Provincia di Mantova e Agire hanno presentato il progetto HYMANTOVALLEY: 16 partner di 4 paesi europei e un budget di 9 milioni di Euro

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HYMANTOVALLEY è un progetto che si inquadra nel contesto del più ampio programma di sviluppo di una Hydrogen Valley in provincia di Mantova, basato sul porto fluviale di Valdaro, la relativa piattaforma logistica e un funzionale sistema di trasporto trimodale (acque interne, ferrovia, gomma) che sfrutta la posizione strategica del polo, al centro dell’Italia settentrionale e vicino a due corridoi delle Reti di Trasporto Trans europee (TEN-T). Il valore totale degli investimenti previsti, alcuni dei quali già in corso, è di circa 75 milioni di euro (la proiezione arriva a un centinaio), finanziati in parte dall’UE attraverso vari Programmi, tra i quali l’Interregional Innovation Investments Instrument (I3).

In quest’ambito si inserisce HYMANTOVALLEY, progetto triennale che terrà il primo “partner meeting” internazionale a Mantova dal 2 al 4 ottobre 2023, coinvolgendo 16 partner di 4 paesi europei (Austria, Belgio, Italia e Olanda), con un budget totale di circa 9 milioni di Euro, cofinanziati al 70% da fondi europei.

Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi alla Casa del Mantegna, sono intervenuti il presidente della Provincia Carlo Bottani, l’amministratore unico di Agire (società in-house della Provincia per la gestione delle energie rinnovabili) Nicola Sodano, Fabrizio Cardilli, hydrogen project development director del Gruppo Sapio, e Maurizio Migliarotti, direttore generale di Confindustria Mantova.

Sodano ha introdotto il progetto, puntualizzando che “Agire ufficializza di essere con i fatti punto di riferimento nella nostra provincia per la promozione di un vettore energetico come l’idrogeno verde, che per molti rappresenta il futuro ma che a Mantova, ambiziosamente, è già il presente: una sfida di enorme potenzialità al servizio per le imprese e per gli enti locali della comunità provinciale”. L’attrattività del territorio passa attraverso azioni concrete e lo sviluppo di una valle dell’idrogeno – una delle prime in Europa – si muove in questa direzione, grazie ad partner di alto profilo. Partecipano infatti al progetto, accanto agli enti pubblici, soggetti privati specializzati nella produzione e nello stoccaggio di energia, aziende della logistica, università e centri di ricerca tra i più importanti a livello italiano e internazionale. Cita espressamente Sapio e Renhive/Renovo, sottolineando poi che “l’idrogeno è un vettore energetico strategico per garantire la transizione energetica ad un’economia sostenibile, poiché può essere prodotto con fonti totalmente rinnovabili ed evitare le emissioni di gas climalteranti al momento del suo utilizzo in vari contesti, dall’industria pesante ai trasporti a lunga percorrenza”. Il progetto, come detto, prevede investimenti per circa 9 milioni di euro ed è cofinanziato al 70% dall’Unione Europea attraverso il Programma I3 (Investimenti per l’innovazione interregionale, gestito da EISMEA Agenzia esecutiva del Consiglio europeo per l’innovazione e delle piccole e medie imprese). L’obiettivo è sviluppare alcuni aspetti della Hydrogen Valley mantovana, ottimizzando la produzione e lo stoccaggio dell’energia elettrica rinnovabile, la conversione in idrogeno verde, la distribuzione e lo stoccaggio anche in funzione de molteplici utilizzi virtuosi che il polo logistico di Valdaro può offrire, come l’impiego diretto per alimentare treni, navi o mezzi stradali pesanti. “Lo studio di modelli di business dedicati, di nuovi possibili utilizzatori e della replicabilità del modello ad altre realtà europee, così come la creazione di un hub di ricerca in tema di idrogeno completano le attività di progetto”. Sodano illustra infine il programma del meeting del 2/3/4 ottobre prossimo, in programma presso il Conservatorio Campiani. “Sarà la prima occasione di incontro in presenza tra tutti i partner coinvolti, fondamentale per revisionare insieme e coordinare le attività da svolgere, suddivise in 8 sessioni”.

L’ing. Fabrizio Cardilli, per Sapio, ha sottolineato che il progetto farà di Mantova un punto focale nella catena di produzione di idrogeno: sviluppo di know how, stoccaggio e distribuzione da concretizzare attraverso pipeline e movimentazione logistica, con ampie ricadute sul territorio. “Si favorirà la transizione energetica delle aziende, sostituendo il metano con idrogeno RFBNO (rinnovabile di origine non biologica)con orizzonte il 2030. Mantova sarà “un polo di sviluppo tecnologico in grado di gestire la catena di produzione e distribuzione, progettando anche lo sviluppo della domanda sfruttando il posizionamento strategico del territorio”.

Maurizio Migliarotti, direttore generale di Confindustria Mantova, ha evidenziato che “la condivisione del percorso da parte nostra è iniziata già oltre un anno fa, con una formale lettera di supporto. Si tratta di un programma ambizioso, perseguibile attraverso una visione e un progetto” che le difficoltà estreme degli ultimi anni (crisi economica, la pandemia, la guerra in Ucraina con i conseguenti aumenti vertiginosi del costo dell’energia) hanno reso più complesso, ma che prosegue nella concretezza dei vari step. Da parte sua, Confindustria porterà HYMANTOVALLEY nei Distretti della provincia per illustrarne gli ambiti e la portata.

Sollecitati da Sodano, sono intervenuti dalla platea l’assessore Murari del Comune di Mantova (“E’ un progetto strategico, in grado di saldare i temi della competitività industriale e della decarbonizzazione, in funzione di una indifferibile sostenibilità ambientale”) e Stefano Arvati (Renovo, per Renhive: “Mantova davvero può diventare il pivot europeo di questo settore di mercato, grazie a partnership e collaborazioni importanti: un Paese come il nostro, le cui risorse energetiche dipendono dall’estero, con questo progetto ha una grande opportunità, che consentirà ad aziende e famiglie di guardare al futuro con maggiore serenità”).

Il presidente della Provincia Carlo Bottani ha concluso la serie degli interventi elevando Mantova a “capitale nazionale dell’idrogeno” già dai prossimi giorni, quando il Conservatorio sarà teatro di una serie di sessioni operative che coinvolgeranno partner di prestigio, a partire dalla Fondazione Bruno Kessler. Mantova, Valdaro e la provincia si candidano a modello di respiro europeo (verosimilmente si tratterà della più grande hydrogen valley italiana) come centro di sviluppo del know how, produzione, distribuzione e logistica nella filiera delle energie rinnovabili. “Giusto ieri parlavo con il governatore Fontana di treni a idrogeno”, ha commentato Bottani, compiacendosi della rete di collaborazione che si sta consolidando tra enti e aziende, pubblico e privato. “Ben venga il fondamentale supporto di Confindustria, grazie alla quale le istituzioni sono in condizione di mettere a fattor comune il mondo imprenditoriale e i Distretti”.

Le attività di questo primo incontro sono coordinate, così come l’intero progetto, dalla Provincia tramite Agire, Agenzia per la Gestione Intelligente delle Risorse Energetiche, costituita nel 2006 proprio per sviluppare sul territorio mantovano best practices e tecnologie innovative in tema di efficienza energetica, utilizzo delle fonti rinnovabili e riduzione degli impatti ambientali, ricercando finanziamenti europei e agevolando la collaborazione tra pubblico e privato. Il kick off meeting si concluderà con una visita tecnica dei partner progettuali alle aree di Valdaro: in particolare, ai siti destinati alla produzione di energia elettrica rinnovabile fotovoltaica, alla produzione di idrogeno presso Sapio, e all’utilizzo nel centro logistico intermodale che ruota intorno al porto. Il meeting sarà strettamente operativo e a porte chiuse, riservato ai partner, con due sole eccezioni: l’avvio dei lavori e la relazione introduttiva, aperti a stampa, istituzioni e operatori del settore nel primo pomeriggio del 2 ottobre; e un punto stampa conclusivo, al termina della visita guidata a Valdaro nella mattinata del 4 ottobre.

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