeggio, promuovono a Palazzo Guarienti la mostra “Una questione di spazi”, che sarà inaugurata venerdì 22 settembre alle 18:30.
L’esposizione, a cura di Alberto Zanchetta e organizzata su impulso della consigliera delegata alle attività culturali Serena Parolini e da Andrea Tonolli, persegue l’obiettivo di valorizzare la prassi pittorica di Gabriele Arruzzo, caratterizzata dalla tracotanza dei dettagli che rimandano alle variegate fonti iconografiche di cui si compone ciascun dipinto. L’artista saccheggia la storia dell’arte per riassemblarla in un complesso e labirintico ordito visivo; nel frenetico stratificarsi di segni, simboli e significati, la superficie si riempie di forme e colori, fino a creare un horror vacui che aggrega e disgrega di continuo le immagini.
Oltre ad Arruzzo, spazio anche alle opere di Umberto Chiodi che padroneggia le tradizionali tecniche pittoriche con una spiccata predilezione per il disegno. Con un preciso controllo del segno e dello spazio, l’artista produce “capricci” e “grottesche” che sembrano confluire in un torbido incanto e inganno. I disegni manieristici di Chiodi sono l’espressione di una contemporaneità in cui la natura e la macchina, la paura e la seduzione, l’incredulità e la crudeltà si compenetrano.
Ci saranno anche le sculture di Nero/Alessandro Neretti che ricorrono al bric-à-brac, ma dietro il loro fascino dimesso e quasi derelitto si nasconde una sagace, quanto smaliziata, dimestichezza.
Attraverso la dissezione di opere inanimate, l’artista vuole indovinare quale sia il carattere meraviglioso della creazione, ragion per cui le sue ceramiche si rendono passibili di un accanimento destinato a violare la sacralità dell’arte e così pure il mistero della vita.
La mostra sarà visitabile, oltreché nella giornata inaugurale di venerdì 22 settembre dalle 18.30 alle 20.30, sabato 23 e domenica 24 settembre e sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.
“Siamo orgogliosi di ospitare a Palazzo Guarienti recentemente restaurato una nuova mostra d’arte contemporanea – dichiara la consigliera delegata alle attività culturali del Comune di Valeggio Serena Parolini –. Le opere in esso collocate instaurano così un sistema relazionale con ciò che le circonda e con chi le andrà a osservare, creando un rapporto di scambio reciproco e dando identità al luogo ricco di storia che le ospita”.
Sulla scia di Parolini il sindaco di Valeggio Alessandro Gardoni: “Palazzo Guarienti è un fiore all’occhiello della nostra comunità, il luogo ideale per far sì che le migliori energie artistiche e culturali del nostro territorio si moltiplichino in una logica di attrattività e socializzazione. Avevamo promesso di restaurare il piano nobile del palazzo per renderlo maggiormente fruibili ai cittadini – chiosa Gardoni – la fine dei lavori e la conseguente organizzazione di pregevoli iniziative culturali come questa mostra dimostrano ancora una volta la concretezza delle nostre azioni”.
