La Libreria Ubik di Modena organizza quattro appuntamenti per scoprire i libri di Oligo Editore e del suo marchio tascabile CN-Casa Nuvolari: gli Oligo giovedì, incontri con l’autore che si terranno nei quattro giovedì di giugno, alle ore 18.00, in via dei Tintori, 22.
Si comincia giovedì 6 giugno con Alberto Cavazzoli e il suo libro “I Templari lungo la via Emilia occidentale“, in dialogo con Gabriele Sorrentino.
«Le Templiers sont parmi nous» scriveva il noto e controverso scrittore francese Gérard De Sède, «i Templari sono fra di noi», e ancora qui tra noi possiamo trovare “frammenti” della loro presenza. Perché i monaci guerrieri non furono presenti solo in Terra Santa o in Francia, ma per almeno due secoli stanziarono sulla più grande arteria viaria dell’Italia, la via Emilia, proteggendola e portando in quei territori le straordinarie conoscenze che avevano acquisito in oriente. Alberto Cavazzoli, esperto di esoterismo e leggende medioevali, ci guida alla scoperta di quanto ancora rimane dei luoghi templari emiliani: resti di commende, magioni, ospitali e chiese che, a dispetto della damnatio memoriae che colpì l’ordine, si scoprono nelle città oppure abbandonati nelle campagne.
Alberto Cavazzoli si occupa da molti anni di tematiche esoteriche e ha fatto ricerche approfondite sul Sangue di Cristo a Mantova e la presenza dei Templari nel centro-nord Italia. Ha collaborato con riviste quali “Templari” (Edizioni Trentini), “Graal” (Edizioni Hera), “Italia Misteriosa”, “Fenix” e con i portali www.edicolaweb.net (il portale del mistero) e www.angolohermes.com che si occupa di simbolismi. Per Aliberti Editore ha dato alle stampe Alla ricerca del Santo Graal nelle terre dei Gonzaga e Il Codice Dan Brown (con lo pseudonimo di Cesare Ferrando), mentre per Il Rio Edizioni Ferrante Gonzaga. Biografia ufficiale e segreta di un Principe dell’Impero e la guida I templari a Mantova. Con Amazon Kindle ha pubblicato il romanzo Una ex septem. Ha partecipato alla puntata di Voyager (Rai2) del 12 dicembre 2016 nel servizio dedicato a Mantova e al Sangue di Cristo.
Gli appuntamenti successivi saranno:
– 13 giugno: Franca Gualtieri, autrice de “L’Invasor“, in dialogo con Elisa Paltrinieri e Gaetano Zanoli.
Una Resistenza al femminile, dove le donne sulla scena non sono eroine, né dotate di forza sovrumana, ma incarnano perfettamente lo spirito di un’opposizione popolare fatta di scelte coraggiose. Nella provincia modenese degli anni Quaranta, si intrecciano le vicende di Aida ed Elvira, due amiche che durante la guerra si sono unite alla Resistenza rischiando la loro vita e quelle dei loro cari. Aida subisce una violenza sessuale da parte di un ufficiale tedesco che comporterà decisioni sofferte ed Elvira con la sua famiglia costruisce un rifugio per ospitare partigiani e persone in fuga dalla violenza nazifascista. Sarà la voce di Elvira, che ha lasciato dopo la sua morte diverse pagine scritte, a raccontare la storia dell’amica, da sempre sconosciuta a tutti.
FRANCA GUALTIERI vive e lavora a Carpi (MO). La sua sfida inizia negli anni ’70 occupandosi di moda. Nel suo laboratorio sartoriale produce abbigliamento femminile. Negli anni ’80 si afferma nel mondo imprenditoriale per i suoi capi dalle linee morbide e dai colori naturali. Nel nuovo millennio scopre il mondo del design, studiando complementi d’arredo. Per Il Rio ha pubblicato L’anima dello stivale (2019), Materni dettagli (2020) e Voci dall’argine (2022). Tra i riconoscimenti, segnaliamo il premio speciale della giuria al Premio Letterario Giovane Holden 2020 e il Premio di Letteratura Naturalistica “Green Book” 2023.
– 20 giugno: Davide Barilli, autore di “Bestiario habanero“, in dialogo con Claudio Gavioli. Nell’occasione sarà presentata la nuova collana Azúcar di letteratura cubana contemporanea.
Galline suicide, ronzini azzoppati, galli da combattimento, uccellini muti, pipistrelli alcolici, cani bitorzoluti, cammelli a diciotto ruote, teste di maiale incastonate come inquietanti pietre miliari agli angoli delle strade. Un anomalo zoo di animali reali o metaforici – tra antichi rituali della brujería, feticci, sculture, memorie hemingwayane, immagini letterarie e réclame scomparse – pulsa in Bestiario habanero. Caleidoscopica rete (o trappola) di un paesaggio urbano surreale, in bilico tra realtà e finzione, tra reportage e mascheramento, questo piccolo libro non è solo un opuscolo letterario, ma l’esplorazione visionaria di un mosaico sbriciolato che non richiede di essere ricomposto, ma raccontato. Attraversando Cayo Hueso, in un percorso tortuoso, da calle Vapor a Perseverancia, da San Lázaro a Infanta, dal parque Trillo al Bodegón de Teodoro, dal Callejón de Hamel al Malecón: un tragitto dove ogni luogo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta.
Un libro che è un atto d’amore per l’Habana e che diventa un percorso geografico e simbolico, una mappa personalissima; un viaggio intimo nel cuore di una città che si può scoprire, toccare, annusare, contemplare.
DAVIDE BARILLI ha ambientato a Cuba molti dei suoi libri: tra gli altri, Le cere di Baracoa (Mursia), Cuba. Altravana (Giulio Perrone), entrambi finalisti al Premio Fabriano, e La nascita del Che (Aragno), secondo al Premio Chiara. A Cuba ha realizzato un libro d’arte, Historietas de mujeres y humo, in edizione numerata e illustrato da Ramon Perez Pereira, oltre che il libro di racconti El castillo de papel (Collecion Sur), presentato all’Avana durante la Feria internacional del libro nel febbraio 2018. Infine, ha curato l’antologia di narratori cubani Gli amanti del secondo piano (Nuova Editrice Berti). Tra gli altri suoi libri di narrativa ricordiamo: Musica per lo zar e La casa sul torrente (entrambi per Guanda). Per Oligo ha pubblicato #altrepagine. Le letture di chi scrive (2022).
– 27 giugno: Younis Tawfik, autore di “L’ISIS raccontato da mia madre“, in dialogo con Roberto Alessandrini.
Mosul, 2017. Gli uomini dell’ISIS lasciano la seconda città dell’Iraq dopo tre anni di barbarie. Prima, solo poche videochiamate, permesse da una connessione internet incerta, sono state l’unico fragile filo a unire Younis Tawfik, trasferitosi a Torino nel 1978 per imparare la lingua di Dante, e la sua famiglia, ostaggio del fanatismo. Dallo schermo del pc, la mamma racconta di uccisioni sommarie, segregazioni, discriminazioni. Il Paese laico e multiculturale degli anni Settanta è un ricordo lontano.
L’autore, tra i maggiori esperti di Medio Oriente in Italia, mostra senza veli le ferite provocategli dal terrorismo in prima persona, mettendosi a nudo in pagine dolorose che raccontano dell’uccisione di suo fratello per mano di al-Qaida o di tutte le sofferenze sopportate dalle sue sorelle in patria; non prima, però, di avere tracciato un efficace quadro storico per comprendere le radici ideologiche e culturali dello Stato Islamico, sorto sulle ceneri del sogno pan-arabo e con l’illusione di riscattare le sconfitte dell’antico califfato abbaside.
Cosa può spingere un uomo a uccidere nel nome di Dio?
YOUNIS TAWFIK è nato a Mosul, in Iraq. Nel 1979 si trasferisce a Torino dove nel 1986 si laurea in Lettere, per poi dedicarsi alla divulgazione della letteratura araba (traducendo autori quali Gibran) e collaborare come opinionista a testate come “Repubblica”, “Il Mattino” e “Il Messaggero”. Attualmente presiede il Centro culturale italo-arabo di Torino “Dar al-Hikma” ed è membro della Consulta islamica in Italia. Ha pubblicato libri di poesia e vari saggi e romanzi, soprattutto per Bompiani. Da La straniera (2000, vincitore del Premio Grinzane Cavour) è stato tratto l’omonimo film con la regia di Marco Turco. Per Oligo ha pubblicato La sponda oltre l’inferno (2021, secondo classificato al Torneo Robinson di Repubblica).




