Francesco Del Prete – “Divertissement” il nuovo album uscito mercoledì 22 febbraio 2024 per la label Filibusta Records in tutti gli store digitali
Il nuovo album di Francesco Del Prete, “Divertissement”, in uscita per Filibusta Records (distr. digitale Believe, distr. fisica IRD) fuori venerdì 22 marzo 2024. Divertissement è un disco di undici composizioni originali, eterogeneo per ispirazione e argomenti affrontati – arte, letteratura, fumetti, danza, movimento e velocità, sentimenti, passato e nostalgia, attualità – e per generi musicali trattati ed espressi in una chiave molto personale dall’artista – swing, rock, prog, balcan, classico, pop – ma con l’intento di tracciare un percorso trasversale coerente e sincero allo scopo di indagare ed approfondire la mia poetica personale.
“Il titolo Divertissement – spiega Francesco Del Prete – ha per me un duplice riferimento: in musica classica indica generalmente un brano strumentale dal carattere scorrevole e leggero in voga nella seconda metà del sec. XVIII; al contempo, volutamente, allude anche al concetto di “divertimento”, dal latino di-vèrtere che vuol dire volgersi altrove, deviare in direzione opposta. Ed è esattamente quel che ho fatto io dopo l’uscita, poco più di un anno fa, del mio ultimo disco “Rohesia ViolinOrchestra” dedicato al connubio tra vino e violino: forte è stata l’esigenza di dirigere altrove il mio sguardo, la mia attenzione per tentare di allargare il mio spettro sonoro attraverso la ricerca di nuove soluzioni timbriche, nuove melodie, nuovi e più mirati arrangiamenti ed espedienti ritmico-percussivi, concretizzati ed eseguiti sempre e solo al violino secondo la procedura che porto avanti già da diversi anni, ViolinOrchestra, un’intera orchestra con un solo violino a cinque corde. E anche questa volta è stato un piacere ed un onore coinvolgere amiche ed amici musicisti eccezionali che coi propri strumenti e competenze hanno impreziosito le mie note: arpa, tromba, pianoforte, violoncello, sassofono, voce, sintetizzatori chiamati a confrontarsi con le mille voci ed espressioni del mio violino”
Francesco Del Prete: violini acustici/elettrici, viole (1,3,5,6,8), pianoforte (4), composizioni, arrangiamenti
Marco D’Agostinis: co-arrangiamenti ritmica, recording, mixing e mastering presso NoFakeRecords
Tracklist: A perdifiato / Donkey Shot / Lindy Hop nella nebbia / Coeur Manouche / Di lei / Allure / Rat-man / La Regina disadorna / Caffè shakerato / Brigitte / Rivers in reverse
Francesco Del Prete – bio: Laureato a pieni voti in violino classico e musica jazz rispettivamente nei conservatori di Lecce e Monopoli. Perfeziona la sua preparazione tecnico-artistica col M° Ilya Grubert, Paolo Di Sabatino, Roberto Ottaviano, Marco Di Battista, Didier Loockwood. Membro di Arakne Mediterranea, Nidi D’Arac, Manigold, Ensemble La Notte della Taranta (per cui collabora con Stewart Copeland, Dalla, De Gregori, Pelù, Teresa De Sio, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Ares Tavolazzi, Battiato, Ambrogio Sparagna, Lindo Ferretti, Cristicchi) e fondatore di Demotika Orkestar, Tarantula Rubra, Respiro, Corpi D’Arco, con cui vince e si fa notare in manifestazioni e concorsi come: l’Artista Che Non C’era, Premio Lunezia, Biella Festival, Musica Controcorrente, Limatola Festival, Premio Civilia, Suoni&Rumori Festival, Cool Movement, Premio Carratta, Elba Jazz, Folkontest. Si esibisce in Giappone, Francia, Slovenia, Polonia, Germania, Grecia, Svizzera. Dischi editi: “Corpi d’Arco” (2009), “A forma di ali” (2015), “unPOPositivo” (2019), “Jungle Gum” (2021), “Cor Cordis” (2021), “Rohesia ViolinOrchestra” (2022) sfruttando al massimo potenzialità e risorse nascoste del suo violino a 5 corde utilizzato come lente interpretativa di tutto ciò che lo circonda, per rivelare la realtà che vive oltre la superficie delle cose. Il nuovo album esce con l’etichetta romana Filibusta Records.
Discografia
Corpi d’Arco (2009)
A forma di ali (2015) – progetto RESPIRO
unPOPositivo (2019) – progetto RESPIRO
Jungle Gum (2021) – progetto RESPIRO
Cor Cordis (2021)
Rohesia ViolinOrchestra (2022)
Donkey Shot (2023, singolo, Filibusta Records)
Lindy Hop nella nebbia (2024, singolo, Filibusta Records)
Coeur Manouche (2024, singolo, Filibusta Records)
Divertissement (2024, album, Filibusta Records)
Francesco Del Prete
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Descrizione dei brani
A perdifiato: Il disco si apre con una metaforica rappresentazione in musica di una veloce corsa inquieta, a parer mio indispensabile in alcuni momenti della propria vita per lasciarsi alle proprie spalle quel che non funziona o che non riteniamo giusto, se alla fine non possiamo cambiarlo. Un atto sicuramente essenziale, salutare, terapeutico ma che in fondo lascia comunque degli inevitabili strascichi malinconici.
Donkey Shot: Il titolo è un calembour, un gioco di parole il cui significato rimbalza tra il riferimento a Don Chisciotte, la più luminosa metafora di fantasia ed invenzione presente nell’immaginario collettivo, e la relativa traduzione letterale dall’inglese, “il colpo dell’asino”, un animale che secondo me merita di essere riabilitato dagli errati luoghi comuni che lo definiscono: non più pigro e testardo bensì resistente, paziente, determinato e caparbio. Ecco dunque che il brano, eseguito con il prezioso apporto dell’esuberante tromba di Alessandro Dell’Anna, diventa un inno dedicato agli artisti in generale e ai musicisti in particolare, esortati a conservare fantasia e tenacia indispensabili per poter emergere e far sentire la propria voce originale in quest’Italia odierna capace di sostenere, a torto, che “con la cultura non si mangia”.
Lindy Hop nella nebbia: Da qualche anno assiduo frequentatore delle sale di Lindy Hop, un ballo swing afroamericano, ho scritto un brano ispirato alle suggestioni dello stesso: attraverso il fondamentale contributo al pianoforte del puntuale Emanuele Coluccia, immaginate due Lindy Hoppers intenti a roteare, saltare e danzare nella nebbia, metafora di difficoltà e tribolazioni della vita.
Coeur manouche: Questo brano è l’ennesima testimonianza, presente nel disco, della mia sconfinata passione nei confronti dello swing e di come il violino possa esserne assoluto protagonista: una scrittura semplice e divertente ma diretta ed efficace arricchita dalla potente e sensuale interpretazione vocale di Francesca Occhineri.
Di lei: Di Lei respiro e so già in un istante luci e oscurità,
Di Lei il mio corpo sa già tenere a mente luci e oscurità.
Così recita il ritornello cantato di questo brano scritto parecchi anni or sono e che ora presento in una nuova versione strumentale più rock.
Allure: Nella sua versione francese il titolo vuol dire “portamento signorile, camminata elegante”; la voce inglese allure significa invece “attrazione, tentazione”. Il brano è un mix di queste due interpretazioni ed è una delicata dedica ad un sentimento vissuto sulla propria pelle. Ospiti coinvolti per impreziosire le mie note: Anna Carla Del Prete al violoncello e Filippo Bubbico ai synth.
Rat-Man: Il brano è uno storto omaggio in 7/8 a Rat-man, il supereroe con le orecchie da ratto e il muso da scimmia protagonista di un’omonima serie a fumetti italiana creata da Leo Ortolani nel 1989. Il fumetto nasce come parodia dei supereroi americani in generale e di Batman in particolare, ma il suo autore, grazie a fantasia e poetica non comuni, riesce ad approfondirne la personalità all’interno di mille trame sempre più articolate ed elaborate. La presenza dello straordinario violinista jazz Joao Silva mi permette di arricchire voci e timbri violinistici del brano sì da presentare e raffigurare coi suoni le varie sfaccettature del protagonista della storia.
La Regina Disadorna: Questa traccia, immaginata come una sorta di preghiera, è liberamente ispirata all’omonimo romanzo pubblicato nel 1998 da Maurizio Maggiani ed alle contrastanti e variegate sensazioni che mi ha trasmesso: un prete ragazzo e una regina bambina sono i protagonisti, all’inizio del secolo scorso, di una delicata avventura che ha come sfondo prima l’ambiente operaio del porto di Genova e successivamente quello solennemente primitivo di un’isola sperduta nel Pacifico. Innocenza, giovinezza e speranza da una parte e dall’altra invece la prepotenza delle vicende storiche che influenzano le azioni umane, l’ingerenza e le inevitabili ferite del caso a fare da cornice e scenario agli eventi di cui sono protagonisti un giovane ed insolito sacerdote e la giovanissima regina disadorna. All’arpa il delicato intervento di Angela Cosi a sottolinearne delicatezza e fatalità.
Caffè Shakerato: A tutti gli effetti un veloce divertissement la cui idea iniziale, nata per gioco armeggiando e divertendomi con violino e pedaliere, testimonia la mia passione per la musica prog.
Brigitte: Il brano rappresenta il tentativo di orchestrare e mettere in musica l’omonima e immaginaria modella, enigmatica e magnetica, rappresentata in numerosi quadri dipinti dall’artista salentino Alessandro Zenok, che la presenta così: “Icona di stile e di femminilità, Brigitte non corrisponde ai canoni classici e collettivi di bellezza: il naso imponente ed arcuato, l’enorme occhio languido e i fianchi formosi la rendono però unica, un’ammaliante seduttrice che si svela con sapiente e misurata maestria. Gli abiti raffinati che mettono in risalto il collo sottile e le spalle, gli ampi cappelli a tesa larga che in parte ne nascondono il viso, lo sguardo ora distratto ora malizioso, la ricercatezza dei gioielli e del trucco rivelano la cura con cui si è preparata all’appuntamento. Brigitte sembra volerci guidare nel gioco della seduzione per svelarcene il fascino; ci osserva silenziosa domandandosi, forse, se ci abbandoneremo con la fantasia alla bellezza o se sceglieremo di cogliere quelle verità spesso taciute che appartengono tanto al suo mondo quanto al nostro: la fragilità nascosta dietro al velo della vanità, l’incessante ricerca dell’altro e il timore del suo giudizio, la malinconia e la struggente solitudine dei momenti di attesa”. L’inconfondibile e ricercato polistrumentista Emanuele Coluccia al sax soprano completa questo quadro di umana esistenza.
Rivers in reverse: Lo spunto per il titolo nasce dall’effetto elettronico reverse applicato alla traccia di violino armonico che copre tutto il brano: questo dà la possibilità di riprodurlo al contrario, reversato appunto, con un originale risultato ritmico-timbrico molto particolare e capace di creare un’atmosfera intrigante e suggestiva su cui dipanare un tema etereo; il pretesto rewind è appropriato per comunicare nostalgia e desiderio di tornare indietro nel tempo, magari per cambiare qualcosa che non è andato per il verso giusto, contribuendo così a chiudere il cerchio aperto col primo brano del disco. A Lara Ingrosso, in arte Arale, è affidato l’appropriato arrangiamento elettronico del brano.
