A dieci anni dalla morte di Mario Lodi, la sala del Torrazzo di Commessaggio propone un incontro con Massimo Bondioli, autore del libro Mario Lodi e Piadena.
Verranno ripercorsi sia la rivoluzionaria attività didattica del maestro Lodi sia il suo impegno sociale, civile e culturale all’interno della comunità di Piadena, il paese dove ha vissuto e operato.
Sabato 25 maggio, ore 17:30 a Commessaggio, Torrazzo, via de Musoni 26 – Interviene l’autore Massimo Bondioli
Per una piena comprensione del pensiero e dell’azione di Mario Lodi non si può prescindere dal suo rapporto con Piadena, il paese in cui è nato e ha sempre vissuto, che egli amava definire il suo microcosmo.
A partire dall’immediato dopoguerra la sua esemplare attività di educatore si è intrecciata con l’impegno politico, amministrativo, di cooperatore, di organizzatore di cultura, segnando profondamente, grazie anche al suo carisma, la comunità piadenese da cui, a sua volta, ha tratto costante alimento e ispirazione. Lodi ha dimostrato che la scuola si può cambiare soltanto partendo dal bambino reale e che ogni autentico cambiamento sociale deve affondare le radici nella storia e nella vita concreta delle persone.
Le esperienze compiute nella piccola e appartata scuola di Vho, nel solco dell’attivismo e della pedagogia popolare, e i fermenti sociali e culturali che hanno caratterizzato Piadena per quasi mezzo secolo offrono ancora oggi preziosi insegnamenti e indicazioni di lavoro. Nel 1963 veniva pubblicato il suo primo “diario” didattico: C’è speranza se questo accade al Vho. Questo splendido titolo, che allora suonava come l’annuncio di una conquista, oggi sembra quasi un grido, un’esortazione a coltivare la speranza e la fiducia, nonostante tutto.
Nel centesimo anniversario della nascita di Lodi, questa ricostruzione biografica, frutto di un meticoloso lavoro di ricerca, affronta le varie sfaccettature del suo lungo impegno educativo e civile con l’intento di restituirne un’immagine a trecentosessanta gradi.

