Tech, la “AI-Learning Fever” conquista il mondo del lavoro: il vademecum degli esperti

Gli esperti del settore non hanno dubbi: la tecnologia del momento può migliorare l’efficienza delle piattaforme e dei programmi di apprendimento del 50% grazie a innovazioni come “AI tutor” e “Avateacher” di ultima generazione. “L’esplosione dell’AI-Learning Fever era solo questione di tempo: per 7 CEO su 10 nel mondo l’artificial intelligence avrà un ruolo determinante per il successo delle loro organizzazioni”, afferma Luana Lo Piccolo, AI Governance and Strategy Expert.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT: “Il futuro dell’e-learning sarà sempre più «AI centered», infatti, il mercato globale dell’intelligenza artificiale applicata proprio al settore delle learning platform sfiorerà i 21 miliardi di euro entro i prossimi 3 anni”

Ernesto Di Iorio, CEO di QuestIT

Una mente intelligente è quella che è in costante apprendimento”: Bruce Lee, da grande appassionato di duro lavoro e crescita costante, non aveva dubbi sull’importanza di aggiornarsi e cambiare punto di vista giorno dopo giorno. La stessa visione, oggi, accomuna i lavoratori di tutto il mondo che sentono la necessità di acquisire nuove competenze per restare al passo con i tempi e con le richieste di un universo lavorativo in costante evoluzione. Conferme in merito giungono da un recente approfondimento elaborato da HR Executive, secondo cui più di un lavoratore su 2 (52%) ha espresso il desiderio di apprendere nuove skill entro l’anno corrente con l’obiettivo di migliorare e, soprattutto, offrire un miglior contributo a supporto dell’azienda d’appartenenza. Inoltre il 73% dei professionisti appartenenti allo stesso campione vorrebbe effettuare il tutto da remoto e durante l’orario lavorativo.

Ora una domanda sorge in modo spontaneo: come possono organizzarsi le imprese e i leader per soddisfare questo desiderio in un momento storico in cui velocità ed efficienza sono fondamentali?

La risposta, secondo una serie di ricerche condotte sulle principali testate internazionali del settore da Espresso Communication per conto della tech company QuestIT, è l’intelligenza artificiale. A questo proposito, stando a quanto precisato dagli esperti, l’AI risulta così centrale funzionale che, a livello globale, sta prendendo sempre più corpo un vero e proprio fenomeno denominato “AI-Learning Fever”. Il trend si basa sull’organizzazione di corsi e seminari, per lo più da remoto, che vengono offerti ai lavoratori attraverso l’utilizzo dell’artificial intelligence, la quale, all’interno di questo contesto, assume diverse forme e ruoli: dagli “AI tutor”, capaci di spiegare alla perfezione ogni tipologia di concetto e tenere corsi di formazione o aggiornamento rispettando tempi e necessità dei partecipanti, fino agli “Avateacher” elaborati con l’obiettivo di prevedere con largo anticipo, e con un’accuratezza del 90%, il livello di preparazione, prima, e crescita, poi, di ogni professionista durante lo svolgimento del seminario scelto.

Sulla stessa lunghezza d’onda, si dimostra anche un’altra esperta del settore, ovvero Luana Lo PiccoloAI Governance and Strategy Expert: “L’integrazione dell’AI nell’e-learning offre notevoli vantaggi, tra cui la personalizzazione dei percorsi formativi, che consente di adattare i contenuti alle esigenze individuali dei singoli partecipanti ai corsi, e l’alleggerimento del carico di lavoro dei coach attraverso l’automazione delle attività ripetitive.

L’AI facilita inoltre un apprendimento più inclusivo accessibilesuperando barriere geografiche e linguistiche. Tuttavia, è essenziale affrontare i rischi legati a bias algoritmici e privacy dei dati, per evitare di ampliare le disuguaglianze digitali e garantire che gli studenti continuino a sviluppare competenze fondamentali, come il pensiero critico e la capacità di risolvere problemiessenziali per il loro successo futuro. Per sfruttare al meglio l’AI nell’e-learning consiglio alle aziende d’iniziare con un’analisi approfondita delle esigenze formative dei dipendenti e di scegliere soluzioni AI che offrano personalizzazione e interattività.

È fondamentale garantire la qualità dei contenutimantenere l’engagement attraverso strumenti come gamification, quiz e simulazioni, e assicurare l’accessibilità per tutti i dipendenti, inclusi quelli con disabilità. La protezione dei dati, il supporto tecnico, e una valutazione continua dell’efficacia dei programmi sono altrettanto cruciali. Infine, l’integrazione dell’e-learning con altri software aziendali facilita una gestione efficiente delle informazionimassimizzando così i benefici e allineando la formazione agli obiettivi aziendali”.

Per concludere, ecco il vademecum degli esperti con i 6 consigli utili alle aziende per sfruttare al meglio le potenzialità dell’intelligenza artificiale in ottica e-learning:

●     Analizzare le esigenze formative dei singoli dipendenti per capire quali soluzioni, in ottica artificial intelligence, scegliere al fine di offrire un servizio ottimale e soddisfacente;

●     Affidarsi a consulenti AI Expert adeguati per capire su quali piattaforme o soluzioni concentrare i propri investimenti;

●     Mantenere elevato l’engagement dei propri lavoratori, puntando non solo su spiegazioni o corsi teorici, ma anche su strumenti o solutions coinvolgenti come quiz o simulazioni;

●     Assicurarsi che i corsi di formazione o aggiornamento siano accessibili per tutti i dipendenti, inclusi quelli con disabilità;

●     Effettuare opportune verifiche a cadenza variabile per fare in modo che i dati dei partecipanti ai corsi siano protetti a dovere;

●     Offrire l’opportunità ai dipendenti di valutare i corsi potenziati con l’intelligenza artificiale per testare il loro livello di soddisfazione e, di conseguenza, apportare i dovuti cambiamenti.

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