Si è tenuto oggi nel prestigioso contesto del Teatro Bibiena di Mantova il Forum Agrifood, che si inserisce all’interno di UniCredit per l’Italia, la serie di iniziative a supporto dell’imprenditorialità italiana con nuove soluzioni a sostegno delle imprese del nostro Paese
MANTOVA, 17 MAGGIO – UniCredit in collaborazione con il partner Confagricoltura Mantova ha organizzato, all’interno del Food & Science Festival di Mantova, che si è svolto all’interno della prestigiosa cornice del Teatro Bibiena di Mantova, un Forum dedicato al comparto Agroalimentare dal titolo: “Nutrire il futuro. Competenze e nuove tecnologie, dimensione sociale e finanza”.
L’evento si inserisce all’interno di UniCredit per l’Italia, la serie di iniziative a supporto dell’impren- ditorialità italiana con nuove soluzioni a sostegno delle imprese del bel Paese: un ulteriore segnale dell’impegno e della vicinanza della Banca nei confronti dei propri clienti, delle comunità e dei territori in cui opera ponendo al centro i settori economici fondamentali del Made in Italy, tra cui l’Agrifood, per leggere le trasformazioni in atto, stimolare il confronto e proporre soluzioni sostenibili.
Nell’ambito della partnership tra UniCredit e Confagricoltura Mantova, si inserisce anche la terza edizione del B2B Agrifood che si svolgerà nel prossimo mese di ottobre e durante il quale si terranno incontri diretti tra aziende italiane seller e buyer stranieri qualificati.
“Rinnoviamo la partnership con Confagricoltura Mantova, che si articola nella sponsorizzazione del Food & Science Festival, il Forum Agrifood odierno nonchè il B2B del prossimo ottobre, afferma Marco Bortoletti Regional Manager Unicredit Lombardia. La filiera lombarda dell’Agrifood, conta oltre cinquantamila imprese che, con quasi 50 miliardi di euro di fatturato, rappresentano il 20% del valore della produzione complessiva italiana, impiegando quasi 180 mila addetti. UniCredit vuole sostenere l’economia lombarda e nello specifico il settore dell’Agrifood, accompagnandolo nella transizione verso nuovi modelli di sviluppo, con una particolare attenzione al rispetto dei parametri ESG”.
«La provincia di Mantova – sottolinea il Presidente di Confagricoltura Mantova Alberto Cortesi – presenta un settore agroalimentare molto dinamico, con forte vocazione all’esportazione e con prospettive positive di crescita. Di conseguenza, anche il settore primario, qui, continua ad investire. Abbiamo bisogno di essere sempre più accompagnati in questo processo dagli istituti di credito, dal momento che, in una fase storica come quella attuale, i valori dei tassi, decisamente alti, incidono fortemente sui bilanci aziendali. I mercati si prospettano ancora incerti, e dunque le nostre aziende agricole devono avere la possibilità di cautelarsi. In questo senso, la partnership da anni portata avanti con Unicredit è fruttuosa ed efficace».
Analisi Prometeia sulla transizione della filiera Agrifood tra sostenibilità e mercato – Focus Lombardia
La filiera agrifood è centrale nei grandi processi che su scala globale stanno cambiando il volto delle politiche commerciali e ambientali, delle tendenze di consumo e del concetto di sostenibilità. Sicurezza degli approvvigionamenti e accesso a nuovi mercati, rivoluzione energetica e digitale, prevenzione dei dissesti idrogeologici, tutela del territorio e delle sue peculiarità sociali ed economiche e, non ultimo, salute alimentare sono i principali canali attraverso i quali i grandi cambiamenti globali si trasmettono all’agrifood.
L’Italia, forte di oltre 1,2 milioni di imprese nella filiera, è la nazione europea con il più alto valore aggiunto agricolo e una delle più rilevanti per la produzione e l’export dell’industria dell’alimentare e bevande. In questo sistema, la Lombardia occupa un posto di primissimo piano, realizzando un quinto della produzione nazionale (quasi 50 miliardi nel 2022) dell’intero comparto e arrivando al 24% nelle bevande. Oltre 52 mila imprese (di cui 5 mila nell’alimentare e 300 nelle bevande) e 177 mila addetti le assicurano il primato anche in termini di dimensione media, oltre quattro volte superiore al dato nazionale.
Le 2400 società di capitale analizzate, che realizzano oltre il 70% del fatturato del comparto in regione, hanno evidenziato una crescita sostanzialmente allineata a quella nazionale, margini inferiori (principalmente a causa dei problemi di alcune grandi imprese del settore alimentare) e, grazie anche alla loro maggior dimensione media, minori tempi di incasso dai clienti (con l’eccezione delle microimprese, soprattutto dell’agricoltura) e un minor indebitamento.
La maggior struttura delle imprese lombarde ha anche consentito loro di sfruttare meglio della media nazionale la domanda internazionale, con vendite all’estero che hanno superato i 10 miliardi di euro (oltre il 20% della produzione regionale e il 17% dell’export di agrifood italiano) grazie a una crescita media annua nell’ultimo quinquennio prossima alla doppia cifra.
Ma le sfide per il futuro non riguardano solamente il mercato, coinvolgendo il modo stesso di intendere l’attività agricola e di trasformazione degli alimenti. Motore della trasformazione è l’innovazione tecnologica, non solo destinata ad aumentare le rese, la produttività o le vendite (meccanizzazione, digitalizzazione dei processi aziendali e dei canali di marketing), ma intrecciata con la sua “gemella” ambientale, per ridurre l’impatto sull’ambiente delle attività agricole (attività che dal cambiamento climatico in atto sono le più colpite) e aumentare l’efficienza energetica e degli altri input (acqua in primis) di tutti i processi aziendali.
Sfide che, anche se percepite come imposte dall’attività legislativo-regolamentare a livello europeo, trovano un corrispettivo nelle nuova sensibilità della società, che mostra un crescente apprezzamento per i prodotti che dimostrino un reale impegno per la salvaguardia dell’ambiente, per le mete turistiche che sappiano coniugare vacanza e ricchezze culturali (a cui appartengono a buon titolo molte specialità agroalimentari) e paesaggistiche e che è sempre più preoccupata per i possibili effetti irreversibili del cambiamento climatico (soprattutto nelle nuove generazioni).
Il nuovo concetto di sostenibilità non si applica però solamente a parametri ambientali o finanziari, ma abbraccia tutto quanto possa garantire sviluppo alla filiera e al territorio in cui le imprese operano. Da questo punto di vista, segnali preoccupanti emergono dai dati dell’ultimo Censimento dell’Agricoltura, che mostrano un comparto agricolo che dovrà affrontare nei prossimi anni un importante ricambio generazionale (in Italia, per ogni conduttore/conduttrice agricolo sotto i 30 anni, ce ne sono 10 over 75, con la Lombardia che si ferma invece a 5) e un innesto di nuove competenze specifiche (solamente il 9% dei conduttore/conduttrici italiani hanno un titolo di studio inerente all’attività agraria, ma il 16% in Lombardia).
Maggior ritardo invece in Lombardia sul fronte della parità di genere: solo un’azienda su cinque è guidata da donne. A migliorare questa situazione potrebbe contribuire una maggior integrazione con altre imprese dei servizi culturali, turistici e sociali, caratterizzati invece da una forte presenza femminile e sempre più legati al mondo agroalimentare, in particolare nelle nuove tendenze del turismo.

