A Torino i funerali di MAX GIUSIO, grande uomo di cultura e di fede – Il ricordo di Edoardo Raspelli

TORINO

ALLA BOCCIOFILA MADONNA DEL PILONE
L’ADDIO A MAX GIUSIO 

Giusio e Raspelli alla Bocciofila del Pilone, a Torino

Scrittore e musicista era anche vescovo della Chiesa Ortodossa- I ricordi di Edoardo Raspelli

E’ mancato all’ospedale Maria Vittoria di Torino Massimo (per gli amici Max) Giusio, esponente della cultura e protagonista sempre presente negli eventi di spettacolo. Già colonna portante del “Salone del Libro” nella città della Mole, lavorando dietro le quinte, era un vero amico della Riviera Ligure di Ponente (in particolare tra Alassio, Andora e Borghetto), dove non mancava di prestarsi per la presentazione di libri o per moderare incontri.

E’ stato anche consulente organizzativo del Concorso “Il + Bello d’Italia” nella manifestazione organizzata da Silvio Fasano per oltre 30 anni.

Uno stuolo di amici lo piange da tutta Italia.

Uno di questi Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore televisivo, che lo ricorda così: “Non aveva parlato a nessuno dei suoi gravi problemi di salute. E’ morto in due giorni per metastasi diffuse dovunque. Caro amico, caro grande Max! Gli volevo bene, lo stimavo e gli ero anche riconoscente. Era la persona più colta che abbia mai conosciuto: la storia, la geografia, il latino, il greco e le loro letterature. Conoscitore profondo dei codici (era laureato in giurisprudenza). Poi mi aveva portato ai concorsi di bellezza, come quello di Silvio Fasano ad Alassio, e mi aveva spinto a cantare, mentre lui mi accompagnava al pianoforte. Il Teatro di Milano don Gnocchi, la famosa bocciofila sotto la Mole Antonelliana, il buon ristorantino accanto al pontile sul laghetto torinese, nella sede del Museo Nazionale della Croce Rossa,gli incontri di beneficenza con gli anziani ospiti della Villa Paradiso di Alassio… Non lo dimenticherò mai“.

Il sindaco di Alassio, Marco Melgrati, lo ricorda come “grande amico di Alassio. La sua prematura scomparsa ci ha lasciati sorpresi e dispiaciuti profondamente”.
Classe 1961, aveva perso la mamma Clara poco prima del Natale scorso, lascia i fratello Aldo. Da tutta Italia giungono messaggi di cordoglio. Max Giusio era anche vescovo della Chiesa Ortodossa. I funerali si svolgeranno mercoledì 5 a Torino. Dall’ospedale Maria Vittoria la salma sarà portata per una cerimonia alle 11 alla Bocciofila Madonna del Pilone (viale Suor Giovanna Francesca Michelotti 102/a) poi a Vinchio d’Asti per l’ inumazione nella tomba di famiglia.

(Per savonanews.it  testo e foto di Salvio Fasano)

IL RICORDO DI UNA ALLIEVA

Addio a Massimo Giusio: intellettuale, docente e musicista che ha lasciato un segno indelebile
Con grande dolore, la comunità culturale e accademica piange la scomparsa di Massimo Giusio, sociologo, scrittore, docente, saggista e grande appassionato di musica. Nato a Torino, ha dedicato la sua vita alla ricerca, all’insegnamento e alla scrittura, spaziando con passione tra la sociologia, la criminologia, il diritto ecclesiastico, la storia del Cristianesimo, l’antropologia religiosa e i diritti umani. Ogni sua riflessione era un invito a comprendere la complessità del mondo che ci circonda, mettendo in relazione gli aspetti sociali, storici e giuridici in modo originale e incisivo.
Dopo gli studi in ambito storico e giuridico e l’abilitazione alla professione forense, Massimo si è indirizzato verso la ricerca scientifica, affrontando temi di grande rilevanza come la sociologia delle religioni, la libertà religiosa e la criminologia. Il suo approccio multidisciplinare gli ha permesso di esplorare, con competenza e sensibilità, anche il campo della vittimologia, approfondendo le dinamiche della giustizia e delle disuguaglianze sociali in Italia e a livello internazionale. Le sue numerose pubblicazioni, come “Delinquente si nasce o si diventa?” (1997), “Il corpo e l’arte” (1999), “Elementi di criminologia” (2006), e “La libertà religiosa in Italia” (2018), sono state importanti contributi al dibattito accademico e hanno influenzato profondamente le ricerche nei suoi ambiti di interesse.
Oltre alla sua carriera accademica, Massimo Giusio è stato un punto di riferimento per generazioni di studenti, sempre pronto a trasmettere la sua passione per la conoscenza e la ricerca. Ma pochi sanno che Massimo, Max per i numerosi amici, coltivava anche un’altra grande passione: la musica. La sua dedizione al pianoforte, la sua sensibilità musicale e il suo amore per le sonorità più diverse erano una parte essenziale del suo essere. La musica, per lui, era un modo per esprimere la complessità delle emozioni e delle idee, così come la sua ricerca scientifica rappresentava una forma di “armonia” intellettuale.
La sua figura si distingueva non solo per la sua erudizione, ma anche per la sua umanità, sempre pronta ad ascoltare, a dialogare e a stimolare nei suoi interlocutori una riflessione profonda e critica.
Massimo ha lasciato un segno indelebile nel panorama culturale italiano, non solo come intellettuale, ma anche come uomo di cultura a tutto tondo, capace di abbracciare con passione e competenza più dimensioni del sapere.
In questo momento di lutto, il ricordo di Massimo rimarrà vivo nelle sue opere, nei suoi insegnamenti e nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. La sua eredità, intellettuale e umana. Continuerà a ispirare e a guidare chiunque voglia comprendere meglio il mondo e il significato profondo della libertà, della giustizia e della conoscenza.

La tua allieva, Valentina Ciappina

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