Il ceramista savonese Danilo Trogu e l’architetto Alfonso Femia firmano il Monumento per i 30 anni dall’alluvione di Alessandria 

IMPEGNO E DEDIZIONE NELL’EMERGENZA UN GESTO PROGETTUALE E ARTISTICO PER RICORDARE L’OPERA DEI VOLONTARI DURANTE L’ALLUVIONE DEL 1994 AD ALESSANDRIA

Opera artistica: Danilo Trogu

Progetto: Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia

Da sx Danilo Trogu_dx Alfonso Femia- ©Stefano Anzini

Il 26 novembre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verrà inaugurato ad Alessandria un nuovo spazio pubblico, caratterizzato da un particolare segno artistico.

Monumento Alessandria_©Stefano Anzini

Drammaticamente attuale il tema, atipica la dedica, si tratta di un piccolo ma significativo landmark in prossimità della Cittadella.

Non un “monumento”, nel tradizionale significato di incombente memoria, ma una discreta traccia per non perdere il ricordo del tragico evento, conservandone il valore e gli aspetti umani di generosità e solidarietà.

Nel novembre 1994 i fiumi Tanaro e Po esondarono, l’alluvione colpi duramente le città di Cuneo, Torino, Asti e Alessandria.

Monumento Alessandria_©Stefano Anzini

Il Comune di Alessandria ha scelto di custodire e celebrare la memoria di tutte le persone che intervennero per aiutare, contenere, mitigare i danni e salvare vite attraverso un segno artistico evocativo, in prossimità del Ponte Cittadella (realizzato da Richard Meyer) nel punto d’incontro con il Lungo Tanaro San Martino in uno spazio pubblico destinato a verde.

Il progetto artistico è stato realizzato da Danilo Trogu, maestro ceramista, coadiuvato da Alfonso Femia / Atelier(s) Alfonso Femia per l’innesto urbano dell’opera.

Monumento Alessandria_©Stefano Anzini

Dal lungofiume un declivio sviluppato a gradoni conduce all’area estesa su una geometria rettangolare che occupa poco più dello spazio di un’auto media (240 x 480 cm) alta un metro e venti, dimensione che la rende ben visibile, nella sua completezza, da una persona in piedi.

Il volume è rivestito con lastre di gres porcellanato, donate da Casalgrande Padana: su uno dei lati verticali sono incisi i nomi delle vittime; sulla superficie superiore di colore blu/acqua e marrone/fango sono appoggiate piccole case di ceramica smaltata sulle quali sono rappresentate simboliche onde, chiaro ricordo dell’alluvione. Le case paiono sprofondare e in parte sono sommerse. La scelta compositiva restituisce una visione unitaria dell’opera connessa al suo basamento, evidenziandone il carattere celebrativo.

Giorgio Angelo Abonante, sindaco di Alessandria, ha espresso tutti i significati che l’opera porta in sè “Ringrazio lo sponsor The Blossom Avenue che ha reso possibile la realizzazione di questo monumento e l’artista Danilo Trogu, esponente della prestigiosa scuola della ceramica di Albissola, che ha saputo interpretare con sensibilità il legame tra uomo, terra e acqua, un tema fondamentale per ricordare i trent’anni dall’alluvione del 1994 che ha colpito la nostra Città e gran parte del Piemonte. Sono felice che dopo trent’anni Alessandria abbia un luogo e un simbolo che rappresenta il tributo alle volontarie e ai volontari, alle Istituzioni, alle Forze dell’Ordine e a tutta la comunità di Alessandria, che in quei giorni difficili ha dimostrato un grande spirito di solidarietà, contribuendo tra le altre cose a radicare nella nostra Città e nel Piemonte una forte cultura della Protezione Civile“.

Un delicatissimo pensiero si rivela osservando la superficie verticale sulla quale sono incisi semplicemente i nomi di battesimo delle persone morte. Persone non “vittime”, ognuna caratterizzata da emozioni e sentimenti.

Non attribuire i cognomi è stata una scelta voluta da Trogu, per restituire, a distanza di trent’anni, un’identità emozionale, più forte di quella anagrafica ormai sfumata, attutita dal tempo.

Monumento Alessandria_©Stefano Anzini

Ci sono tanti modi per ricordare, rivolgendosi al passato o al futuro. Ho scelto una visione rivolta al futuro, all’incontro tra le persone in uno spazio pubblico urbano, che conserva la memoria storica dell’alluvione. L’elenco delle donne e degli uomini – vite interrotte e trascinate via dall’acqua – si legge oggi con quieta rassegnazione, ogni nome come fosse un accento del destino e della tragedia, individuale e collettiva. L’innesto dell’opera nella zolla di terra, al margine della riva, quasi sull’argine, è anch’esso un modo per tenere impresso nella memoria che il fiume continua a esistere e ad attraversare la città. La ceramica è materiale straordinario, capace di tenere dentro tutti i tempi: aver realizzato l’opera con questo materiale (per me ligure, terra anch’essa colpita da numerose alluvioni) ha un significato particolare” così l’artista Danilo Trogu.

Un segno urbano particolarmente importante, che evidenzia un drammatico nesso con l’attualità geoclimatica: Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari) ha contato solo quest’anno in Italia più di 1900 eventi estremi, 1023 nubrifagi, il 91 per cento nelle regioni del Centro Nord.

Alfonso Femia, architetto particolarmente sensibile e impegnato sui temi dell’acqua pone l’acento proprio su questo aspetto “Un’opera importante che reca la testimonianza dell’acqua in eccesso. In trent’anni la situazione si è esasperata, le alluvioni si ripetono con sempre maggiore frequenza, danneggiando gravemente i territori e mettendo alla prova le volontarie e i volontari, la protezione civile quasi uniche risorsa. La cura dei luoghi e la prevenzione non sono temi sui quali esista un’agenda di provvedimenti attuabili in tempi immediati. L’urgenza si trasforma continuamente in emergenza e lo scenario si ripete uguale anno dopo anno. Ma c’è anche l’altro aspetto, quello dell’acqua che manca e che ha sottoposto, durante i mesi estivi, le Regioni del Sud a equilibrismi gestionali al limite dell’assurdo. L’acqua, visibile, invisibile è chiaramente l’elemento fondamentale per la governance urbana del prossimo futuro”.

Al progetto hanno collaborato le aziende:

3i opere impiantistiche; FB costruzioni opere edili; N.G.F lavori stradali; Carpenterie Metalliche Maestrello; Sacchi Vittorino Materiali Edili; Testa Carlo Escavazioni; GM – Guazzotti Maurizio Impianti Elettrici; Tecno Garden – Impiantistica e giardinaggio; Casalgrande Padana.

Un particolare ringraziamento all’ingegner Fabio Savio, che si è adoperato con impegno e dedizione per la realizzazione dell’opera.

Danilo Trogu (Savona 1956), diplomato Conservatore e Restauratore della Ceramica nel 1980 presso la Scuola di Ceramica di Albisola, dal 1977 si occupa del recupero della ceramica popolare albisolese. Nel 1981 ha fondato ad Albisola Capo “La Casa dell’Arte”. Nel dicembre 1999 collabora alla fondazione della Biennale di ceramica nell’arte contemporanea di Albisola. Nel suo Laboratorio di Albisola Capo hanno lavorato innumerevoli artisti tra gli altri: Claudio Parmiggiani, Alessandro Pessoli, Adriano Bocca, Mario e Marisa Merz, Luca Vitone, Domenico Bianchi, Kristian Von Hornsleth, Plamen Dejanoff, Nicole Awai, Luca Pancrazzi, Loris Cecchini, Perino e Vele, Gianni Motti. Dal 2004 Trogu ha intrapreso un dialogo concettuale e materico con l’architettura, realizzando oggetti di ceramica studiati per specifiche installazioni, come nel caso delle decine di grandi pesci in porcellana esposti all’ingresso delle Officine Grandi Riparazioni di Torino in occasione della loro ristrutturazione per i centocinquanta anni dell’Unità d’Italia (2011), o del bestiario fantastico installato in alcuni dei cortili interni dei Docks di Marsiglia, su progetto dallo studio Atelier(s) Alfonso Femia (in precedenza denominato 5+1AA) nel contesto del più vasto progetto Euroméditerranée (2012).

Monumento Alessandria_©Stefano Anzini

Alfonso Femia, architetto e designer, opera professionalmente in ambito internazionale dal 1995.

È fondatore e presidente di Atelier(s) Alfonso Femia (in precedenza denominato 5+1AA), con sedi a Genova, Milano e Parigi. Tra i numerosi progetti italiani, ha realizzato i Frigoriferi milanesi, la nuova sede del Gruppo BNL-BNP Paribas a Roma, la nuova sede di Vimar a Marostica, la Dallara Academy a Parma, l’edificio per uffici The Corner a Milano, mentre in Francia, i Docks di Marsiglia, numerose residenze di housing sociale, uffici ed edifici pubblici.

Nel 2019 è stato direttore della III edizione della Biennale Internazionale di Architettura di Pisa, e nel 2022, ideatore e curatore della I e della II edizione de La Biennale dello Stretto

Ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero e pubblicato numerosi saggi sui temi della città e dell’architettura ed è speaker in conferenze accademiche internazionali.È stato incaricato Ambasciatore del Design Italiano da ADI (Associazione Disegno Industriale) a Parigi, Bruxelles, in Uzbekistan, per il 2023 a Jeddah e Riyad (Arabia Saudita), per il 2024 a Miami, negli Stati Uniti.

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