L’Associazione Mantovani nel Mondo annuncia l’ultima iniziativa editoriale del ricercatore e critico cinematografico Salvatore Gelsi il quale dopo aver collaborato con il nostro sodalizio sul tema dell’emigrazione nella storia del cinema, ha approfondito il tema con questa importante pubblicazione, unica nel suo genere.
Un libro che non c’era e che ripercorre, attraverso quasi 300 filmati (film a soggetto, cortometraggi, documentari, cinegiornali inchieste Tv), le fasi e l’avventurosa storia dell’emigrazione italiana.
Ciò che gli storici hanno studiato, ora lo possiamo vedere nei fotogrammi coscienziosamente indicizzati in questo volume. Immagini che raccontano di un fenomeno stratificato e complesso — c’è l’ignoto, la speranza, la nostalgia, il dolore ma anche la felicità — in maniere curiosamente molto diverse: da alcune sequenze permea il trauma, da altri l’ironia, da altri ancora lo stereotipo (che solo nel confronto con l’estraneo poteva nascere), quindi il comico, ecc.. La necessità di questa raccolta si spiega, dunque, sia nel trattare il visivo in quanto documento che “spiega” le partenze dei migranti, sia come testimonianza indiretta di come gli stessi italiani hanno rappresentato il loro viaggio (di andata e, talvolta, di ritorno) quanto la loro permanenza in terra straniera.
Non solo. Gli audiovisivi qui contenuti non descrivono solo l’epopea dei migranti, ma anche gli scambi, le contaminazioni gastronomiche, del cibo come mezzo per acquietare la nostalgia e riprodurre un pezzo di patria pur lontani da casa: miti, tradizioni e leggende, che passano da un oceano all’altro, con sapori, gusti, preparazioni, diventati oggi di largo consumo e di moda — benché un tempo fossero lo specchio della fame, della sofferenza, della sopravvivenza.
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EMIGRANTI SULLO SCHERMO
In oltre 250 film il giro per il mondo dell’emigrazione italiana dagli anni Ottanta dell’Ottocento fino ad oggi. Innanzitutto si tratta di distinguere le varie periodizzazioni del fenomeno riferiti a film a soggetto, documentari, audiovisivi realizzati dalla televisione o da cinegiornali. La trattazione dell’emigrante è ovviamente diversa per intenzionalità della tesi espressa e per il contesto storico- ideologico:
– I documentari USA fin dal 1903 (durata pochi minuti) mostrano le file e i volti all’approdo o all’uscita da Ellis Island.
– I film a soggetto USA dal 1906 al 1915 (anche di D.W. Griffith e di Thomas H. Ince) raccontano l’ambiente degli italiani a Little Italy: tra canzoni, cibo, gelosie anche i crimini dell’organizzazione la Mano Nera. Non tanto una minaccia verso l’esterno americano, ma all’interno dell’ambiente.
– Il primo film italiano è del 1915 (L’emigrante, Febo Mari) e ha già un tono dissuasivo, quelli che seguiranno fino al cinema dei Telefoni Bianchi, si alternano con la necessità della partenza perché si deve scontare una colpa, con la visione della nostalgia e il desiderio del ritorno alla propria Patria.
– Chaplin, (1915 L’emigrante). L’omino tra il comico e il drammatico coglie l’effetto della condizione dell’emigrante.
– L’atmosfera provocata dal Proibizionismo: dal 16 gennaio 1920 fino al 25 dicembre del 1933) intreccia l’emigrante italiano, ormai di seconda generazione, con il gangster film. Diventa il pericolo pubblico n.1. in questo caso i film sono moltissimi, destinati a durare fino alla formazione della Mafia fino agli anni Ottanta-Novanta del Novecento. Non va dimenticata la saga de Il Padrino di Coppola e nemmeno quelli riferiti ad Al Capone. Sostituiti in seguito da afroamericani e sudamericani.
– Nei cinegiornali italiani dell’Istituto luce durante gli anni Trenta, l’azione illusoria del fascismo delle bonifiche, della conquista dell’Impero dove il possibile emigrante diventava colono e il ritorno di chi era stato in Francia o in Europa negli anni che preparavano l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra Mondiale.
– Nel dopoguerra le due direttrici, spesso dentro il genere del melodramma chi espatria verso Argentina o Sud America, chi verso le miniere di Carbone di Francia e Belgio.
– Durante il Boom Economico anche con la nascente televisione Italiana il fenomeno dell’emigrazione interna verso Torino e Milano, oppure verso Olanda e Scandinavia. (qui veri capolavori da Rocco e i suoi fratelli, a Così ridevano da I magliari a Pane e cioccolata).
– La Rai promuove inchieste con TV7 (finite poi oggi in Rai Storia) affidando a Blasetti un’inchiesta in diverse puntate. Seguiranno Fiction, serie televisive ecc.
– Audiovisivi e Cortometraggi negli ultimi decenni prestano attenzione alle comunità che si sono formate all’estero con interviste piene di nostalgia, oppure a chi è ritornato e non riesce più a ritrovare le origini.
– L’emigrazione contemporanea “La fuga dei cervelli”, tra chi svolge un’attività economica (ha scelto di aprire un bar, un ristorante o lavora nel sistema finanziario), artistica e professionale. Si è sentito abbandonato dall’Italia, ritorna in famiglia una o due volte l’anno.
Salvatore Gelsi, storico e sociologo dei media e del cinema ha svolto ricerche su vari temi: la storia dell’alimentazione e il cinema (da Ciak si mangia- dizionario del cinema in cucinaTre Lune, Mantova, 2000 a Lo schermo in tavola – cibo, film e generi cinematografici, Tre Lune, Mantova, 2002, da A tavola con Hitchcock- film e ricette di un grande gourmet, Tre Lune, Mantova, 2004 a Mangiafilm-dizionario enciclopedico della cucina al cinema, Tre Lune, Mantova, 2015) all’architettura (Lo schermo dell’architetto, Tre Lune, Mantova, 2007.) al corpo (A Pelle nuda – Corpo, sesso e pornografia nel secolo del cinema, Milano, 2013) alla storia locale (Mantova al cinematografo, Casa del Mantegna, Mantova, 1997. Mantova. Una città davanti allo schermo, Il Rio, Mantova, 2023).
