«La biosicurezza è un aspetto fondamentale nella vita di un allevamento, e soprattutto in questo momento di emergenza dobbiamo sforzarci tutti di rispettare al meglio le norme prescritte. Ne va della sopravvivenza delle nostre aziende».
Queste le parole, pronunciate dal presidente della sezione suinicola di Confagricoltura Mantova Ferdinando Zampolli, al termine del seminario “La biosicurezza degli allevamenti suini”, andato in scena nel pomeriggio di martedì all’interno della sede di Confagricoltura Mantova.
Oltre 70 gli allevatori presenti (sala sold out), e un unico tema dominante: l’emergenza Psa, che ha rischiato di penetrare all’interno della nostra provincia a causa di un carico di suinetti, giunto a Solarolo di Goito, provenienti da un allevamento pavese, poi risultato positivo al virus: «Il pronto intervento delle autorità competenti – prosegue Zampolli – ha scongiurato il rischio di un focolaio. L’allevamento è stato depopolato, misura necessaria per evitare il diffondersi della patologia».
A relazionare sullo stato dell’arte è stato il dottor Vincenzo Traldi, del Dipartimento Veterinario dell’Ats della Val Padana, che ha risposto alle numerose domande dei presenti e ha invitato tutti al massimo rispetto delle norme di biosicurezza: «Fondamentale soprattutto prestare attenzione ai soggetti esterni che entrano in azienda, dai mangimisti fino ai veterinari, passando per elettricisti o meccanici. Dobbiamo tenere altissima l’attenzione, e operare disinfezioni massicce su mezzi e persone che accedono all’allevamento».
Al termine del seminario è stato rilasciato un attestato di partecipazione, uno dei requisiti peraltro relativo alle norme di biosicurezza in allevamento.
