FAUSTO SALOMONI presenta il suo libro MANTUA ME GENUIT alla sala civica di San Prospero

Attrezzi, arnesi, utensili e il patrimonio culturale della civiltà contadina mantovana tra immaginario popolare, fede e superstizione.

Il Comune di Suzzara ospita, presso la sala civica di San Prospero, la presentazione di Mantua me genuit, enciclopedia popolare della civiltà contadina del mantovano che sta riscuotendo molti consensi.

Fausto Salomoni, artista e ricercatore, ha catalogato centinaia di attrezzi di uso comune, nei campi come per uso domestico, con descrizioni in dialetto e traduzione. Troviamo nel libro anche una lunga sezione di proverbi popolari, tradizioni, consigli utili e usi che un tempo costituivano il sapere unico e autentico di queste terre.

Con l’autore dialogano Stefano Mantovani e Davide Prandini.

Sabato 23 marzo, ore 17:00 San Prospero di Suzzara, Sala Civica, via Zara Chiaviche 4

La millenaria civiltà contadina, nel nostro Paese, iniziò il suo inarrestabile declino a partire dai primi decenni del Novecento, e poté considerarsi conclusa in coincidenza del boom economico, con lo spopolamento delle campagne e la progressiva innovazione tecnologica. Nel Mantovano, terra agricola e popolare, i cui eroi dei campi erano già cantati dal sommo Virgilio duemila anni fa, i segni di questo vissuto sono particolarmente evidenti.
Fausto Salomoni ci offre, in questo volume, una fondamentale testimonianza di questo straordinario passato, con un racconto che si dipana su un binario doppio: da un lato troviamo una vera e propria enciclopedia degli attrezzi agricoli e di uso domestico che ricostruiscono visivamente la vita quotidiana di tutte le famiglie che vivevano in campagna, nelle corti così come nei piccoli paesi;  troviamo altresì una lunga sequenza di proverbi popolari, tradizioni, consigli utili e usi che ai nostri occhi contemporanei possono sembrare superstizioni ma che fino a non troppo tempo fa costituivano il sapere unico e autentico, oggi perduto, di gran parte degli abitanti di queste terre.
Non da ultimo, le descrizioni e i testi fanno largo uso del dialetto mantovano poiché quella era la lingua corrente: un altro, importante lascito della ricerca di Fausto Salomoni, in questo libro prezioso.

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