PREMIO CITTÀ DI TARQUINIA “VASCO PALOMBINI” – II Edizione 28 settembre – 27 ottobre 2024 – Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia e Auditorium San Pancrazio 

INAUGURAZIONE MOSTRA “ORIZZONTE TERRA”

28 settembre – 27 ottobre 2024

a cura di Lorenzo FiorucciLuigi Mainolfi

Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia (VT)

Victor Fotso Nyie, Samanta Passaniti, Marta Palmieri, Michele Rava

Auditorium S. Pancrazio, via delle Torri n. 15 (VT)

Dal 28 settembre al 27 ottobre 2024 il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia (VT) ospita la seconda edizione del Premio Città di Tarquinia per la scultura ceramica dedicato a “Vasco Giovanni Palombini”.

Luigi Mainolfi _ Torino che guarda il mare, 1996-2011

Le opere degli artisti partecipanti al premio saranno esposte all’Auditorium S. Pancrazio, in via delle Torri n. 15, mentre la sede del Museo Archeologico ospiterà una sezione omaggio dedicata al maestro Luigi Mainolfi, voluta dal critico e storico dell’arte Lorenzo Fiorucci, Direttore del Museo di Arte Ceramica contemporanea di Torgiano, in quanto vincitore della seconda edizione del Premio Luciano Marziano destinato a “eccellenti personalità della critica d’arte”.

Luigi Mainolfi_ Città e meteore (patate), 2021

Il Premio “Vasco Palombini” consiste in un premio acquisto del valore di € 5.000, messo a disposizione dalla famiglia Palombini e dalla S.T.A.S. – Società Tarquiniense d’Arte e Storia di Tarquinia, che verrà attribuito a uno dei quattro artisti tra: Victor Fotso Nyie, Samanta Passaniti, Marta Palmieri, Michele Rava attraverso l’attento esame di una giuria di qualità che decreterà la miglior opera in mostra.

La giuria di quest’anno è composta da Flaminio Gualdoni, critico, storico d’arte e vincitore della I edizione del Premio Luciano Marziano; Maria Elisabetta De Minicis – Consigliere di Amministrazione Fondazione Carivit – Museo della Ceramica della Tuscia; Giovanni Mirulla, direttore della rivista DA’. Design e artigianato; Marco Tonelli, critico e storico d’arte; Attilio Quintili, scultore e ceramista; Paola Palombini, in qualità di rappresentante della famiglia erogatrice del premio.

PERCHÈ UN PREMIO DEDICATO A VASCO GIOVANNI PALOMBINI

L’istituzione del Premio rappresenta un nuovo iter dedito alla ricerca, promozione e valorizzazione della ceramica contemporanea, associato al potente richiamo dello straordinario patrimonio storico-archeologico che la città conserva, e vuole essere un viatico non solo culturale, ma anche turistico.

Museo Etrusco di Tarquinia

La città di Tarquinia, Patrimonio dell’Umanità e sito Unesco dal 2004, vanta tra i suoi cittadini più illustri Vasco Giovanni Palombini, scomparso nel 2017 e vuole ricordarlo con un premio a lui dedicato per la straordinaria sensibilità artistica e per la cultura, passione che lo ho portato a raccogliere una prestigiosa collezione personale e a caldeggiare nel corso della sua vita, l’attività di artisti di fama internazionale.

Museo Etrusco di Tarquinia

Palombini è stato Ufficiale della Guardia di Finanza, titolare di un importante studio di commercialisti a Roma e Milano, Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e presso la LUISS, vicino da sempre al mondo dell’arte quale consulente, tra l’altro, della RAI, della LUXVIDE, dell’Accademia Nazionale di Danza e presidente del collegio dei revisori dell’azienda Palaexpò che gestiva il Palazzo delle Esposizioni di Roma e il sito espositivo delle “Scuderie del Quirinale”.

Più volte consigliere comunale a Tarquinia, ha ricoperto la carica di presidente della Società Tarquiniense d’Arte e Storia dal 2008 fino al 2013. Ha caldeggiato l’attività di molti artisti nel territorio, divenendone uno dei più facoltosi mecenati. Molto vicino tra gli altri allo scultore cileno Sebastian Matta, presente a Tarquinia per oltre trent’anni e ideatore del laboratorio “Etruscu-ludens”, nell’ambito del quale realizzò un’importante produzione di scultura ceramica. Si devono a Palombini, inoltre, la riqualificazione del Museo della ceramica d’uso a Corneto e le mostre in omaggio a Manlio Alfieri e Alessandro Kokocinski, ideate per promuovere l’immagine e la cultura del territorio tarquiniese attraverso le opere di quegli artisti che per nascita o adozione lo avevano prescelto quale luogo di vita e fonte di ispirazione per il proprio lavoro.

ORIZZONTE TERRA: UN DIALOGO TRA ANTICO E CONTEMPORANEO

Orizzonte Terra è il titolo scelto per il Premio e la personale di Luigi Mainolfi che, spiega il curatore della mostra Lorenzo Fiorucci, prende le mosse dalla storia di Tarquinia ed in particolare dalla Terracotta come primo elemento lavorato consapevolmente dall’uomo. Ne sono prova l’eccellenza della lavorazione le forme autoctone plasmate a mano, poi i vasi di produzione etrusca e, infine, quelli greci d’importazione conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, gli ultimi decorati con narrazioni quotidiane e mitologiche, gradite alla committenza etrusca.

Palazzo Vitelleschi Museo archeologico nazionale-Tarquinia

Avverte Fiorucci: […] quello che interessa il nostro scopo è individuare una linea di ricerca attuale che si basi sulla scultura di terra. Se infatti questa tipologia di ricerca è stata battuta intercettando il gusto di molti, oggi appare più riservata a un’attenta nicchia di operatori”.

Tanti sono gli artisti che nel corso della storia hanno contribuito a dare lustro in questo ambito di ricerca: da Arturo Martini che si definiva “il vero etrusco: loro mi hanno dato un linguaggio e io li ho fatti parlare”, Marino Marini, Lucio Fontana, il Leoncillo e poi proseguita negli anni Sessanta con Nanni Valentini, Pino Spagnuolo, Amilcare Rambelli, Giancarlo Sciannella; e ancora, Giuseppe Penone, Luigi Mainolfi, Bruno Liberatore, Massimo Luccioli, Armanda Verdirame e tanti altri.“L’obiettivo della mostra” – spiega Fiorucci – “è quello di indicare un orizzonte di terra partendo da un omaggio fuori concorso proprio a Luigi Mainolfi, dove il maestro presenterà alcune opere in terracotta ricucendo un ideale dialogo tra l’antico e il contemporaneo proprio al muse di Tarquinia. […] Nasce in questo modo un dialogo tra generazioni e linguaggi diversi, ma che hanno tutti come origine e prospettiva un orizzonte di terra”.

Palazzo Vitelleschi Museo archeologico nazionale-Tarquinia

Victor Fotso Nyie (Douala, Camerun, 1990) vive in Italia dal 2012. Ha lasciato il suo nativo Camerun per studiare ceramica: “Nel mio paese non ci sono né titoli universitari in questa materia né luoghi dove si possono acquistare materiali di alta qualità, torni o fornaci. Nei villaggi, le persone usano la ceramica non smaltata per fare pentole e altre cose per l’uso quotidiano.”

V.Fotso Nyie, Rêve lucide, 2021, ceramica e oro-ceramic and gold, cm.32x42x35 (ph.C.Favero )

Dopo aver visto gli artigiani fabbricare ceramiche nel 2007, mentre visitava la Scuola di Arti Applicate di Mbalmayo – dove aveva programmato di andare a studiare pittura – sapeva che era esattamente quello che voleva fare della sua vita. Cinque anni dopo, Victor si trasferisce a Ravenna per studiare mosaico all’Accademia di Belle Arti, dove frequenta un corso biennale di ceramica, conseguendo poi un master in scultura.

V.Fotso Nyie, Ange gardien, 2022, ceramica e oro-ceramic and gold, cm.44x90x22 (ph.C.Favero )

Dal 2017 divide il suo tempo tra il lavoro in uno degli storici laboratori di ceramica di Faenza e il proprio studio. È un artista il cui lavoro è incentrato su sculture figurative, spesso ritratti, in cui la forma delle tradizionali statuette lignee africane si fonde con personaggi immaginari di fantascienza. L’iconografia delle figure esposte alla Biennale di Venezia 2024, in argilla a doppia cottura, sottoposte a una terza cottura con l’oro, fonde elementi biografici con la cultura vernacolare panafricana, in particolare la conoscenza spirituale proveniente dall’Africa occidentale. In Malinconia (2020), un omaggio a una delle sue due sorelle, una giovane donna si trova di fronte a uno specchio. Il suo sguardo, profondamente introspettivo, rivela solitudine e la malinconia che dà il titolo all’opera; il ritratto trasmette l’equilibrio precario tra la sua bellezza delicata e la fragilità della vita.

V.Fotso Nyie, Conversation, 2024, ceramica e oro-ceramic and gold, cm.64,5×30,5×33,5 (ph.C.Favero)

Un senso di nostalgia affiora nell’opera Veglia (2023), un omaggio all’amata madre defunta, rappresentata con la testa sprofondata nel sonno, i capelli raccolti all’indietro e un sorriso lieve. Gioia (2023) è un ritratto dell’altra sorella dell’artista: raffigura la testa di una ragazza, la cui espressione gioiosa racchiude l’ottimismo, l’entusiasmo e la spensieratezza tipici della gioventù, catturati dall’artista con uno sguardo assorto e tenero.

Michele Rava (Torino, 1991) vive e lavora a Torino. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Torino diplomandosi in scultura nel 2019 con relatore Franko B.
Nel 2017 comincia a collaborare con un gruppo di giovani artisti dando vita al Collettivo
Bastione, aprendosi alla possibilità di interazione e scambio in dinamiche di gruppo. Dal
2021 il Collettivo diventa Associazione Culturale e viene invitato a progettare negli spazi di
Villa Rey a Torino. Il lavoro del gruppo ruota principalmente attorno alla valorizzazione delle
diversità e alla contaminazione delle identità, lavorando sulla riattivazione di spazi attraverso
azioni di cura e di simbiosi con essi. Ha lavorato come allestitore per la Galleria Franco
Noero di Torino e come assistente per l’artista Luigi Mainolfi, sviluppando conoscenza su
tecniche e materiali.
ESPOSIZIONI 2021, settembre Deserto, spettacolo teatrale, scenografia prodotta dal
Collettivo Bastione, Villa rey, Torino (TO) 2021, settembre produzione e allestimento per la
mostra The House of The Farmers di Mike Nelson, Palazzo dell’Agricoltore, Parma (PR)
2021, luglio Marmiferi, mostra collettiva presso FANG ARTE, Torino (TO) 2021, giugno Se
non tocchi non cade, mostra del collettivo Bastione presso Villa Rey, Torino (TO) 2021,
maggio Assaggino, mostra evento del Collettivo Bastione durante la mostra Abbiamo invitato un pò di artisti nello spazio a cura di Osservatorio Futura. Torino (TO) 2019, dicembre il
Palazzo di Velluto, evento collettivo, via San Massimo 31-33 Torino (TO) 2019, settembre
Land Land Land, mostra del collettivo Bastione presso Museo della Ceramica, Palazzo di
Città e Piazza Maggiore di Mondovì (CN) 2019, maggio Here IV, evento collettivo presso la
Cavallerizza Reale di Torino (TO) 2019, gennaio L’attesa, mostra collettiva a cura di Alice
Labor, Roma (RO) 2018, novembre Les Pommes des Hommes (THE PILLS), a cura di
Giulia de Giorgi e Maria Elena Marchetti, Spazio Barriera, Torino (TO) 2018, settembre
young at heart old on the skin, a cura di Franko B, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi
(PG) 2018, maggio Here III, evento collettivo presso la Cavallerizza reale di Torino (TO)
2017, dicembre Apotema atto I, mostra collettiva di inizio del progetto Bastione presso
Bastione san Maurizio, Giardini Reali Torino (TO) 2017, agosto Le Memorie dell’Acqua,
mostra collettiva organizzata da Muse Diffuse presso Gressoney Saint-Jean, Aosta 2017,
maggio Here II, evento collettivo presso la Cavallerizza Reale di Torino (TO) 2016, maggio
Here, evento collettivo presso la Cavallerizza Reale di Torino (TO)

MARTA PALMIERI nata 1973 ad Ancona, dove attualmente vive e lavora.
Consegue il diploma all’istituto statale d’Arte di Ancona nel ’91 e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Urbino diplomandosi in scultura nel ’97.

La sua sperimentazione in campo ceramico inizia intorno al ’99 e, dopo aver affrontato una ricerca scultorea-spaziale che ha trattato in maniera poliedrica le possibilità formali insite in materiali quali il gesso, il ferro, il legno, il cemento, i filati e le materie plastiche, si avvicina alla terracotta recuperando un antica tecnica: la lavorazione a colombino alla quale accosta una ricerca spaziale con la quale negli ultimi anni sperimenta anche l’uso del materiale vetroso-ceramico. Il vaso contenitore diviene un tema costante nel suo lavoro inteso prevalentemente nelle sue accezioni di scala e di forma che contiene. Nella rigorosa severità delle sue opere anche nelle installazioni si possono ritrovare tutte quelle forme antiche e naturali che fanno parte dell’esperienza umana.
Il primo riconoscimento nel ’95 durante gli studi accademici con il primo premio di Scultura Edgardo Mannucci, nel ’98 partecipa per il comune di Ancona ad Arti Visive2 a Genova, fra il 1996 e 2010 prende parte a collettive di scultura anche fuori Ancona e tiene la sua seconda personale nella Sala Bianca della Mole Vanvitelliana di Ancona.
Nel 2009 vince il secondo premio premio al concorso Internazionale di Scultura di Pesaro e nel 2010 su invito di Gian Carlo Bojani prende parte ad una collettiva presso i locali del Bastione San Gallo.

Nel 2013 vince il primo premio alla V Triennale Internationale della Ceramica città d’Este (Padova) e viene premiata al Gran Prix di Jingdezhen in Cina, nel 2014 il primo premio al XXI Concorso Internazionale di Ceramica Mediterranea ( Grottaglie, Taranto); nel 2021 il secondo premio al MARTINSONS AWARD LATVIA INTERNATIONAL CERAMICS BIENNALE, Lituania e nel 2023 il secondo premio ad ICAA, 3°BLANCHE de CHINE, COMPETITION”, International Ceramic Art Award, Cina.
Tra il 2013 ad oggi il suo lavoro ha ottenuto notevoli riconoscimenti, come finalista alle Biennali Internazionali di Manises (Spagna) e Aveiro (Portogallo), ai concorsi di Westerwald (Germania) e Saint Quentin de Poterie (Francia), Pechino e Jingdezhen (Cina) al Premio Faenza presso il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza.Ha partecipato a mostre collettive legate al mondo del design, sia in Italia (Salone Internazionale del Mobile, Milano) che all’estero (Showroom 304 Hudson di New York). In quest’ultima città le sue opere sono esposte dalla Hostler Burrows Gallery.
Le sue opere sono state in mostra in Lituania al MARTINSONS AWARD, a Hangzhou in Cina al 3° Blanc de Chine; a New York (US) in New Ceramics Artists presso la Galleria Hostler Burrows e nello Showroom di Egg Collective al Designing Women II event, a San Francisco (US) in Fog Design +Art, a Pechino (CN) in Blanc de China, a Hohr-Grenzhausen (DE) in Westerwaldprize, al Festival Terralha di Quentin la Poterie (FR) in Young European Ceramic, a Montelupo Fiorentino (IT) in Colore Interiore, ad Ancona, Mole Vanvitelliana, in Festival Kum/Re-St, Progetto Presente.
Nel 2019 ha collaborato con un team di architetti per la realizzazione di un’installazione scultorea Site Specific, NEW IMAGE OF THE ERA” nella città di Jingdezhen Cina e dal 2019 collabora al progetto Pietre Trovanti.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti in Italia e all’estero presso i musei: Daugapils Mark Rothoko Art Centre, Latvia, Lituania; Quanzhou porcelain Road Art Development Center, Beijing, Cina; Ceramics Tsinghua University Art Museum, China; Ceramics Industrial Heritage Museum, Jingdezhen, China; Ceramics Museum Aveiro, Portogallo; Ceramic Museum of Alcora, Alcora, Spagna; Castello episcopio, Museo della ceramica di Grottaglie,Italia; Musei Civici di Pesaro, Italia; Fondazione Accademia dell’Artigianato”,Este, Italia; Palazzo Toschi, Pesaro, Italia.

Luigi Mainolfi nato nel 1948 a Rotondi Valle Caudina, in Campania.
Dopo gli studi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli è attratto dal panorama artistico e culturale torinese che negli anni Settanta rappresenta il centro dell’avanguardia artistica italiana e nel 1973 vi si trasferisce.
I primi lavori, tra il 1972 ed il 1976, indagano il corpo e il gesto.
Nelle prime esposizioni performances, presenta calchi del proprio corpo in gesso che lascia consumare nell’acqua (Cavriago 1977) o fa precipitare dall’alto al suolo (La performance, Galleria Civica d’Arte Moderna, Bologna 1977).
Questo è anche il periodo in cui si riappropria dell’aspetto teorico della scultura attraverso una serie di disegni accompagnati da scritti (MDLXIV 1976).
Tra il 1979 e il 1980 completa La Campana (Galleria Tucci Russo, Torino 1981 e La Sovrana Inattualità, P.A.C., Milano 1982).
Nel decennio che segue si impone con le sue grandi terrecotte, opere contenenti paesaggi e soggetti di ispirazione fiabesca, come Nascita di Orco ed Elefantessa del 1980. Partecipa alla Biennale di San Paolo del Brasile, 1981.
Con Alle forche Caudine 1981, partecipa alla XL Biennale di Venezia e a Documenta 7 Kassel, nel 1982. Con Le Bbasi del cielo 1981-82, partecipa alla XII Biennale de Paris, 1982.
Con il bronzo Trionfo (Elefantessa) 1982, alla Biennale di Venezia 1986.
Negli anni che seguono si propone con Tufi, 1981-85 (Ouverture, Rivoli 1984 e Tour Fromage, Aosta, 1987) e Arcipelago 1983-85, Castel Ivano, Trento 1987 e Icons of Postmodernism (Holly Solomon Gallery New York, 1986).
Nel 1987 vince il Superior Prixe al 5th Henry Moore G.P. in Giappone con il bronzo Città Gigante 1986. Nel 1990 ha una sala personale alla Biennale di Venezia con Sole Nero, 1988-89.
Negli anni successivi personali e retrospettive: 1992 Galleria d’Arte Contemporanea, Rimini, catalogo F. Gualdoni, Ed. Essegi, Ravenna. 1994, Villa delle Rose, Galleria Civica d’Arte Moderna, Bologna e Galerie Hlavniho Mèsta Prahy, Praga in catalogo. R. Barilli, P.G. Castagnoli. 1995, Hotel de Galiffet, Paris, in catalogo F. Poli Ed. Di Meo. 1995, Promotrice di Belle Arti , GAM Torino in catalogo P.G. Castagnoli, R. Fuchs, R. Passoni, A. Pohlen, Rcs Libri e Grandi Opere Milano.1996-97 Museo Civico di Castelnuovo, Maschio Angioino e Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes, Napoli, in catalogo R. Fuchs, A. Tecce. Umberto Allemandi Editore.
Negli anni Novanta continua la ricerca attraverso forme già presenti da tempo nel suo lavoro ma anche nuove come Tamburo del Sole 1995-97. Gabbie 1997. Vestiti e Colonne di Maggio 1999, che proseguono la sua ricerca sul corpo, la pelle.
Nel 2001 l’artista è scelto come rappresentante dell’Italia per uno scambio tra il nostro paese e il Giappone. Approda al Museo d’Arte Contemporanea di Sapporo
dove realizza per il parco Mainolfi swims in the water of Hokkaydo e Colonne di Sapporo.
Ancora grandi opere permanenti: nel 2002 Ballerine in marmo al Parco della Padula a Carrara; nel 2004 Il sole del Buon vento a Benevento; nel 2005 Sole Scarabocchio a Brunico (BZ); nel 2006 Città e Sole a Rovereto.
Nel 2007 espone il Sole alluminio al museo di Ravensburg, (Germania) e nello stesso anno vince il Premio Michelangelo per la scultura.
Nel 2007-2008 realizza Silontes; nel 2009 espone a Parigi (Galerie Di Meo) Spheres 2000-2008. Nel 2010 illustra l’Odissea di Omero per Einaudi editore e presenta Arpie, sfere, dune ed altre al Centro di Arti Plastiche, eventi paralleli XIV Biennale di Carrara. In occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia realizza a Palazzo Madama a Torino nel 2011 una grande installazione dal titolo Torino che guarda il mare.
Nel 2012 illustra l’Iliade di Omero per Einaudi editore e realizza Per quelli che volano alla Fattoria di Celle, Santomato di Pistoia ed alla Fondazione Maeght di Saint Paul de Vence in Francia.
Nel 2014 Pelle della terra retrospettiva al Filatoio di Caraglio (CN), l’anno successivo istalla Senza titolo (Esploso), 1978 al Museo Madre di Napoli.
Nel 2016 l’Università di Bologna gli conferisce il premio Alinovi-Daolio.
Nell’anno successivo realizza Terre Nove tra le opere della personale al museo Casa Fiat de Cultura di Belo Horizonte in Brasile.
Nel 2018 la personale dal titolo La nuit et la féte alla Galerie Italienne di Parigi.
Nello stesso anno realizza Bestiario del firmamento per la collezione di sipari d’artista del teatro Obi Hall di Firenze.
Nel 2019 espone la grande istallazione Bandiere 2007 per la personale alla Galleria ME Vannucci di Pistoia.
Nel 2021 espone Nascita di Orco ed Elefantessa 1980, per la mostra “Una infinita bellezza. Il Paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea” alla Reggia di Venaria Reale, Torino.
Nel 2022 realizza una mostra antologica ai Musei Civici di Cuneo e presenta il lavoro Etna 2022 alla Galleria De Foscherari di Bologna

Samantha Passaniti. Nata a Grosseto nel 1981 vive e lavora tra Monte Argentario e Roma. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, nel 2015 frequenta un corso post laurea alla Slade School of Art di Londra.
La sua ricerca artistica è incentrata sulla sperimentazione di materiali naturali raccolti nell’ambiente che diventano oggetto di riflessione e indagine sulla complessità dei rapporti umani e dell’esperienza esistenziale. Le sue opere pittoriche e installative nascono da un continuo dialogo tra mondo intimo e ambiente, tra uomo e natura, tra esperienza esistenziale e cicli naturali, con una particolare attenzione alle simbologie ancestrali e agli archetipi spirituali che collegano sin dai tempi più remoti l’uomo al mondo naturale che lo ospita. Negli ultimi anni la sua ricerca si è focalizzata sullo studio e la raccolta di varie tipologie di terre estratte in vari posti del mondo e con le quali ha realizzato cicli di opere ed il suo ultimo progetto “oltreterra” in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Siena.
Nel 2018 è selezionata dall’organizzazione internazionale ReArtiste per una collettiva presso la MC Gallery di New York. È tra i finalisti del premio Arteam Cup nel 2018, nel 2019, nel 2020 e nel 2022. Nel 2020 vince una residenza artistica incentrata sul legame tra arte e natura nel Geopark patrimonio Unesco del Monte Beigua (Savona) ed è selezionata per una residenza presso il centro di arte contemporanea Arteventura in Andalusia, Spagna all’interno del Parco naturale della Sierra di Aracena. In entrambre le residenze realizza installazioni ambientali siete specific. Nel 2021 è stata selezionata per la realizzazione di un’ installazione ambientale all’interno del museo Artenatura Villaga (Vicenza) sui Colli Berici.
Tra le recenti mostre personali si menziona “Scyricum terra tra materia e arte”, Galleria civica Olmastroni, Siena a cura di Davide Silvioli e Valeria de Serio (Luglio 2023), “Oltreterra” presso il Polo Culturale le Clarisse Museo Luzzetti, Grosseto, a cura di Mauro Papa, Valeria de Siero e Davide Silvioli (Novembre 2023), “Terre la materia della relazione” presso il museo di storia Naturale Accademia dei Fisiocritici, Siena a cura di Davide Silvioli e Valeria de Siero (Dicembre 2023/gennaio2024), nel 2022 “Congiunzioni” a cura di Francesca Lissoni presso il Museo Perrando Nuovo Polo Museale, Sassello (SV), “Corrispettivo naturale” del 2018, a cura di Davide Silvioli presso la Art G.A.P. Gallery di Roma,“Rethinking Materials, Rethinking the Place” sempre curata da davide Silvioli nel 2020, nel bellissimo palazzo storico Cozza Caposavi di Bolsena (VT) e “Confidence in the uncertain” nel 2021 a cura di Giorgia Basili presso lo spazio indipendente Curva Pura di Roma.
Tra le numerose mostre collettive in Italia e all’estero, si menziona la partecipazione nel 2022 a Humanimal community, mostra della residenza finanziata dalla fondazione Nessling, Chowning Art Gallery Campbellsville University Kentucky USA, BACC Biennale arte ceramica contemporanea, a cura di Lorenzo Fiorucci,Scuderie Aldobrandine Frascati (RM), “Lost” Floor Gallery, Seoul Sud Corea, Mostra dei finalisti del concorso “Airland 4.0/Nature, Technology, Energy” a cura dell’associazione Quasi Qadro di Torino presso il Complesso delle ex Officine Ferroviarie di Barge in provincia di Cuneo, “Think Green”, a cura di Margaret Sgarra, casa dell’ambiente Torino, “The creative Room” Venice a cura del collettivo curatoriale Atopos,
“Variation Form” a cura di Davide Silvioli all’interno del “festival Diverso Inverso” Centro per l’arte contemporanea Trebisonda Perugia, “Athens Open Art” presso la galleria Art Number 23 di Atene, “Exuperanti Forma” Mostra dei finalisti del premio Adrenalina 6.0. Palazzo velli Roma, “Discovery Session” 2019, presso Trinity Art Gallery, City Island, London (UK), “Venti Contemporanei” festival di arte contemporanea Cereggio (RE), “Beyond the borders” Arsenale, Roncade (Treviso) Mostra collettiva dei finalsti del premio Venice ArtLands Prize, “Transformation” Gallery MC New York, curata da RE:ARTISTE organizzazione artistica internazionale, “Straordinaria Bellezza” Pallazzo Collacchioni, capalbio (GR) curata da Davide Sarchioni, “Ten X Ten”, mostra collettiva,”Young Space”, Wisconsin (USA), “Alternative Wax: Layers of facts” curata da Francine D’Olimpio presso la Kobalt Gallery, Provincetown, (MA) USA.

Michele Rava (Torino, 1991) vive e lavora a Torino. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Torino diplomandosi in scultura nel 2019 con relatore Franko B.

Nel 2017 comincia a collaborare con un gruppo di giovani artisti dando vita al Collettivo
Bastione, aprendosi alla possibilità di interazione e scambio in dinamiche di gruppo. Dal
2021 il Collettivo diventa Associazione Culturale e viene invitato a progettare negli spazi di
Villa Rey a Torino. Il lavoro del gruppo ruota principalmente attorno alla valorizzazione delle
diversità e alla contaminazione delle identità, lavorando sulla riattivazione di spazi attraverso
azioni di cura e di simbiosi con essi. Ha lavorato come allestitore per la Galleria Franco
Noero di Torino e come assistente per l’artista Luigi Mainolfi, sviluppando conoscenza su
tecniche e materiali.

ESPOSIZIONI 2021, settembre Deserto, spettacolo teatrale, scenografia prodotta dal
Collettivo Bastione, Villa rey, Torino (TO) 2021, settembre produzione e allestimento per la
mostra The House of The Farmers di Mike Nelson, Palazzo dell’Agricoltore, Parma (PR)
2021, luglio Marmiferi, mostra collettiva presso FANG ARTE, Torino (TO) 2021, giugno Se
non tocchi non cade, mostra del collettivo Bastione presso Villa Rey, Torino (TO) 2021,
maggio Assaggino, mostra evento del Collettivo Bastione durante la mostra Abbiamo invitato un pò di artisti nello spazio a cura di Osservatorio Futura. Torino (TO) 2019, dicembre il
Palazzo di Velluto, evento collettivo, via San Massimo 31-33 Torino (TO) 2019, settembre
Land Land Land, mostra del collettivo Bastione presso Museo della Ceramica, Palazzo di
Città e Piazza Maggiore di Mondovì (CN) 2019, maggio Here IV, evento collettivo presso la
Cavallerizza Reale di Torino (TO) 2019, gennaio L’attesa, mostra collettiva a cura di Alice
Labor, Roma (RO) 2018, novembre Les Pommes des Hommes (THE PILLS), a cura di
Giulia de Giorgi e Maria Elena Marchetti, Spazio Barriera, Torino (TO) 2018, settembre
young at heart old on the skin, a cura di Franko B, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi
(PG) 2018, maggio Here III, evento collettivo presso la Cavallerizza reale di Torino (TO)
2017, dicembre Apotema atto I, mostra collettiva di inizio del progetto Bastione presso
Bastione san Maurizio, Giardini Reali Torino (TO) 2017, agosto Le Memorie dell’Acqua,
mostra collettiva organizzata da Muse Diffuse presso Gressoney Saint-Jean, Aosta 2017,
maggio Here II, evento collettivo presso la Cavallerizza Reale di Torino (TO) 2016, maggio
Here, evento collettivo presso la Cavallerizza Reale di Torino (TO)

PROGRAMMA

Museo Archeologico Nazionale – cerimonia di assegnazione del Premio Città di Tarquinia “Vasco Palombini”

Sabato 28 settembre, ore 17.00

Orizzonte Terra

Museo Archeologico Nazionale – Luigi Mainolfi

Vernissage: Museo Archeologico Nazionale sabato 28 settembre, ore 18.00

28 settembre – 27 ottobre, orario di apertura al pubblico del museo.

Auditorium S. Pancrazio – Marta Palmieri, Samanta Passaniti, Michele Rava, Victor Fotso Nyie

Vernissage: Auditorium S. Pancrazio sabato 28 settembre, ore 19.00

28 settembre – 27 ottobre, orario di apertura al pubblico, tutti i giorni dalle 10.00 alle

13.00 e dalle 16.30 alle 19.30.

Premio Città di Tarquinia promosso e organizzato dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia è realizzato con il sostegno del MIC (Ministero della Cultura), con il patrocinio di: Associazione Italiana Città della Ceramica, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (MIC); Fondazione Carivit – Museo della Ceramica della Tuscia di Viterbo; Museo d’Arte ceramica contemporanea di Torgiano, Collettivo BAI di Comiso, Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti; Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia. 

Titolo: ORIZZONTE TERRA

 Artista: Luigi Mainolfi

 Inaugurazione: Sabato 28 settembre 2024 ore 18.00

 Durata: Dal 28 settembre al 27 ottobre

 Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, Piazza Cavour n. 1/a (VT)

 Artisti:  Victor Fotso Nyie, Samanta Passaniti, Marta Palmieri, Michele Rava

 Inaugurazione: Sabato 28 settembre 2024 ore 19.00

 Durata: Dal 28 settembre al 27 ottobre

 Luogo: Auditorium San Pancrazio, Via delle Torri n. 15. Tarquinia (VT)

 INGRESSO GRATUITO  per l’inaugurazione

 INFO: Società Tarquiniense d’Arte e Storia E. tarquiniense@gmail.com T. +39 0766.858194

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