APAM, INCIDENTE NEL DEPOSITO DI VIADANA: Chiarimenti sull’accaduto che ha coinvolto un bus al termine del servizio

Prima di tutto, APAM ci tiene a chiarire qual è stata la dinamica dell’accaduto.

Alla luce della grande risonanza mediatica creatasi attorno al piccolo incidente avvenuto nella giornata di giovedì 19 all’interno del deposito autobus di Viadana, risulta doveroso fare chiarezza sull’accaduto per dare la giusta dimensione all’evento ed evitare che si creino facili e inopportuni allarmismi che possano generare preoccupazioni, soprattutto tra le famiglie che utilizzano quotidianamente il servizio APAM.

Prima di tutto, APAM ci tiene a chiarire qual è stata la dinamica dell’accaduto.

L’autista – una persona al servizio di APAM da alcuni anni, che si è sempre dimostrata seria, professionale e affidabile – alle ore 14:00 stava rientrando nel deposito dopo aver terminato il servizio ma, a causa della presenza di acqua sulla pavimentazione (provocata dalle condizioni meteorologiche avverse della giornata di ieri) e di una errata valutazione degli spazi di frenata, veniva urtato inavvertitamente un muretto di tamponamento, i cui mattoni sono caduti sopra due auto.

A tal proposito, è bene specificare che l’intera struttura di Viadana – come tutti i depositi che si trovano all’esterno della città – e proprietà di un privato, che affitta gli spazi ad APAM. Tali strutture nascono per ricoverare i mezzi che terminano il proprio servizio in località lontane dalla città, in quanto sarebbe controproducente e del tutto antieconomico farli rientrare presso la sede centrale di Mantova. Ad oggi APAM gestisce una decina di depositi esterni, in provincia di Mantova e Brescia, di dimensioni differenti a seconda delle caratteristiche del servizio nelle varie zone periferiche. A Viadana il deposito viene dunque utilizzato come semplice ricovero dei mezzi, e non è uno spazio di lavoro. Vi accedono i soli autisti per la presa in servizio.  

Fatta eccezione per l’autobus e le due auto coinvolte, non si registrano ulteriori danni.

Naturalmente l’autobus – di marca Iveco e di 4 anni di età – è stato tempestivamente condotto presso l’officina della sede di Via dei Toscani a Mantova al fine di essere sottoposto a tutti gli accertamenti del caso – soprattutto per quanto riguarda l’impianto frenante –  che hanno confermato come il mezzo fosse perfettamente funzionante e come, di fatto, si sia trattato di un errore umano, di cui lo stesso autista si è immediatamente reso conto ed è stato dunque il primo a dispiacersi, porgendo le proprie scuse all’azienda.

Si ricorda che tutti gli autobus sono sottoposti a revisione annuale da parte della Ispettorato della Motorizzazione Civile che verifica e certifica il corretto funzionamento di tutti gli organi di sicurezza.

Si ricorda inoltre che Apam esegue oltre 1500 corse al giorno, corrispondenti ad oltre 9 milioni di kilometri all’anno, e possiede un parco mezzi di circa 300 veicoli, con un’età media urbana di 7 ed extraurbana di 9 anni.

Va infine detto che incidenti analoghi a quello accaduto ieri, dovuti a manovre parzialmente errate interne ai depositi aziendali, sono del tutto sporadici.

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