20 gennaio 2025
L’esposizione dedicata ai grandi romagnoli tra Otto e Novecento prosegue fino a domenica 26 gennaio
Si chiuderà con una visita guidata speciale in collaborazione con la Strada del sangiovese, domenica 26 gennaio alle pescherie della Rocca di Lugo, la mostra «Fango, acqua e arte», che espone opere scultoree di Tullo Golfarelli, Domenico Rambelli, Ercole Drei e Angelo Biancini.
Ancora visitabile nelle giornate di giovedì 23 e venerdì 24 gennaio dalle 15.30 alle 18.30, e poi sabato 25 e domenica 26 dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30, l’esposizione terminerà con la speciale visita illustrata l’ultimo giorno alle 16.30 dai due curatori, ossia Sergio Baroni (collezionista, gallerista e antiquario) e Massimiliano Fabbri (direttore del museo Baracca), insieme a Claudia Giuliani (capo delegazione del Fai Ravenna) e Alfonso Panzetta (docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna).
L’evento è in collaborazione con la galleria Baroni Milano e la delegazione Fai – Fondo per l’ambiente italiano di Ravenna e il Gruppo Fai di Lugo.
Sempre nel pomeriggio di domenica 26 gennaio, fin dalle 15.30, è anche previsto un piccolo aperitivo per i visitatori, a cura di Strada dei vini e dei sapori del Sangiovese (Strada della Romagna), facente parte della rassegna «Sulla buona Strada», che illustra itinerari del territorio abbinati a prodotti e vini Dop e Igp locali.
«Fango, acqua e arte» fa parte del progetto «Matrice» e si connette al patrimonio della città di Baracca, che custodisce non solo il capolavoro dello scultore faentino Domenico Rambelli dedicato al cavaliere del cielo lughese, ma anche la commovente lapide funeraria di Francesco Balilla Pratella, realizzata dallo stesso Rambelli a partire dall’ Ex Libris del celebre musicista, anch’esso lughese.
Il progetto espositivo va però oltre la figura di Rambelli, stimolando un confronto tra artisti provenienti dal medesimo ambito geografico ma appartenenti a stagioni differenti, con rimandi al contesto politico, sociale e culturale in cui le opere stesse sono state prodotte, dal Risorgimento al ventennio fascista, fino alla Liberazione (vedi il monumento di Biancini ad Alfonsine).
Il dialogo tra i quattro grandi artisti getta luce sul vitalissimo contesto storico-geografico dell’arte in Romagna nel primo Novecento, dall’incredibile cenacolo faentino da cui emerse Domenico Baccarini (oltre che Drei e Rambelli, rappresentanti di questa fucina di talenti) all’altrettanto fervida realtà lughese, centro niente affatto periferico e scuola di molti altri artisti, a partire dalla straordinaria vicenda della famiglia Visani che attraversa un intero secolo di arte tra scultura, pittura, disegno, fotografia e architettura.
«“Fango, Acqua e Arte” è una triade di parole che testimoniano l’importanza dell’arte nella società, al di sopra di ogni catastrofe ambientale o antropica – spiega il co-curatore Sergio Baroni -. I monumenti di Biancini, Drei, Golfarelli e Rambelli, realizzati tra Bologna, Ferrara e la Romagna, si innalzano solenni, ostacolando l’irruenza del fango e dell’acqua durante l’alluvione emiliano-romagnola del maggio 2023».
L’ingresso alla mostra è gratuito, così come la partecipazione alla visita guidata per la quale è consigliata la prenotazione, scrivendo a museobaracca@comune.lugo.ra.it o chiamando lo 0545 299105.


