Inaugura domenica 3 dicembre alle ore 17:00 presso il Museo diocesano Francesco Gonzaga Never ending, una personale di Luca Freschi a cura di Giovanni Gardini e don Stefano Savoia.
Tra i lavori principali di Freschi, artista che ha fatto della ceramica il suo mezzo espressivo privilegiato, si segnalano i “Pavimenti d’ombre”, visioni intense dai toni talvolta drammatici, le “Cariatidi”, moderni obelischi che puntano al cielo ed i “Breviari”, quasi degli ex-voto, nei quali il suo linguaggio si fa più rarefatto e poetico. «Luca Freschi – come si legge nel testo critico di Giovanni Gardini edito per Il Rio Edizioni – è un artista instancabile. Varcare la porta del suo studio/laboratorio significa entrare in una dimensione in cui il mestiere dell’arte è esperienza creativa quotidiana, lavoro indefesso in cui nulla è lasciato all’improvvisazione.

Accanto ad opere finite altre sono in lavorazione, in un continuo ed inarrestabile processo di sperimentazione verso soluzioni sempre nuove. Le sue sculture nascono per giustapposizione, da un sapiente esercizio in cui forme e cromie trovano nel loro equilibrio una piena realizzazione. Non c’è opera che si sottragga a questa regola ferrea in cui le singole scelte compositive sono quanto mai decisive ed esigenti».

Il ricco vocabolario iconografico di Freschi accoglie continuamente nuovi oggetti, il più delle volte appartenenti alla quotidianità e spesso legati all’immaginario personale dell’artista, per rileggerli in una dimensione atemporale e profondamente simbolica, dai forti accenti spirituali.
La mostra, che vede allestite in un intenso dialogo la collezione permanente del Museo Diocesano e una serie di sculture in terracotta policroma realizzate tra il 2017 e il 2023,prevede anche due installazioni site specific nella Basilica concattedrale di Sant’Andrea, pensate appositamente per il tempo di Avvento: il San Giovannino, che presenta la figura del Precursore, e la Cariatide Civetta, dove la civetta assurge a modello della sentinella che nella notte attende l’aurora.
La mostra, organizzata dal Museo diocesano Francesco Gonzaga di Mantova e dalla casa editrice Il Rio, vede la partecipazione della Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia e ha il patrocinio di AMEI, Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani, del Rotary Club di Mantova e dell’Associazione Isacco di Mantova.
La mostra rimarrà aperta dal 4 al 31 dicembre 2023 negli orari indicati dalle rispettive sedi.

Museo diocesano Francesco Gonzaga
Piazza Virgiliana 55, Mantova
Orari di apertura: mercoledì-domenica 9.30-12.00 | 15.00-17.30, chiuso a Natale
www.museofrancescogonzaga.it



Basilica concattedrale di Sant’Andrea
Piazza Mantegna, Mantova
Orari di apertura: lunedì-domenica 8.00-19.00, durante le celebrazioni non sono consentite visite
parrocchiasantanselmomantova.it
La monografia. La nuova monografia Luca Freschi. Never ending, firmata da Giovanni Gardini e pubblicata da Il Rio Edizioni, mette a fuoco le radici – culturali e materiali – del lavoro dell’artista, prendendo in esame i cicli più recenti del lavoro di Freschi: si passa dai “Pavimenti d’ombre” alle “Cariatidi”, dalle “Vanitas” alle “Archeologie”, fino ai “Breviari”, concepiti quali sintesi della ricerca e concepiti per ospitare, all’interno del retro delle cornici, questo libro.
Luca Freschi (1982) vive e lavora a Meldola (FC). Dopo la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna “sezione Pittura”, ha intrapreso una ricerca basata sull’alterità della figura umana, sulla memoria personale e collettiva tramite l’utilizzo della tecnica del calco. Tra le esposizioni in Italia e all’estero ricordiamo almeno quelle al Museo Ebraico di Bologna e al Museo Nazionale di Ravenna, oltre alle numerose rassegne personali e collettive in gallerie, tra cui spiccano Bonioni Arte (Reggio Emilia), UMA Gallery (Novara), Galleria Gagliardi (San Giminiano) e Galleria Lucia Dueña (Oviedo-Spagna). Alcune delle sue opere sono state vincitrici di premi nazionali e acquisite in collezioni pubbliche italiane e spagnole.
La rassegna al Museo diocesano Francesco Gonzaga non prevede, come di consueto, l’allestimento delle opere in una o più sale dedicate, ma il dislocamento delle sculture lungo il percorso museale, mettendo così in dialogo le opere di Freschi con i capolavori del museo, evidenziando il senso di classicità che permea le ceramiche dell’artista romagnolo.

Questo senso di continuità con le radici culturali del Rinascimento sarà reso ancor più evidente dalla collocazione di alcune opere all’interno della basilica concattedrale di Sant’Andrea; qui, nel capolavoro di Leon Battista Alberti, e in particolare nella cappella funeraria di Andrea Mantegna, decorata da due pale del maestro padovano e dagli affreschi del giovane Correggio, troverà posto un San Giovannino di Freschi, realizzato a partire da un calco di attribuzione donatelliana.
A gennaio 2024, la mostra di Mantova si trasferirà a Barcellona, dove le opere di Freschi saranno esposte al MEAM – Museo Europeo d’Arte Moderna e all’interno della cattedrale del capoluogo catalano. La rassegna mantovana è accompagnata da una monografia edita da Il Rio e firmata da Giovanni Gardini.
Giovanni Gardini, impegnato nella ricerca e nella divulgazione del patrimonio artistico con una particolare attenzione alla tradizione iconografica cristiana, è curatore di mostre e di cicli di conferenze; ha inoltre al suo attivo numerosi articoli e saggi. È vicedirettore del Museo Diocesano di Faenza e direttore della Raccolta Lercaro di Bologna.
Stefano Savoia è laureato in Architettura ed è presbitero della diocesi di Mantova, presso cui ricopre gli incarichi di rettore della basilica concattedrale di Sant’Andrea, delegato vescovile per la pastorale della cultura, direttore ad interim del Museo diocesano Francesco Gonzaga e direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali ecclesiastici.





