MoCA Shanghai presenta TRAVELLERS MIRROR CITIES – L’Italia incontra la Cina in occasione della 60a Biennale di Venezia

Il 17 aprile il MoCA di Shanghai, in collaborazione con Venice International University in Italia, presenta una grande mostra collettiva: “TRAVELLERS MIRROR CITIES”, titolo che richiama le tematiche della 60a Biennale di Venezia “Stranieri ovunque”.

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La mostra è visitabile fino al 18 maggio 2024 nelle sale espositive de La Venice International University, centro internazionale di formazione avanzata e ricerca, spazio dedicato agli scambi internazionali di saperi presso l’isola di San Servolo a Venezia.

La mostra, curata da Miriam Sun, direttrice esecutiva del MoCA di Shanghai, e da Giuliana Benassi, curatrice italiana, presenta alcune delle voci più interessanti del panorama dell’arte contemporanea cinese e italiana, tra cui Qiu Anxiong, Josè Angelino, Shi Chengdong, Rä di Martino, Guo Fei, H.H. Lim, Matteo Nasini, Oliviero Rainaldi, Gabriele Silli, Fu Tong, Jin Wang, Yang Yongliang.

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Le città, in quanto spazi geografici, sociali e culturali, racchiudono numerose stratificazioni di valori che non sono immediatamente visibili. “TRAVELLERS MIRROR CITIES” si propone di costruire in modo ingegnoso un percorso artistico concettuale su “La città del viaggiatore – un’immagine spirituale speculare di sé e dello straniero”, tessendo una narrazione dinamica su due piani, uno evidente e l’altro nascosto. Da un punto di vista formale, scegliendo di presentare in maniera non lineare opere d’arte di artisti cinesi e italiani che lavorano con diversi linguaggi artistici, la mostra invita “chi la percorre” a continuare a porre domande alla città, ridestando la loro attenzione attraverso i singoli elementi del percorso espositivo e guidandoli a cercare il riflesso di se stessi nello specchio delle varie soluzioni fornite dalla città. Lo scopo della mostra, quindi, non è solo quello di far trovare ai viaggiatori le risposte agli enigmi visivi della città, ma anche di delineare la loro capacità di autorispecchiamento e di incoraggiare una più profonda contemplazione delle relazioni interpersonali.

L’intera mostra vuole restituire quella “rete simbiotica” dell’oggi, tessuta dagli artisti contemporanei che, seppur provenienti da Cina e Italia, sembrano uniti da un unico filo: quello dell’essere umano al cospetto del mondo.

I differenti e multidisciplinari linguaggi degli artisti in mostra testimoniano, tra l’altro, le nuove scoperte della scienza e della tecnologia nell’era dei contenuti generati Intelligenza Artificiale (IA), i nuovi concetti di sostenibilità le strutture filosofiche alla base delle pratiche di installazione e l’estetica tradizionale orientale. Attraverso molteplici mezzi di comunicazione e narrazioni uniche, la mostra cerca di collegare la Cina con il mondo, la tradizione con la contemporaneità, rimodellando lo sfondo mutevole della storia, riempiendo l’ultimo frammento dell’immagine intellettuale della città e cercando la chiave per collegare le relazioni umane in base alle loro identità.

La mostra presenta in anteprima la serie di opere “DNA”, un’opera ideata da Michael Levitt, premio Nobel per la Chimica 2013, e prodotta da Miriam Sun, direttrice esecutiva del MoCA Shanghai, in collaborazione con un team di scienziati cinesi, di cui fanno parte i professori Luo Zhen e Yin Tengfei, l’artista audiovisivo Guo Fei e il compositore Jin Wang. “DNA” si concentra sul profondo impatto dell’editing genetico e dell’IA sul futuro dell’umanità. Attraverso l’interazione di elementi audiovisivi, installazioni luminose, performance dal vivo estemporanee e sculture, la serie presenta una fusione innovativa di arte e musica. Traducendo le basi del DNA umano, in una serie di frequenze e ritmi sonori, l’opera mostra la sequenza dei cambiamenti nei fenotipi specifici e li combina con le immagini visive dinamiche per esplorare la relazione tra reale e irreale, esistenza e significato.  Inoltre, le composizioni improvvisate con organi a canne e sintetizzatori modulari stimolano ulteriormente la contemplazione sull’evoluzione genetica umana: per quanto riguarda le interconnessioni tra gli individui, c’è una nuova possibilità tra certezza e incertezza – una duplice relazione di simbiosi e riflessione come un’immagine speculare.

Un’altra opera che incarna il concetto di “simbiosi” è l’installazione immersiva ambientale “Flowing Bodies”, che integra l’IA e la tecnologia della proiezione. L’artista Fu Tong esplora il contrasto e la coesistenza tra forme fisiche immutabili e coscienza fluida, combinando la tecnologia moderna con elementi artistici primordiali. L’opera utilizza elementi simbolici come spine, sangue e farfalle, oltre a immagini dinamiche create dall’intelligenza artificiale, per rappresentare in modo sintetico e sostanziale la fluidità della vita e della coscienza. La sua altra opera in mostra, intitolata “When I Think of You”,  si compone di sette sculture di lacrime stampate in 3D e ingrandite 100 volte e lacrime proiettate a parete che rappresentano diverse fasi della vita umana, l’artista cerca di esplorare il potenziale delle connessioni empatiche tra gli individui attraverso esperienze sensoriali: gli stranieri sono ovunque, ma indubbiamente condividiamo somiglianze e connessioni.

I concetti di fluidità ed empatia emergono anche dalle opere luminose di Josè Angelino. Realizzate con gas argon e neon, sono ambienti scultorei di vetro che riproducono le dinamiche fisiche ed estetiche dell’aurora boreale. Attraverso l’utilizzo dell’elettricità, l’artista rende visibile l’invisibile, “giocando” con le proprietà dei materiali, spesso introducendo delle interferenze. Come in un incantesimo, le sue sculture sembrano aver catturato un frangente di vitalità della materia, l’essenza di un luogo. Lo stesso potremmo dire dell’opera “Mosquitos”: una serie di bicchieri di vetro all’interno dei quali dei magneti si agitano come una mosche catturate: essi rispondono alle frequenze della risonanza di Schumann ossia, una pulsazione caratteristica che la Terra possiede di 7,83 hertz. In questo modo Angelino rende visibile ciò che, invisibilmente, accomuna tutti i luoghi della Terra.

“TRAVELLERS MIRROR CITIES” è un’occasione per mostrare la vicinanza tra le prospettive cinesi e internazionali.

Ad esempio “The Moonlight” di Yang Yongliang combina espressioni contemporanee con tecnologie all’avanguardia per reinterpretare l’estetica tradizionale orientale e i sentimenti dei letterati. Yang reimmagina paesaggi urbani e rimodella le memorie collettive di città come New York, Shanghai, Hong Kong, Parigi, Londra e Tokyo. Gli spettatori sono immersi in una trasformazione visiva molto simile a quella dei cieli stellati, scoprendo una notevole risonanza tra il comportamento umano e la vita urbana. Inoltre, nel suo “Tianzhi Xiuyue”, Qiu Anxiong ritrae, dalla prospettiva degli antichi, meraviglie tecnologiche e crisi esistenziali, contemplando ulteriormente la costruzione dell’ecosistema dell’arte contemporanea.

Da un altro luogo dell’Eurasia, l’opera “Hands” dello scultore italiano Oliviero Rainaldi crea un dialogo di interrelazione con la serie “DNA” attraverso i cambiamenti di prospettiva dello spettatore, invitando all’esplorazione del concetto di “straniero” e a profonde riflessioni sull’identificazione. Nella sua opera emerge il rapporto con il trascendente: le dita rivolte verso l’alto continuano a porre domande sulla metafora del viaggio come esistenza.

Nella serie “Percorso circolare”, H. H. Lim crea, attraverso la manipolazione giocosa della natura ambigua e discordante tra immagini e linguaggio, un’odissea del cervello umano. La sua installazione comprende un gruppo di sculture che sembrano piombate nello spazio espositivo da un viaggio temporale: sono ammassi ambigui, dotati di maniglie; valigie provenienti dal passato o dal futuro; relitti o congegni avveniristici. L’uso della scrittura incisa è tipico della pratica dell’artista. In queste sculture, i contenuti sono codici e numeri indecifrabili che avvolgono nel mistero e sospendono le coordinate del viaggio.

Le sculture di H.H. Lim dialogano con “L’eccezione”, l’opera video di Rä di Martino nel quale la compenetrazione tra essere umano e ambiente circostante, si manifesta attraverso l’animazione della rovina di una statua che, in un’atmosfera sognante, si anima come se fosse in procinto di una prossima trasformazione. La melodia che accompagna i movimenti della statua, una rielaborazione del love theme di Flashdance, sfalsa le regole temporali del soggetto-oggetto e lega l’opera a un immaginario nostalgico, legato alla memoria e a una possibile rinascita.

Il percorso espositivo si snoda dunque attraverso un dialogo a più voci, restituendo immaginari spesso contrastanti o, appunto, specchianti. Gli artisti stessi, cinesi e italiani, sono allo specchio: ciascuno attraverso il proprio immaginario porta con sé il risultato dell’attraversamento di luoghi e visioni, dimensioni spaziali e temporali.

Nella serie pittorica “Dialogue in Time and Space” Shi Chengdong introduce la creazione spaziale dei giardini cinesi, instaurando un confronto tra l’uomo, la natura e il concetto di tempo.

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Le opere “Summer Fireworks”, mettono al centro l’acqua come superficie specchiante del mondo e membrana tra due dimensioni. Le sue opere mettono in evidenza la coabitazione armonica degli elementi naturali.

Dove siamo quando stiamo pensando? A questa domanda sembrano rispondere le opere di Matteo Nasini. Le opere in mostra, una scultura e un arazzo tessuti con la lana,  immergono lo spettatore in un paesaggio immaginifico, quasi richiamando una di quelle città invisibili descritte da Italo Calvino nell’omonimo libro. Come in un collage dei luoghi del mondo, le immagini tessono se stesse attraverso i fili della lana, rivelando visioni oniriche, ma allo stesso tempo riconducibili a “pezzi” di realtà.

Proveniente da un immaginario onirico e legato al mare, l’opera site-specific di Gabriele Silli richiama, attraverso l’utilizzo di materiali organici e inorganici trattati in maniera non ortodossa, lo scorcio di un paesaggio abissale, una grande ancora appuntita evoca una narrazione legata al ruolo del mare nel viaggio e nella sua storia. L’opera sembra derivare dalla pagina di un taccuino di bordo di navigazione, visione notturna del percorso, non della meta. Inoltre si pone in dialogo con Venezia e l’Isola di San Servolo, interrogando le acque che circondano la laguna, le acque nelle quali il cielo si rispecchia e così anche i viaggiatori che in questa fluidità vedono  se stessi pervasi da un nuovo ambiente.

Queste opere simili a una “rete simbiotica”, sono “intrecciate” nello spazio architettonico esistente, con un tocco di intrusione ma senza dissonanza. Esprimono una trasformazione dall’alienazione all’integrazione, dal visibile all’intangibile, dal tangibile al transitorio e viceversa. L’arte funge da specchio, attirando lo spettatore in un viaggio al suo interno, riflettendo la città, incoraggiando l’introspezione, la comprensione dello “straniero” e stabilendo contemporaneamente una connessione con il proprio io.

L’anno 2024 ha un significato particolare per la Cina e l’Italia, in quanto segna il 700° anniversario della scomparsa di Marco Polo. Con la mostra “TRAVELLERS MIRROR CITIES”, l’intento del MoCA di Shanghai non è solo di riecheggiare lo spirito del tema della 60a Biennale di Venezia “Stranieri ovunque”, ma anche di introdurre una nuova prospettiva per approfondire la comprensione reciproca dell’arte, della cultura e dell’estetica tra i popoli di Cina e Italia, promuovendo ulteriormente l’amicizia e la conoscenza tra le due nazioni. La mostra all’Università Internazionale di Venezia è il debutto del progetto espositivo itinerante “TRAVELLERS MIRROR CITIES”, che nel prossimo futuro si sposterà a New York, negli Stati Uniti.

INFO.: MoCA Shanghai – www.mocashanghai.org

Venice International University (VIU) – Isola di San Servolo, 30100 Venezia (Italy)

Miriam Sun

Direttore Esecutivo del MoCA Shanghai – Presidente di Arts Momentum – Direttore della Rete Globale di Musei Privati (Cina)

Dal 2002, anno della sua co-fondazione del MoCA Shanghai insieme al signor Samuel Kung, Miriam Sun ha sempre dedicato tutti i suoi sforzi alla promozione dell’arte contemporanea e della cultura cinese sulla scena mondiale. Promuove attivamente lo scambio estetico tra Oriente e Occidente, amplia i confini dell’arte contemporanea e sostiene con fermezza il concetto di “Estetica Popolare”, consentendo all’arte di entrare nella vita delle persone.

Negli ultimi 18 anni, ha creato una rete internazionale per l’arte contemporanea di Shanghai che collega il mondo. Ha partecipato a mostre parallele alla Biennale di Venezia per quattro volte. Nel 2010, alla Fiera Mondiale di Shanghai, si è tenuto a Shanghai un incontro del CIMAM, e a Miriam Sun è stata affidata la missione di organizzare l’evento. Ha inoltre partecipato alla pianificazione di mostre internazionali che hanno creato grandi opportunità per Shanghai di dialogare con il mondo, tra cui: la Mostra Culturale Annuale Sino-Francese, Italia, Spagna e Svizzera, l’Arte Americana al Guggenheim: Trecento Anni di Innovazione, Kusama Yayoi Un Sogno che ho Sognato, ecc.

Miriam Sun non risparmia sforzi nel portare gli artisti contemporanei cinesi sulla scena internazionale, incluso il Salone di Venezia, Roma, il Museo Getty, il Museo Hammer e così via. Nel 2019 e nel 2023, Miriam Sun è stata invitata dalla Direzione della Cultura di Macao a essere curatrice e direttore artistico di Art Macao, creando un nuovo volto per lo sviluppo della cultura urbana di Macao, invitando Cai Guoqiang a presentare il progetto “Sky Ladder” a Macao.

Giuliana Benassi

Studiosa Italiana – Curatrice

Giuliana è una curatrice indipendente e storica dell’arte con sede a Roma. Insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e presso l’Istituto Pantheon di Milano ed è professore presso l’IED (Istituto Europeo di Design), Master Internazionale in “Pratica Curatoriale” 2020-21. È Consulente Artistico dell’Accademia Americana a Roma. È co-fondatrice e direttrice del progetto “There Is No Place Like Home”, premiato con il Premio Artribune per l’Arte Contemporanea nel 2017. È anche co-fondatrice di ALT – Il programma d’arte contemporanea del quotidiano nazionale “Il Manifesto”. La sua attenzione curatoriale si concentra su mostre che presentano opere site-specific che riesaminano spazi non convenzionali.

Ha collaborato con diverse istituzioni e associazioni tra cui il Museo Laboratorio della Mente, l’Istituto Svizzero a Roma, Post Ex, artQ13 Roma; Fondazione Laco Le Mon Lecce; MAMbo Bologna; Follemente Festival Teramo; Istituto Italiano di Cultura Londra, Tang Contemporary Art, Hong Kong-Bangkok. Ha anche curato numerose pubblicazioni nazionali e internazionali come Silvana Editoriale, NERO, Viaindustriae, Palombi, tra gli altri.

BIO Artisti:

FU TONG

Artista Multimediale

Fu Tong_Flowing Bodies

Fu Tong si occupa di installazioni interattive di new media art, video arte e arte concettuale. È la fondatrice dei gruppi di new media art “E3”, “Nine Yuan Nine”, “Tian Tuan”. Nel 2023 ha co-creato con Tan Dun la mostra interattiva sui nuovi media e la musica “Female Script”.

Allo stesso tempo, è anche fondatrice e direttore creativo del gruppo creativo di nuovi media XFF. Ha partecipato a lungo a importanti festival musicali, concerti, spettacoli sui nuovi media e conferenze stampa in qualità di regista teatrale, scenografa, designer interattiva.

Gabriele Silli

Artista Contemporaneo – Attore

Gabriele Silli_Martello-Fiore, 2015-2018, carta, colla, resine, silicone, gommalacca, materiali organici, ferro e legno, 213 x 136 cm, ph Federico Tribbioli

Si è laureato in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma nel 2009. La sua pratica artistica, sempre basata su una cornice filosofica, riguarda la materia e le sue possibili trasformazioni. Scultura, video, performance e fotografia sono tutti linguaggi che indaga attraverso un processo di assemblaggio di vari elementi. Nel 2004 ha fondato il collettivo Mastequoia. È cofondatore di Post Ex, Roma 2020.

Nel 2021 è protagonista del film Re Granchio di A. Rigo de Rig hi e M. Zoppis e nel 2022 del film Bassifondi di Trash Secco.

GUO FEI

Musicista – Artista del Suono – Artista Visivo

Guo Fei_endless REDDAL

La pratica artistica di Guo Fei abbraccia diversi campi come il suono, il video sperimentale, la new media art, ecc. OSCPLLEX è un progetto musicale personale i cui stili di lavoro comprendono Dubtechno/Ambient/Minimal/Musica sperimentale/Field Recording, ecc. Ha pubblicato lavori musicali su note etichette Dubtechno/Ambient in Cina/USA/Germania/Paesi Bassi/Francia/Lituania. Influenzato da concetti come minimalismo/randomismo, utilizza sperimentalmente texture sonore multistrato per creare musica Dub techno/ambient ambient/sperimentale altamente immersiva.

H.H. Lim

Artista Contemporaneo

HH Lim, code 92

Lim lavora a Roma dal 1976 e da allora vi è rimasto, lasciandosi continuamente ispirare dall’energia della città. Artista neo-concettuale con una predisposizione per le opere colossali, Lim è noto per incorporare elementi della vita quotidiana nelle sue opere, che a volte vengono riciclate, riconfezionate e incorniciate, assumendo un significato diverso e una nuova vita. In passato, le opere concettuali di Lim sono state composizioni pittoriche, installazioni, performance art, video e registrazioni sonore.

Lim gioca con l’ambiguità e la non concordanza tra immagini e linguaggi per rivelare l’inevitabile incertezza e contraddizione della funzione linguistica di parole e frasi nei confronti della realtà.

JIN WANG

Compositore

Le opere di musica da camera di Jin Wang sono state eseguite più volte allo Shanghai Spring International Music Festival, all’Hong Kong Arts Festival e ad altri eventi concertistici. Jin Wang ha collaborato ampiamente con artisti di vari settori: ha collaborato con l’artista Yang Fudong per molti video d’arte e opere multimediali come “Strange Paradise”, “Seven Sages of the Bamboo Grove”, “Close to the Sea”, “Broken Bridge without Snow”, “The Fifth Night”, “The Foolish Old Man Moves Mountains”. Nel 2010 ha composto le musiche per la pubblicità del famoso marchio di abbigliamento italiano PRADA.

Il cortometraggio pubblicitario “First Spring”, diretto da Yang Fudong, è stato trasmesso sul sito ufficiale di PRADA.

Josè Angelino

Artista Contemporaneo

Josè Angelino ”Mosquitos” (lat) @lagallerianazionale, Coutesy Galleria Alessandra Bonomo @gallerialassandrabonomo, Ph. Adriano Mura @adrianomura

Le opere di José Angelino sono installazioni da concepire come universi individuali a sé stanti, sistemi o organismi che funzionano attraverso un processo preciso innescato dall’artista – come il flusso di gas, le vibrazioni delle onde sonore, il movimento creato da una fonte di calore, e così via – investigando le relazioni che stabilisce con il suo contesto e le inevitabili interferenze che vengono generate. È stato premiato con il Premio per le Arti Visive della Fondazione Toti Scialoja nel 2013 e il premio “ArteFiera40” a Bologna nel 2016.

Matteo Nasini

Artista Contemporaneo – Compositore

Matteo Nasini, Gli annegati, 2022, lana e stoffa 200 x 320 cm – courtesy Clima, Milano

La ricerca di Matteo Nasini parte dallo studio del suono, per prendere forme fisiche esaminando e osservando profondamente la superficie del suono e della materia plastica. Questo porta a una pratica che si sviluppa metodologicamente in installazioni sonore, performance, opere scultoree e tessili.

Oliviero Rainaldi

Artista Scultore Contemporaneo

Calma tu alma – Oliviero Rainaldi – Opening Pantheon Roma 20 aprile 2023 – Foto di Christian Rizzo

Oliviero Rainaldi, famoso scultore contemporaneo italiano, è nato a Caramanico Terme, in Italia, nel 1956. Attualmente lavora e vive a Roma e Monaco. Le sculture di Oliviero appaiono spesso in importanti istituzioni pubbliche internazionali e musei, come il Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, il Palazzo Comunale di Stoccolma, Villa Pisani a Venezia, il Dubai International Financial Center e i Giardini Frederic Meyer a Michigan, ecc.

QIU AN XIONG

Artista Contemporaneo

Le opere di Qiu Anxiong includono animazione, installazione, video, pittura e altre forme crossmediali. È un artista esponente del cinema d’animazione a inchiostro. Tra le sue opere di riferimento ci sono le animazioni a inchiostro “New Classic of Mountains and Seas”, “Landscapes of the Republic of China”, “Dreams of Mountains and Rivers” e la videoinstallazione “For Forgotten Memories”. La sua trilogia di opere, “New Classic of Mountains and Seas”, ritrae le meraviglie tecnologiche e le crisi esistenziali della società moderna dalla prospettiva degli antichi che guardano all’oggi.

Pensando alla funzione del mito nel processo di sviluppo della civiltà, le scene e le allusioni dei miti antichi sono nuovamente poste sotto lo sguardo della società moderna ossessionata dalla tecnologia. Qiu Anxiong è una forza attiva nella costruzione dell’ecologia dell’arte contemporanea degli ultimi anni.

Rä di Martino

Artista contemporanea Film-maker

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Si è laureata al Chelsea College of Art e alla Slade School of Art di Londra. Il suo lavoro è stato esposto in molte istituzioni come Tate Modern, Londra; Moma-PS1, NY; Palazzo Grassi, Venezia; MCA Chicago; Magasin, Grenoble; GAM e Fondazione Sand retto, Torino; PAC e HangarBicocca, Milano; MACRO e MAXXI, Roma; Museion, Bolzano.

Ha partecipato a numerosi festival cinematografici come il Festival di Locarno, il VIPER di Basilea, il Transmedia le.04, il New York Underground Film Festival, il Kasseler Dokfest, il Torino Film Festival e la Mostra del Cinema di Venezia, dove ha vinto, nel 2014, il Premio SIAEA e il Premio Gillo Pontecorvo, una menzione speciale al Salina DocFest e un Nastro d’argento per il miglior film-documentario 2015 con il mediometraggio The Show MAS Go On (2014). Il suo primo lungometraggio Controfigura (2017) è stato presentato in anteprima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2019 ha sviluppato il progetto AFTERALL con il MIBAC Italian Council Award in collaborazione con Fondazione Volume, Kunst museum St.Gallen e Mostyn Contemporary Art Gallery in Galles.

YANG YONG LIANG

Yang Yongliang, The Moonlight

Dal 2005 è impegnato nella sperimentazione e nella creazione di arte contemporanea, coinvolgendo vari media come fotografia, pittura, immagini e installazioni. Le opere di Yang Yongliang collegano tradizione e presente, utilizzando un vocabolario contemporaneo e una tecnologia all’avanguardia per riprodurre i metodi estetici tradizionali orientali e la narrazione letteraria. Ha sviluppato un metodo di descrizione narrativa unico e, dopo aver assimilato la storia, le favole, le allusioni e l’ispirazione sociale e culturale, ha rimodellato una città e gli sfondi in continua evoluzione della lunga storia.

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