GIANNA PINOTTI PRESENTA LA SUA NUOVA SILLOGE POETICA “MADRE DIFFERENZA” – PIETOLE, GIARDINO ESTIVO DEL CENTRO SOCIALE IL TIGLIO

Madre differenza, la recente silloge poetica di Gianna Pinotti, uscita nella primavera di quest’anno per i tipi di Sometti, sarà presentata a Pietole sabato 29 giugno alle 17:00, presso il Centro Sociale “Il Tiglio”, in piazza Adua, 10.

Con l’autrice dialogherà il critico e scrittore Giovanni Pasetti, che ha curato l’introduzione al volume; il libro porta anche il testo prefatorio di Silvia Ranzi.

Gianna Pinotti, artista poliedrica e intellettuale impegnata da sempre nel campo della pittura, della poesia e della ricerca, ha raccolto un ampio corpus di liriche in questo importante volume che costituisce la summa di un percorso poetico distribuito in un decennio, dal 2012 al 2020, imperniata su due eventi di natura intima, la scomparsa della madre e del padre diletti, e su uno di portata storica e collettiva, ossia il sopraggiungere della quarantena dovuta a una pandemia con pesanti conseguenze sulla società.

Madre Differenza, titolo che prende il nome dalla prima delle quattro sezioni del libro, quella dedicata alla madre, è una silloge ricca, dove il ruolo della differenza si fa palese nel suo carattere polimorfico, tra corpo e anima, tra fisicità e metafisicità, nel metabolizzare in particolare il conflitto-interazione vita-morte; una silloge come ha osservato Silvia Ranzi “contraddistinta da un lessico essenziale e lapidario, pregnante di densità semantiche trasfiguranti, cognitive, sapienziali e preveggenti, impreziosito da vocaboli ricercati”.

Gianna Pinotti, la cui poliedrica ed intensa attività intellettuale e fattiva è caratterizzata da un ricercato percorso formativo e creativo e dalla spiccata vena spirituale, si racconta in una profonda meditazione sui significati dell’essere e dell’esistere, che aprono il sentiero alla diversità, nel salto continuo lacerante eppure sorprendente, verso l’alterità, quando l’amore, anche nella morte, fa sentire tutto il suo potere evolutivo e generativo, nel momento in cui l’uomo istruisce con il sé e il suo operato, anche creativo, la propria e l’altrui esistenza, aprendosi alla conoscenza e all’incontro con l’ignoto per una deposizione e metamorfosi dell’io, sentito come realtà in espansione, intrecciata ai ricordi e a un futuro imminente, che giunge inesauribile.

Come ha osservato Giovanni Pasetti nell’introduzione al volume, “Lo stesso spirito si sorprende del proprio infinito continuare a esistere, proprio nell’attimo in cui intravede l’altrui rovina. Ma scopre anche come nell’ultimo ansimare della vita si nasconda il soffio che rende umane le cose altrimenti esaurite nel loro vorticare assurdo. Perché alla fine, come scrive l’autrice, “In tutto ciò che manca/riposa la sostanza/irretita dal tempo”.

Ricordiamo che Gianna Pinotti è artista e intellettuale impegnata da oltre trent’anni sia nella sperimentazione di nuovi linguaggi visuali e poetici sia nella critica d’arte, in particolare virgiliana e michelangiolesca, con l’adozione di approcci metodologici di ricerca interdisciplinare, ha pubblicato numerosi libri e saggi scientifici. Dopo gli studi scientifici e musicali a Mantova e la laurea a Bologna in Lettere Moderne con orientamento storico artistico, ha approfondito gli studi di iconologia, soprattutto astrologica, di scuola warburghiana, esordendo come astrattista a Parigi con alcune personali tra 1993 e 1998, prendendo parte a importanti eventi espositivi in Italia e in Francia e a rassegne letterarie, frequentando, sin dagli esordi, circoli intellettuali, e coltivando amicizia con importanti poeti ed insigni esponenti dell’arte e della cultura del Novecento. Ha ricevuto premi nazionali e riconoscimenti internazionali nei diversi campi delle arti e della critica. Ha pubblicato poesia volumi singoli e in riviste, e una biografia romanzata sul matematico Leonardo Fibonacci. Di particolare importanza resta la sua mostra antologica di “Poesia visiva” dal titolo Poesia in-materiale (opere 2008-1018) allestita nel 2018 presso il Centro Culturale Baratta Comune di Mantova, emblematica del suo ricercato percorso creativo, ponendosi in continuità con le ricerche della corrente storica fiorentina del secondo Novecento di “Poesia visiva” che ha avuto in Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti i suoi pionieri.

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